Home ATTUALITÀ Camilluccia, tre mesi di respiro per Gianfranco Gatta

Camilluccia, tre mesi di respiro per Gianfranco Gatta

senzacasa240.jpgIl conto ancora bloccato e la casa ancora pignorata, aspettava il 18 giugno quando, preciso e puntuale, non si è fatto attendere l’ufficiale giudiziario. Si è presentato a casa di Gianfranco Gatta di buon’ora con la settima notifica di sfratto ma senza le forze dell’ordine: gli hanno concesso ancora tre mesi di respiro.

Gatta, giornalista, ex regista della Rai e autore di programmi televisivi è invalido al 100 per cento; vive con il fratello anche lui invalido, al 75 per cento, in un appartamento di proprietà dell’Inpgi – l’Istituto di Previdenza della categoria – a via dei Giornalisti, sulla Camilluccia.
Da circa un anno e mezzo è sotto sfratto perché a causa di gravi condizioni fisiche si è trovato nell’impossibilità di lavorare e di conseguenza di poter pagare l’affitto. Preso dalla disperazione aveva iniziato uno sciopero della fame e la sua vicenda era finita su tutti i quotidiani romani qualche settimana fa, anche VignaClaraBlog.it ne aveva parlato (leggi qui).

Avevamo promesso di seguire la sua storia e quindi siamo tornati in via dei Giornalisti. In strada non c’è più lo striscione di protesta, né la sedia sulla quale per quasi due settimane il nostro giornalista ha passato le giornate, facendo lo sciopero della fame. Citofoniamo,  e sempre cortese e disponibile, ci invita a salire.

Se la prima volta la sua casa ci era sembrata Kabul, ora sembra una landa desolata. Non c’è quasi più mobilio; “proprio questa settimana ho dovuto vendere altri due mobili ed una credenza per poter comperarmi da mangiare”, ci racconta Gatta spiegando che “come mi era stato già notificato, oggi è arrivato l’ufficiale giudiziario con la nuova notifica di sfratto. Temevo fosse accompagnato dalle forze dell’ordine che di certo mi avrebbero obbligato a lasciare l’appartamento. Ma forse, vista la mia situazione, mi lasciano ancora del tempo. Il prossimo accesso sarà a settembre. Ancora non vedo una via d’uscita, ma almeno posso passare l’estate senza la paura di essere buttato fuori di casa”.

Ma settembre arriva presto e Gatta lo sa bene. Per questo non si da per vinto e ci racconta che si è attivato per trovare delle soluzioni. Vuole aprire un altro conto, il suo come sappiamo è stato bloccato e l’Inpgi gli ha promesso che sul nuovo conto”non metteranno le mani”.

Proprio in questi giorni Gatta si era recato dai servizi sociali che per i casi come il suo prevedono il versamento di 1200 euro annuali da usare per il pagamento delle bollette ed evitare che gli venga staccata la luce o il gas. Ma questi soldi non arriveranno prima di tre o quattro mesi. “Mi sono recato in una Banca, ma dopo aver sentito la mia storia, mi hanno negato la possibilità di aprire un nuovo conto. Loro trattano solo con società, non con privati. Così mi ha riferito l’operatrice allo sportello, ma non gli ho creduto. Mi guardava con stizza mentre parlavo, quasi incredula che un poveraccio come me avesse anche solo avuto l’idea di aprire un conto”. A quanto pare è proprio tutto difficile. Gatta si augura che un’altra Banca possa aiutarlo.

Ad agosto però riuscirà ad avere di nuovo la sua pensione di invalidità di 290 euro al mese. Ci dice infatti che ha chiesto la possibilità di ricevere i soldi in contanti e così anche se il suo conto rimane bloccato, potrà averne la libera disponibilità.

Nel frattempo vive alla giornata, augurandosi che questa estate non passi mai, che settembre arrivi il più tardi possibile.

Valentina Ciaccio

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