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Nuovo orario uffici anagrafici ma chiude quello di Ponte Milvio

cartello240.jpgDa mercoledì 7 gennaio la sede del servizio anagrafico di via Riano sarà chiusa. Lo rende noto un avviso pubblicato sul sito del XV Municipio nel quale si spiega che la chiusura è “temporanea” ed è dovuta a una “migliore redistribuzione del personale” in vista dell’orario continuato che scatterà nelle altre sedi anagrafiche sempre a far data dal 7 gennaio.

Il nuovo orario

Dal prossimo mercoledì, infatti, l’orario di ricevimento del pubblico nell’ufficio anagrafico di via Enrico Bassano a La Storta, di Piazza Saxa Rubra a Prima Porta e di via della stazione di Cesano, a Cesano, sarà continuato dalle 8 alle 18.30, dal lunedì al venerdì.

Mercoledì però sarà meglio non affollarsi, in Campidoglio si terrà infatti un’assemblea sindacale di tutto il personale comunale che durerà l’intera mattinata. Di conseguenza, avverte il sito del XV, negli uffici municipali “potrebbero verificarsi disservizi per la cittadinanza”.

Cinque anni per aprirlo

Sembra così concludersi, fatta salva la “temporaneità” della decisione, la breve e travagliata vita dell’ufficio anagrafico di Ponte Milvio aperto diciotto mesi fa, il 14 giugno del 2013, dopo quasi cinque anni da quando, con l’inaugurazione del nuovo mercato di via Riano, in Municipio si cominciò a discutere seriamente di utilizzarne un vano per ospitare questo ufficio a servizio dei cittadini di Ponte Milvio, Farnesina, Vigna Clara, Fleming e dintorni.
Ci vollero appunto cinque anni per aprirlo grazie ai tempi della burocrazia e ai numerosi ripensamenti del Campidoglio.

Un bacino di circa 35mila residenti

Tanti, un per l’altro, sono coloro che risiedono “a sud” di Roma Nord e che ora resteranno nuovamente orfani – ripetiamo, fatta salva la “temporaneità” della decisione della quale però non si sa quanto in termini di giorni o mesi sia temporanea – di un utile servizio pubblico di cui hanno goduto per una manciata di mesi, dopo che per decenni si sono sobbarcati un viaggio di 20 km tra andata e ritorno per andare a fare un certificato al più vicino ufficio, quello di Prima Porta, sul quale forzatamente torneranno a gravare.

Carenza di personale

La chiusura di via Riano è diretta conseguenza della riorganizzazione degli uffici anagrafici dei quindici municipi romani a sua volta figlia dell’entrata in vigore della riforma del salario accessorio dei dipendenti capitolini che comporta anche il nuovo orario di lavoro continuato in tutti gli sportelli demografici (anagrafico e stato civile).
Ai municipi la cui carenza di organico non avrebbe consentito l’applicazione del nuovo orario il Campidoglio ha dato facoltà di ridurre il numero delle sedi operative per poter consentire la turnazione nelle altre. Da qui, supponiamo, la decisione del XV di chiudere quella di via Riano.

Decisione impopolare

Voci fondate davano già per certa la chiusura a fine scorso novembre. In XV dettero la stura a una polemica dai forti toni fra la maggioranza – che parlò di falso allarme – e l’opposizione – che accusò la giunta di pasticciare con le ordinanze emesse e poi ritirate – fino all’intervento del presidente Daniele Torquati che a VignaClaraBlog.it il 28 novembre dichiarò: “l’ufficio sarà ancora aperto, ogni decisione è rinviata di un mese, alla fine di dicembre”.

E la decisione è arrivata. Forse dettata dalla carenza di personale, in ogni caso risulterà molto impopolare.
Perchè se da un lato l’orario continuato, oltre ad allinearsi alle grandi capitali europee, viene incontro alle esigenze della collettività consentendo ai cittadini di poter fruire dei servizi anagrafici dopo il loro orario di lavoro e senza dover fare i salti mortali, dall’altra vanifica ogni beneficio ottenuto dai “sudisti” di Roma Nord che ora torneranno a farsi 20 km fra andata e ritorno per una carta d’identità.

Transeat per chi usa l’auto – senza però dimenticare le file chilometriche che ogni pomeriggio intasano la Flaminia in direzione GRA – ma cosa ne sarà degli anziani, di chi usa i mezzi pubblici, insomma delle fasce più deboli?

Un’ipotesi datata ma sempre attuale

Capiamo che probabilmente non c’erano alternative. Cesano è un’area geografica a sé e necessita dei suoi servizi locali. L’anagrafico de La Storta raccoglie di fatto tutto il bacino della Cassia e quello di Prima Porta le decine di migliaia di utenti dell’asse Flaminia. Nessuno dei tre poteva essere sacrificato. Non di meno non si capisce perchè il prezzo della riorganizzazione debba essere pagato dai 35mila residenti che gravitano nell’area con al centro Ponte Milvio.

E allora torniamo alla carica con una ipotesi molto datata ma sempre attuale: aprire un ufficio anagrafico baricentrico là dove la maggiore concentrazione di personale lo consentirebbe e là dove sono già tutti gli altri servizi a disposizione dei cittadini: in via Flaminia 872, sede centrale del XV Municipio. Perchè no? Sono gradite risposte, fondate e credibili.

Claudio Cafasso

aggiornamento del 5 gennaio: l’ufficio non chiude, leggi qui

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4 COMMENTI

  1. Caro Cafasso, ho letto il tuo intervento e stavo per chiedere, come si fa con le mozioni parlamentari, dove poter apporre anche la mia firma. Poi ho letto l’ultima riga, in cui chiedi all’amministrazione locale delle risposte “fondate e credibili“, e mi sono accorto che in realtà hai scritto un racconto di fantascienza, del quale è giusto tu solo abbia il copyrigjht.
    Rimane a noi residenti della zona “urbana” la speranza di vedere tramutata in realtà cuella “temporaneità”, che sa tanto di perennità… parliamo di una fetta del municipio che conta più abitanti del capoluogo della Valle d’Aosta!

  2. Comunque, per i “sudisti” di Roma Nord c’è anche la possibilità di usufruire dell’ufficio anagrafico di Piazza Grecia (Villaggio Olimpico), presso il quale si possono chiedere tutti i certificati.
    Qualora invece si dovesse cambiare la residenza, da qualche tempo è possibile farlo direttamente on-line.

  3. Glielo va a dire lei signor Michele Fake agli impiegati di Piazza Grecia, del Municipio II, che 35.000 cittadini del XV si riverseranno davanti ai loro sportelli ? Non pensa che gli impiegati vengano distribuiti da ogni municipio in funzione della massa critica da servire ? Glielo va a dire lei alla badante ucraina, o romena, che parla poco italiano e che non ha un computer che per portare la sua residenza presso i suoi datori di lavoro può farlo on line ? Io vado oltre quello che viene proposto in questo articolo, io dico si chiuda l’ufficio di Prima Porta e si sposti il personale in via Flaminia a metà strada fra Ponte Milvio e Labaro-Prima Porta: mal comune mezzo gaudio.

  4. A volte penso che se l’area di ponte Milvio fosse inglobata nel municipio 2,faremmo un torto ai nostri amministratori che la vedono come il vestito della festa ma sarebbe un grosso vantaggio per i cittadini delle aree periferiche del municipio 15.

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