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Daniele Torquati eletto presidente della Comunità Parco di Veio

torquati41.jpgNel pomeriggio di oggi si è tenuta l’assemblea della Comunità Parco di Veio e Daniele Torquati, minisindaco del XV Municipio, delegato a rappresentare il Sindaco di Roma Ignazio Marino, ne è stato eletto presidente. E’ lo stesso Torquati ad annunciarlo in una nota.

“Ringrazio i sindaci dei comuni aderenti alla Comunità Parco di Veio per la fiducia accordatami ed avermi votato all’unanimità come Presidente della Comunità. Non si tratta in alcun modo di un risultato personale – sottolinea Torquati – ma di un risultato collettivo del municipio che presiedo all’interno del Parco di Veio e dei comuni limitrofi.”

“Auguro inoltre un buon lavoro al Vicepresidente della Comunità, il Sindaco di Sacrofano, Tommaso Luzzi. La Comunità – conclude il neo presidente – dovrà essere uno strumento di aiuto al Parco, ma soprattutto di garanzia per le esigenze dei cittadini e delle amministrazioni comunali”.

8 COMMENTI

  1. Conflitto di interessi?
    Quali le competenze della neonata comunità?

    Io ricordo quelle montane; forse anche qui sono in gioco contributi economici?

    Quante poltrone e poltroncine attendono ancora il nostro?

  2. La Comunità del Parco di Veio, come tutte le altre Comunità del Parco, non è affatto “neonata”, trattandosi di un organo propositivo e consultivo previsto dall’art. 16 della legge regionale n. 29/1997, secondo il quale “I presidenti delle province, i sindaci dei comuni e i presidenti delle comunità montane o loro delegati nei cui territori sono ricomprese le aree naturali protette, costituiscono la comunità dell’area naturale protetta o del sistema delle aree naturali protette gestite unitariamente”: sul territorio del Parco di Veio non esistono Comunità Montane, per cui la Comunità del Parco è composta dal Presidente della Provincia di Roma e dai Sindaci dei Comuni di Roma, Formello, Campagnano, Magliano Romano, Mazzano Romano, Morlupo, Castelnuovo di Porto, Riano e Sacrofano.
    Come “competenze” spetta alla Comunità del Parco designare 3 dei 7 membri che compongono il Consiglio Direttivo dell’Ente Parco di Veo (ancora da insediare, perché in regime di Commissariamento di tutti e 13 gli Enti Parco del Lazio): le spetta soprattutto esprimere un “parere” obbligatorio, ma consultivo (un po’ come quello del Municipio XV) sul Piano di Assetto del Parco di Veio e sul Regolamento, sul bilancio e sul conto consuntivo, nonché su altre questioni a richiesta della maggioranza dei componenti del Consiglio Direttivo. Le spetta inoltre di elaborare il Programma Pluriennale di Promozione Economica e Sociale (P.P.P.E.S.).
    Dal momento che nel territorio del Comune di Roma ricade quasi la metà del Parco di Veio, è diventata prassi consolidata eleggere Presidente della Comunità del Parco di Veio l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma delegato dal Sindaco, che va però sostituito in caso di decadenza dalla carica di Assessore: l’ultimo Presidente della Comunità del Parco di Veio è stato l’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma Fabio De Lillo, che è decaduto dalla carica nel 2011 senza essere stato sostituito fino a ieri.
    La votazione di ieri si è resa necessaria dunque per colmare finalmente il vuoto lasciato da ben 3 anni ed ha registrato la novità di una delega del Sindaco Marino che è ora rispettosa del decentramento amministrativo, perché è passata a designare il Presidente del XV Municipio anziché l’Assessore all’Ambiente Estella Marino, pienamente consenziente a lasciare l’incarico a chi conosce meglio di lei il territorio del Parco di Veio.
    Non c’è quindi nessun conflitto di interessi, né si tratta di una “poltrona” o “poltroncina” rubata di cui peraltro i consiglieri di centro-destra del XV Municipio hanno sempre lamentato la mancanza quando era Presidente Giacomini, senza mai aver sollecitato questa delega direttamente all’allora “loro” Sindaco Alemanno.

  3. Imbarazzante. Tutto profondamente imbarazzante.
    Imbarazzante il modo di governare la città da parte di Marino tanto che i sondaggi fatto dal suo partito lo mortifichino al 16% di gradimento.
    Imbarazzante che il Presidente Torquati sia imbarazzato per il sondaggio:
    https://www.vignaclarablog.it/2014102530519/torquati-imbarazzo-dibattito-sondaggio-sindaco-si-lavori-in-silenzio/
    Imbarazzante è che il giorno dopo questo comunicato il Sindaco Marino lo indichi a Presidente della Comunità del Parco di Veio:
    http://www.lagone.it/wp-content/uploads/2014/10/documento.jpg
    Imbarazzante è che né Pira, né alcun rappresentante del Partito Democratico sappiano spiegare questa circostanza.
    Imbarazzante è che l’Arch.Bosi, che da sempre millanta la sua neutralità tecnica, oggi difenda a spada tratta la scelta di Torquati e di Marino quasi quasi attribuendogli quasi un ruolo di contiguità al centrodestra, nella sua replica al buon Carlo Maria Mosco, additando di lesà maestà chi non la pensa come lui e chi sospetta una consociatività della scelta. (che io ritengo assolutamente sussistente)
    Siete solo un penoso siparietto da Prima Repubblica.
    G.Mori – FDI ROMA XV

  4. @ G. MORI
    Gentile Mori, vorrei solo farle notare che – forse a motivo della delusione che negli ultimi mesi lei ha maturato nei confronti di Torquati, delusione che ha più volte manifestato – ha finito col leggere male il comunicato del Presidente del XV.
    Torquati non ha espresso “imbarazzo” per il sondaggio su Marino, nè per il suo (prevedibile, a mio parere) esito. Torquati s’è detto imbarazzato per il dibattito che ne è scaturito, all’interno del suo partito.
    Col suo comunicato Torquati aveva solo voluto invitare ad evitare sterili discussioni e inutili litigi, sollecitando tutti a “lavorare a testa bassa”, e basta.
    Perchè… c’è da lavorare e non da litigare: questo è stato il senso delle parole di Torquati. Tra l’altro, era un senso anche chiaro!
    Che l’indicazione di Marino sia venuta il giorno successivo a quello dell’invito a “lavorare, piuttosto che discutere” di Torquati, francamente mi sembra una circostanza assolutamente irrilevante.: se Torquati difende Marino lo fa perchè crede nel suo partito e nell’essere squadra (e non so come faccia: ma…questa è una mia personalissima considerazione), non certo per averne un tornaconto.

  5. Non voglio difendere il presidente Torquati però non capisco questa critiche. Inanzi tutto prego di informarsi su cosa significa la comunità del parco prima di definirle come poltrone in quanto questa è la rappresentanza del comune all’interno dello stesso ente ed è prevista da una legge regionale. Negli anni passati il territorio del Municipio chiedeva da anni che lo stesso facesse parte della comunità e finalmente, accade per la prima volta dal 1997, ne fa parte. Quindi va bene la critica però quando si fa una cosa giusta perché non ammetterlo? Non mi sembra che i passati governi (sia di destra che di sinistra) abbiamo avuto il coraggio di dare una delega importante al territorio. Finalmente si è aperta una strada importante affinchè anche il municipio e i suoi cittadini siano rappresentati all’interno del Parco e finalmente le decisioni che questo prendere non saranno più subite dal territorio ma condivise.

  6. @G.Mori – Il suo commento è a mio giudizio del più basso stampo politico, dal momento che ha voluto strumentalmente sfruttare la notizia della elezione di Torquati per ritornare a legarla al sondaggio su Marino, che non ha nulla a che vedere né con il fatto specifico né con il sottoscritto, quasi a sostenere (qui sì in modo imbarazzante) che il Sindaco proprio perché secondo Lei è “colpevole” non abbia il diritto di delegare nessuno, nemmeno l’Assessore all’Ambiente Estella Marino.

    Ha dimostrato per di più di essere Lei “un penoso siparietto da Prima Repubblica” non solo nell’accomunarmi con un indebito plurale maiestatis a Torquati e Marino, perché a suo dire ne avrei fatto una “difesa a spada tratta” (?), ma anche e soprattutto per avere fatto sempre secondo Lei una propaganda politica di parte, abbandonando la mia millantata “neutralità tecnica”.

    Al “buon Carlo Maria Mosco” mi sono permesso di replicare soltanto per dare una corretta quanto dovuta informazione anche e soprattutto a tutti coloro che come lui sono del tutto “ignoranti” (nel senso non offensivo che non sanno) di cosa sia esattamente la Comunità del Parco di Veio, e non certo per additarlo di lesa maestà (?).

    A dimostrazione del mancato nesso tra il sondaggio e la delega a Torquati fatta da Marino il giorno dopo del comunicato faccio sapere che il 24 maggio scorso ho partecipato alla Conferenza Stampa sul bando per l’assegnazione delle terre pubbliche ai giovani agricoltori, che si è tenuta nel piazzale antistante il casale di Borghetto S. Carlo alla presenza anche dell’Assessore all’Ambiente Estella Marino: a fine conferenza mi sono potuto intrattenere a parlare con lei per sollecitarle proprio l’elezione della carica di Presidente della Comunità del Parco di Veio vacante dopo la decadenza da Assessore di Marco Visconti (e non di Fabio De Lillo, come ho erroneamente scritto).
    Mi ha anticipato la sua intenzione di non accettare quell’incarico (come poi ha fatto coerentemente a distanza ormai di 5 mesi), perché trovava più giusto che il Comune di Roma fosse rappresentato dal Presidente del XV Municipio.

    Quando era Presidente Gianni Giacomini forse Lei ha anche assistito ad una delle diverse volte in cui ho replicato ad un consigliere di centro-destra che pretendeva di far modificare addirittura la legge regionale n. 29/1997 per consentire di far diventare Presidente della Comunità del Parco di Veio il Presidente dell’allora XX Municipio: gli ho sempre fatto presente che la normativa vigente consentiva come consente tuttora all’allora Sindaco Alemanno di delegare direttamente Giacomini anziché l’Assessore all’Ambiente Fabio De Lillo prima e Marco Visconti poi.

    Trovo personalmente giusta la delega decentrata direttamente al Presidente del XV Municipio per la semplice ragione che è a più diretto contatto del territorio del Parco di Veio che conosce sicuramente di più e meglio dell’Assessore all’Ambiente: IN TERMINI DI “NEUTRALITÀ TECNICA” STO PARLANDO DI UNA CARICA ISTITUZIONALE E NON DELLA PERSONA CHE LA RICOPRE AL MOMENTO.

    Avrei espresso lo stesso giudizio qualunque fosse stato il Presidente di turno del XV Municipio.

    La invito pertanto ad avere per il futuro un po’ più di onestà intellettuale e di azionare comunque il cervello, prima di mettersi a scrivere a caldo quanto si è permesso di dire nei miei confronti.

  7. DIAMANTE, la sua presenza nel web a difesa di Torquati è forse una delle cose più imbarazzanti che io rilevo.
    Oltretutto mette in evidenza l’incapacità di rispondere del Presidente che insegue invece ogni gruppo FB, ogni commento, per tappare ogni buco della propria #incapacitàamministrativa.
    Senta un po’ … Ma perchè non ci dice il suo vero nome, come tutti qui sopra …
    O pensa di vaticinare per sempre con arroganza su tutto e a tutti dietro uno pseudonimo un po’ strano …?
    Se non è in grado di farlo, La prego di cessare, almeno con me, ogni confronto, perchè non amo gli “incontri (dialettici) al buio” …
    Grazie
    G.Mori

  8. Bosi, corretta la sua lettura sulla mia interpretazione della vicenda che dunque confermo, con una sola imprecisione.
    Quando parlo di “millantata neutralitá tecnica”, non penso che lei la abbia mai abbandonata, ma questo solo perchè io non la ho mai ritenuta “neutrale”.
    Pensavo di essere stato chiaro.
    G.Mori

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