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Via del Foro Italico: il tunnel degli orrori

tunnel120.jpgStracci, vecchi materassi, copertoni, feci umane e topi, tanti topi sono il contorno di questo infernale girone dantesco sviluppatosi in via del Foro Italico, sotto e dentro un tunnel di attraversamento che chiamarlo tunnel degli orrori è solo un eufemismo. C’è chi, per non usarlo, attraversa la strada mettendo ogni volta a rischio la vita.

Sarà perché siamo abituati a muoverci con l’auto che non ci rendiamo conto di quanto siano sporche le strade dei nostri quartieri; se le percorri a piedi ti accorgi che non c’è piazza, via, marciapiede o aiuola che non sia stata trasformata in una pattumiera. Avanzi di cibo, sacchi della spazzatura, bottiglie, lattine, contenitori di polistirolo e alluminio sono sparsi ovunque; in alcuni casi la sporcizia è così tanta che le persone evitano determinate zone che così diventano off-limits anche per chi avrebbe il dovere di pulirle.

E’ il caso della rampa e del tunnel nei pressi del campo nomadi “Foro Italico”, quel campo posizionato lungo la tangenziale (che in quel tratto si chiama via del Foro Italico) subito prima, per chi è diretto verso Tor di Quinto, il ponte sul Tevere.
Lo stato di degrado è talmente diffuso che chi scende dall’autobus per dirigersi verso le stazioncine ferroviarie “Campi Sportivi” o “Monte Antenne” preferisce rischiare la pelle attraversando Via del Foro Italico anziché infilarsi nel sottopassaggio.

Una manovra assai azzardata perché in quel tratto (dove tra l’altro l’attraversamento pedonale non è consentito) le auto viaggiano a velocità sostenuta.
D’altra parte ci vuole veramente fegato per entrare in quel budello maleodorante che porta direttamente ad un campo nomadi confinante con una zona commerciale con grandi rivenditori di auto e di abbigliamento sportivo.

Non solo il tunnel è utilizzato come discarica ma viene usato anche per i bisogni fisiologici dal momento che garantisce un minimo di privacy.

Le avvisaglie di quello che ci aspetta cominciano già dalla stazione ferroviaria Monte Antenne; le scarpate che fiancheggiano i binari sono ricoperte di rifiuti allo stesso modo dei marciapiedi dove si è costretti a fare lo slalom tra calcinacci e vetri infranti.

La cosa buffa è che perfino all’interno dei campi sportivi c’è una specie di deposito all’aperto dove sono accatastati sacchi neri e materiali di ogni genere e soltanto una rete separa queste due brutture.

Se dalle stazioni si vuole raggiungere la parte opposta di Via del Foro Italico è necessario passare per il tunnel: se sopra si rischia di essere investiti, mentre sotto il pericolo è di beccarsi quanto meno il colera.

Tra i mucchi di sporcizia abbiamo visto muoversi numerosi ratti: se siano rattus-rattus o rattus-norvegicus non lo sappiamo ma con certezza sappiamo che questi roditori sono portatori di gravi infezioni.

Il “tunnel degli orrori” usato come orinatoio, discarica o per accenderci il fuoco quando fuori fa freddo è in condizioni spaventose; tra i rifiuti colano liquami bruni. I blocchetti di cemento con cui è costruito sono spaccati o sforacchiati come se qualcuno con un piccone si fosse divertito a frantumarli.

Le rampe di accesso se possibile sono ancora più sporche.
Stracci, vecchi materassi, copertoni, baracche fatiscenti sono il contorno di questo girone dantesco sviluppatosi ai piedi di Monte Antenne a pochi passi dalla bellissima terrazza di Piazzale delle Muse; a quanto pare anche i rifiuti sono “democratici” dal momento che non fanno distinzione tra quartieri bene e periferie.

Se appare del tutto ovvio che la situazione di grave degrado, peraltro ad alto rischio sanitario, è dovuta alla presenza dei nomadi non è altrettanto ovvio il perché non si provveda periodicamente ad una radicale bonifica.

L’unico motivo che ci viene in mente è che l’AMA non disponga delle necessarie protezioni per affrontare simili situazioni. E allora non resta che rivolgersi all’Esercito e sperare che le squadre del Genio attrezzate con tute e maschere antigas possano addentrarsi con la necessaria sicurezza nel “tunnel degli orrori”.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

 

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2 COMMENTI

  1. In una divertente “black comedy” americana del 2006, Idiocracy, viene immaginato uno scenario distopico del futuro, basato sull’ipotesi che, poichè le persone più intelligenti sono quelle sempre meno disposte a procreare, nel lontano 2500 A.D. l’intelligenza si troverà ad un livello particolarmente basso per cui l’umanità sarà incapace di affrontare i problemi tipici delle società industrializzate, in primis quello dei rifiuti; le città di Idiocracy sono praticamente caratterizzate da un paesaggio fatto di montagne di rifiuti accumulati nel corso dei secoli e mai smaltiti e riciclati. A quanto pare siamo già ben avviati su questa strada…

  2. A proposito di tunnel in zona Cassia altezza Tomba di Nerone fronte scuola media sottopassaggio in stato vergognoso con ogni genere di rifiuti oltre siringhe qui non necessita esercito ma una buona scopa ed un paio di guanti AMAAAAAAAA.

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