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Ponte Milvio, dopo un anno esplode il caso Trony

TRONY Ponte Milvio
TRONY Ponte Milvio

trony.jpgCovava sotto la cenere da tempo. Covava da quando la viabilità nella zona di via Riano, a Ponte Milvio, è andata in tilt un giorno sì e l’altro pure a causa di un doppio senso imposto. Covava da quando quella mega insegna sul tetto aveva fatto gridare allo scandalo ambientalisti ed urbanisti. Il caso Trony, il casus belli di queste ore.

Chi non ricorda le decine di migliaia di persone in fila fin dall’alba e la città impazzita, quel 27 ottobre 2011, quando l’inaugurazione di Trony a Ponte Milvio sconvolse il traffico dell’intero quadrante di Roma Nord? Clacson impazziti, nervi a fior di pelle, decine e decine di Vigili dirottati sulle consolari, Ponte Milvio, Tor di Quinto, Corso Francia, via Flaminia, via Cassia bloccate con code chilometriche, uffici deserti e scuole vuote. Un giovedì nero senza paragoni.

Alessandro Febbraretti, allora amministratore unico di Trony Roma, chiese scusa alla Capitale.
Con una nota diffusa nella tarda serata di giovedì 27 ottobre, dichiarò infatti: “A nome della compagnia Trony, rivolgo le più sentite scuse alla città ed al sindaco Gianni Alemanno. Siamo davvero spiacenti dei disagi arrecati questa mattina in occasione dell’apertura del punto vendita di Ponte Milvio. Siamo disponibili ad incontrare l’Amministrazione per rimediare a questi disagi anche attraverso lo studio di iniziative che possano contribuire a rilanciare la vivibilità di quartiere ed il sistema economico del mercato rionale, quasi soffocato dalla crisi.” (leggi qui).

Pochi giorno dopo, era il 7 novembre, l’annuncio arrivò dal sindaco Alemanno.
“Dopo l’incontro con i titolari del megastore Trony è stato deciso che l’azienda verserà al Comune di Roma 110mila euro per il danno prodotto nella giornata di apertura del 27 ottobre”. 90mila andranno a favore della zona e del mercato rionale di Ponte Milvio e 20mila a copertura degli straordinari della polizia di Roma Capitale. (leggi qui). Di quei 90mila euro però non si è saputo più nulla.

Ma non solo, anche il doppio senso di marcia istituito in via Riano dal XX Municipio nell’ottobre 2010 (leggi qui) proprio per agevolare l’arrivo di Trony, venne messo in discussione da Alemanno quel 7 novembre 2011.
Il sindaco infatti, a seguito dell’incontro avuto nello stesso giorno con gli operatori del mercato, nell’affrontare il problema della viabilità locale ebbe a dichiarare: “ho dato mandato alla Polizia di Roma Capitale e all’Agenzia per la Mobilità di monitorare via Riano per verificare se il doppio senso e gli altri interventi sono state scelte giuste.”

Evidentemente, checché ancora oggi ne dicano i residenti, pare siano state considerate scelte giuste perché quel doppio senso e il divieto assoluto di fermata sono ancora in vigore. Nonostante il caos quotidiano e nonostante che per istituirli siano stati azzerati addirittura i posti auto per disabili, quel doppio senso e quel divieto assoluto di fermata dopo quattordici mesi sono ancora in vigore.

Da allora i residenti convivono con questa realtà, assuefatti allo stato di cose.
I pontemollesi sono gente calma, tranquilla, d’altra parte più di tanto non puoi fare quando ti senti un Davide, senza nemmeno la fionda, contro un Golia.

Meno assuefatti sono invece i commercianti di prossimità, i titolari di quei piccoli negozi che ancora costituiscono l’asse portante del terziario nei quartieri della Capitale.

A Vigna Clara, a Ponte Milvio e zone limitrofe molti di loro sono iscritti ad Assocommercio Roma Nord e alla CNA, ambedue rappresentate da Giovanna Marchese Bellaroto, attualmente candidata alla Regione Lazio con la lista civica per Bongiorno, che della prima è fondatrice e presidente e della seconda responsabile dell’area commercio.

Non si sono affatto abituati all’idea di questa presenza che, a loro dire, toglie respiro e non ha certo aiutato la rinascita del mercato ortofrutticolo.
“A parte i problemi del parcheggio – ci dice uno di loro – chi va a comprare un televisore difficilmente scende al piano terra a prendere frutta e verdura, così come chi ha fatto la spesa ed ha tante buste in mano non ci pensa proprio a salire di sopra a guardare gli ultimi modelli di computer”.
Insomma, è mancata quell’osmosi che, nelle intenzioni, doveva rilanciare l’allora languente mercato.

E non si sono talmente abituati che hanno preso carta e penna e tramite Assocommercio Roma Nord e CNA hanno inviato una diffida al Sindaco. “Trony deve chiudere, è illegittimo”.

La diffida

La notizia è stata data dal quotidiano La Repubblica domenica 10 febbraio, al quale Giovanna Marchese Bellaroto ha dichiarato che Trony ha eluso una legge regionale che vieta le grandi strutture commerciali nel centro urbano della Capitale.

Nella diffida si legge infatti, come riportato nell’articolo a firma Laura Serloni, che “Si tratta di un megastore secondo la definizione contenuta nell’articolo 24 della legge regionale 33 in quanto la superficie di vendita è superiore a 2.500 metri quadrati. Sebbene la merce sia esposta in due piani del fabbricato, non c’è dubbio che si tratta di un’unica struttura: non vi è differenziazione del soggetto venditore e l’ingresso ai locali è unico. Dunque si tratta di un solo negozio che, avendo una superficie complessiva di quasi 5mila metri quadrati, deve essere considerato grande struttura di vendita”.

Ma le grandi strutture sono vietate a Ponte Milvio così come nel resto della città storica. Lo dice quella legge regionale sulla base della quale l’ok finale all’apertura deve essere dato dalla Regione Lazio.

“Dalla Regione non hanno avuto il nulla osta – precisa Giovanna Marchese Bellaroto a La Repubblica – hanno aperto chiedendo due autorizzazioni al Comune per due medie strutture”.

Insomma, pare che per ognuno dei due piani di Trony dal Comune di Roma sia stata rilasciata una licenza commerciale distinta, come se fossero due negozi diversi, per bypassare la legge regionale. Così sostiene la presidente di Assocommercio e così conferma la diffida quando dice, come riportato da La Repubblica, che “l’autorizzazione è stata rilasciata in difformità alle previsione degli strumenti urbanistici. Risulta illegittima ab origine e comporta l’applicazione, da parte del sindaco, delle sanzioni amministrative nonché l’ordine di chiusura immediata dell’esercizio di vendita”.

“Trony deve chiudere, è illegittimo” è la conclusione alla quale sono giunti i ricorrenti.

La replica

A distanza di un giorno, nella sera di lunedì 11 febbraio, arriva una secca smentita: ” Il punto vendita Trony di via Tor di Quinto opera in piena regolarità”.

Lo dichiara in una nota Alessandro Febbraretti, oggi amministratore unico del Gruppo Edom Spa, il quale tramite Adnkronos così fa sapere: “Il punto vendita Trony di viale Tor di Quinto opera in piena regolarità, previo il rilascio di tutte le autorizzazioni previste dalla legge. La ristrutturazione dell’area commerciale è stata eseguita condividendo il progetto con il Comune di Roma, proprietario dello stabile. Nell’esecuzione dei lavori, è stata pienamente rispettata la precedente ripartizione delle superfici dell’edificio, in cui Trony è oggi presente con due punti vendita distinti: uno di 2400 mq, al pian terreno, dedicato ai prodotti di elettronica di consumo; l’altro di 900 mq, al primo piano, per la vendita di grandi elettrodomestici”.

“Il nulla osta della Regione, previsto per l’apertura di punti vendita sopra i 2500 mq, non era in questo caso richiesto dalla legge” prosegue Alessandro Febbraretti spiegando che “l’intervento di Trony in via Tor di Quinto, con grande impegno in termini di investimenti, ha permesso il totale recupero di un’area commerciale volgente al degrado e ormai abbandonata da tutti i negozi operanti al suo interno. In un momento così delicato per l’economia locale – sostiene concludendo – siamo certi che questa nostra attività, con l’assunzione di oltre cinquanta ragazzi, abbia rivitalizzato i consumi e la vita stessa del quartiere, contribuendo in maniera determinante a rilanciare il commercio in tutta la zona”.

Ribatte Assocommercio Roma Nord

Abbiamo raggiunto Giovanna Marchese Bellaroto per chiederle un parere su questo comunicato.

“Insisto nel dire – dichiara a VignaClarablog.it – che è stata elusa la norma regionale sulle grandi strutture commerciali. Quando si dice che Trony opera con due punti di vendita distinti si dice cosa non vera. La dimostrazione sta nel fatto che per i due piani esiste un solo punto cassa che ad ogni acquisto rilascia uno scontrino con la dicitura ‘scontrino non valido ai fini fiscali ai sensi dell’art.1 comma 429 legge 311/2004′. Ebbene la legge citata si applica solo alla grande distribuzione, alle grandi strutture commerciali. Ciò significa che Trony lo è ed essendolo, a norma di legge, avrebbe dovuto avere l’autorizzazione della Regione Lazio che invece non ha. Quale prova migliore?”

“Mi spiace sottolinearlo – incalza Giovanna Marchese Bellaroto – ma il Comune, dando due licenze distinte, ha aggirato la legge regionale. Nella città storica, nel centro urbano della capitale non possono essere aperte grandi strutture commerciali superiori a 2500 mq; con questo escamotage lo si è consentito!”.

Alessandro Febbraretti ha dichiarato che Trony “ha rivitalizzato i consumi e la vita stessa del quartiere, contribuendo in maniera determinante a rilanciare il commercio in tutta la zona” Lei cosa ha da dire? le chiediamo.

“Rivitalizzati i consumi, rilanciato il commercio, vogliamo scherzare? Tanto per cominciare è stata realizzata una pesante ristrutturazione dell’edificio con l’esecuzione di opere che hanno inciso sulla struttura originaria, comportando l’abbattimento di mura e la modificazione degli accessi e dei servizi. Ad esempio, non esiste più la scala che dal mercato conduceva direttamente al primo piano e questo da allora impedisce l’interscambio di clienti. Aggiungo solo un numero: all’arrivo di Trony gli operatori del mercato erano circa ottanta, dopo un anno o poco più sono meno di quaranta”.

“Se vogliamo parlare della presunta rivitalizzazione del quartiere, sono prontissima – esclama Giovanna marchese Bellaroto ai microfoni di VignaClaraBlog.it sottolineando che “per favorire l’arrivo di Trony il Comune di Roma ha istituito un doppio senso di marcia in via Riano e un accesso da viale Tor di Quinto che hanno sconvolto la viabilità locale. Su via Riano esiste un divieto assoluto non di sosta ma addirittura di fermata su ambedue i lati. Gli operatori non sanno come fare il carico e scarico delle merci, i portatori di handicap non hanno più parcheggi dedicati, i residenti sono sul piede di guerra. Questo – conclude – si chiama rivitalizzare un quartiere? Giudicate voi.”

Claudio Cafasso

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19 COMMENTI

  1. Ma perchè, soprattutto in questo momento di crisi, ogni volta che c’è un’attivtà commerciale che funziona, che dà lavoro a tanta gente, che produce reddito e tasse, si deve contrastare? La vogliamo finire con questo socialismo reale che porta solo danni? A qualcuno non sta bene la viabilità? Bene, chieda di cambiarla (ma dica come, senza protestare e basta), ma lasci in pace chi lavora e ha rivitalizzato un centro commerciale morto e sepolto.

  2. Io in quanto residente mi dissocio da tutto, trony non mi da fastidio, non sono assuefatto, e sentire proprio la rappresentante dei commercianti lamentare i disagi alla mobilita’ dei portatori di handicap a ponte milvio e’ una cosa indecente. Ma a via farnesina ci e’ mai passata???. Non si puo’ veramente sentire.

  3. perchè indecente ? perchè è una donna, una donna intelligente e una donna impegnata ? perchè con la sua associazione si batte anche per la qualità della vita di tutti i cittadini e non solo per difendere gli interessi della sua categoria ? prima di parlare così sarebbe meglio informarsi, di grilli parlanti ce n’è già uno che basta e avanza.

  4. Se l’autorizzazione all’apertura è stata ottenuta in modo irregolare, è bene che la cosa sia giustamente sanata (e a pagare deve essere anche chi irregolarmente ha consentito l’apertura e non solo chi l’ha ottenuta); non ho nulla contro il megastore Trony (presso il quale spesso ho fatto acquisti e la cui presenza nel quartiere, almeno a me, fa molto comodo) però mi piacerebbe che i posti di lavoro li si garantissero all’interno delle regole stabilite che dovrebbero valere per tutti.
    In ogni caso la crisi del mercato rionale non è imputabile a Trony così come era a dir poco ingenuo pensare che la sua presenza ne avrebbe ibnvece risollevato le sorti.
    La viabilità di Via Riano, se si esclude il famoso giorno dell’apertura, non mi sembra peggiore di prima, e nel contesto del traffico di Ponte Milvio mi sembra uno dei punti non di criticità elevata. Più che togliere il doppio senso di marcia, di cui beneficiano tutti gli esercizi commerciali di Via Riano e non solo Trony, cercherei soluzioni concrete per il ripristino dei parcheggi per gli handicappati e degli spazi per il carico e scarico delle merci.
    Per rispondere a Piero, pur non potendo la Signora Marchese Bellaroto annoverarmi tra i suoi elettori (le mie simpatie vanno da tutt’altra parte), mi sembra corretto far notare che la signora in questione a suo tempo prese una chiara posizione contro i marciapiedi fai da te eretti da alcuni commercianti di VIa Flaminia Vecchia.

    P.S.: faccio notare al lettore Luca Taranto, che la signora Marchese Bellaroto è candidata per una lista di stampo centrodestorso: il cosiddetto socialismo reale è responsabile di tante nefandezze, ma addossargli anche questa mi sembra fuori luogo.

  5. A mio parere il vero problema per la viabilita’ e’ quello gia ampiamente descritto in un precedente articolo di Vignaclarablog: il continuo blocco stradale sulla corsia laterale di Viale Tor Di Quinto causato dalle vetture in coda in attesa del verde per entrare nel parcheggio a pagamento.Un’ opera fondamentale ed utilissima per recarsi presso le varie attivita’ della zona ,Trony compreso.Fortunatamente e’ sparito il cartello sul povero albero ma continua lo strombazzare delle auto a causa dell’assenza di corsia di inserimento al parcheggio in grado da contenere le auto in paziente attesa del verde.Secondo me almeno una parte dei rimborsi di Trony poteva essere utilizzato a realizzare tale corsia.
    Un saluto alla Redazione
    Antonio

  6. Deve pagare chi ha concesso le autorizzazioni!!!! chi è stato connivente per chiudere un occhio sulla legge…..

    Se posso aggiungere…..Qui MANCANO I SOLDI….o Trony paga oppure deve chiudere……c’è poco da fa……

  7. Pietro ma che lavori al Trony…….!!!!!!!
    Tutte chiacchere politiche abusi …..ma su mi viene da ridere ma guardatevi intorno e ricordatevi ponte mollo all’epoca del mercato(scoperto che schifezza e che traffico!!!!!
    A tal propositocome gia’ segnalato al comando vigili della zona maggiore attenzione alle soste in tripla fila sul piazzale.

  8. alcuni argomenti della rappresentante sono prestetuosi, come ad esempio la riduzione dei banchi del mercato, beh sono sicuro che la gente non si abitua facilmente e probabilmente non si abituera’ maI..qualcuno dice che prima era meglio quando si poteva parcheggiare anche in doppia fila in concomitanza con il banco di fiducia comprare e via andare…e allora di cosa vogliamo parlare….questa e’ l’unica verita’ sul fallimento (in parte) del mercato, se poi ho voglia di farmi un giro da Trony, o ci entro prima e poi vado al mercato o compro al mercato, deposito in macchina e poi salgo da Trony. Invece che qualcuno faccia luce sui soldi che trony a versato alle casse del comune mi sembra cosa giusta. Buona giornata

  9. IO NON SO DA QUALE PARTE STIA LA “LEGALITÀ… MA NON DOVREBBE ESSERE DIFFICILE APPURARLO. SE TRONY E’ IN REGOLA, NON ENTRIAMO IN POLEMICA, SE NON LO E’ CHE PROVVEDANO GLI ENTI COMPETENTI. IL MIO PARERE LO ESPRIMO SULLA VIABILITA’. TROVO GIUSTO CHE ABBIANO APERTO IL DOPPIO SENSO DI MARCIA PER VIA RIANO, MA MI E’ SEMBRATA UNA SCELTA CRETINA QUELLA DI NON TOGLIERE UN PAIO DI METRI ALLO SPIAZZO ANTISTANTE LA COSTRUZIONE. I DUE METRI IN PIU’ DI LARGHEZZA DELLA CARREGGIATA, SAREBBERO STATI UTILISSIMI AL TRAFFICO E ALLO SPAZIO PER CARICO E SCARICO E NON AVREBBERO INFICIATO ASSOLUTAMENTE IL POSTO PER I PEDONI. SE SI NOTA, LO SPAZIO CUI STO ACCENNANDO, NONSOLO NON E’ MAI AFFOLLATO, MA AL CONTRARIO E’ PRATICANENTE SEMPRE VUOTO! CARLO LA BARBERA – P.S. LO SCARSO SUCCESSO DEL MERCATO, SECONDO ME, E’ DOVUTO SOLO AL FATTO CHE I PREZZI SONO TROPPO ELEVATI. IO MI SERVIVO LI’, MA HO POI SCOPERTO CHE IN ALTRI POSTI (E NON LONTANI) SI COMPRA MERCE MIGLIORE ED A MIGLIOR PREZZO…

  10. Abito al Flaminio.
    Trovo comodissimo, grazie al parcheggio al piano di sotto, sia il mercato che un grande negozio di elettronica come trony.
    Non sono in grado di dire nulla sula doppio senso di marcia.
    Devo esprimere invece la mia più totale arrabbiatura per il fatto che ci siano sempre macchine posteggiate in divieto di sosta e io non ho mai visto vigili fare multe.
    Il municipio si decida: o fa diventare la strada senso unico con la sosta o manda i vigili a tenere sgombre le carreggiate di marcia.

  11. La verità, come spesso accade, è nel mezzo. Il mercato di via Riano era un cadavere già prima dell’arrivo di Trony, e i negozi di cui ha preso il posto già sull’orlo della chiusura o già chiusi da tempo. Mentre al di là delle argomentazioni della società gerente, è evidente che parlare di due negozi distinti, di cui guarda caso uno appena sotto il limite di legge per le grandi superfici, è un artificio dialettico che non rende certo onore al suo estensore. Oggi come oggi, ritengo, si potrebbe tranquillamente tornare al sesno unico, lasciare Trony e i suoi dipendenti dove si trova ora, tanto qualsiasi negozio che aprisse al suo posto seguirebbe la sorte dei predecessori, e trovare nuove soluzioni per riportare la gente al mercato, cui ha pesato molto di più l’allontanamento dalle fermate dell’auotbus di Ponte Mivio (utilizzate da molte donne che arrivavano al mercato in autobus, appunto, clienti abituali ora impossibilitate a raggiungerlo), che non l’apertura del megastore con cui non ha nulla a che spartire.

  12. non sarà un caso se la legge vieta l’apertura di megastore nella città storica, e Trony è un megastore a tutti gli effetti. Ponte Milvio non aveva certo bisogno di ulteriori motivi di affollamento, vista anche l’inazione della polizia municipale. 50 posti di lavoro, sacrosanti, si potevano creare altrove

  13. Ho comprato un elettrodomestico nel meganegozio in questione, nel reparto al piano di sopra, e mi hanno mandato a pagare alla cassa al piano di sotto, dove c’è l’unica entrata- uscita….
    Mi pare che la questione non possa essere messa sul piano della utilità o meno del megastore per la zona, anche se la licenza fosse stata data in violazione della legge. Sarebbe in ogni caso gravissimo che a un soggetto commerciale si consentisse di fare quello che è vietato per tutti gli altri, a discrezione della amministrazione. Dobbiamo smetterla in questo Paese di applicare il principio del …”Tanto ormai”

  14. Noi residenti, abbiamo subito denunciato tutto questo, ma il XX municipio supportato dall’assesorato al commercio rilascia permessi che non deve e non solo per l’attività di Trony e così gli interessi comuni dei cittadini non diventano una priorità.

  15. mi domando quali siano gli interessi comuni dei cittadini…anche a me Trony fa comodo a via Riano che non raggiungere Porte di Roma. Quanto detto solo dal punto di vista di un cittadino qualunque, se parliamo di legge e di poteri forti a cui tutto e’ dovuto, beh il discorso cambia…ma poi ottenuta gustizia, che ci facciamo di 2 piani una palestra con annessa piscina? alternative nn ne vedo e anche questa idea mi farebbe comodo invece di raggiungere il Virgin di calasanzio.

  16. Ma io sono sbalordito….chiudiamolo, bravi, mandiamo a casa decine di persone, facciamo diventare il centro commerciale un deserto….ma vergognatevi, non siamo in Unione Sovietica, basta!

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