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Via Cassia, un centro commerciale in abbandono

Via Cassia Centro CommercialeIl piccolo Centro Commerciale sulla Via Cassia all’incrocio con Via dei Due Ponti è un punto cruciale; qui ogni giorno transitano centinaia di persone dirette al centro di Roma oppure in arrivo all’Ospedale San Pietro. Il centro ospita una banca e una dozzina di esercizi commerciali serviti da un affollato parcheggio.

Alcuni residenti ci hanno segnalato lo stato di grave degrado e abbandono in cui versa l’area e così siamo andati ad indagare; del Centro ce ne eravamo già occupati nel marzo del 2010 (“Via Cassia, tra spazzatura e reperti storici”) segnalando oltre all’abbandono dell’area anche la presenza di strutture inutilizzate (dalla vecchia cabina Telecom al dimesso banchetto per i fiori). In realtà i reperti storici sono stati rimossi ma i rifiuti che oggi sembrano sommergere l’area sembrano gli stessi di allora.

L’area è privata e pertanto al di fuori della competenza dell’AMA ma è sotto gli occhi di tutti: dai vigili urbani che presidiano il semaforo agli addetti del “biblobus”; dai clienti della banca alle migliaia di passeggeri che aspettano pazientemente l’arrivo dei bus; da chi va a comperare il giornale a chi si ferma a fare compere nelle due o tre bancarelle. Insomma un Centro che pulsa di vita ma che vive uno stato di profondo degrado.

Il manto di asfalto del parcheggio è tutto una buca, le aiuole sono ricoperte di erbacce, le serrande e le colonne di cemento sono imbrattate di scritte e di vecchi manifesti, la segnaletica è arrugginita e danneggiata, i cestini ricolmi di rifiuti. Insomma uno spettacolo davvero desolante a cui si aggiunge anche la sporcizia del luogo. Rifiuti di ogni genere sono sparsi dovunque o accantonati nei vari angoli; bottiglie, contenitori, cartacce e cartoni, pacchetti vuoti e mozziconi di sigarette.

Un negoziante, che vuole mantenere l’anonimato, ci dice che le vendite sono diminuite con la crisi economica; ma poi aggiunge che anche la sporcizia tiene lontani i clienti. Sotto i grandi pini si trovano ad esempio avanzi di cibo; contenitori in polistirolo o alluminio, piatti, posate e bottiglie di acqua o lattine di coca.

Eppure non ci vorrebbe molto per sistemare l’area e farne un delizioso Centro Commerciale per i residenti: basterebbe sistemare il piazzale, mettere qualche fiore nelle aiuole, riparare la segnaletica e ripulire e bonificare i marciapiedi. Volendo strafare si potrebbe mettere anche qualche panchina.

Le centinaia di persone che si recano all’Ospedale San Pietro avrebbero a pochi passi un Centro dove fare compere mentre chi si reca a prendere il bus non potrebbe resistere al fascino di un “bel centro commerciale”.

A meno che non si vogliano scoraggiare i consumi e favorire la crisi!

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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7 COMMENTI

  1. Ma tutti quegli ambulanti che stazionano da anni lì davanti? Ormai quella piazzetta sembra un suk… Se sono ambulanti perche non si spostano di tanto in tanto?
    (A tal proposito vorrei ricordare anche la situazione di Ponte Milvio, ormai e’ quasi impossibile camminare sui marciapiedi… E’ paradossale che abbiano spostato il mercato per poi trovarne un altro a pochi metri… Anche per correttezza verso i commercianti che si sono spostati a via Riano…)

  2. non sono certo quelle tre bancarelle la causa di scritte, cestini pieni , buche,bidoni della spazzatura rotti,giornali e pezzi di pane buttati per terra ecc ecc.le moto parcheggiate sulla rampa di chi sono ,degli ambulanti?

  3. ma se lo spazio è privato, perchè i titolari degli esercizi che vi si affacciano, invece di lamentarsi, non si armano di ramazza e bidoni e si danno da fare? son capaci solo a lamentarsi che i clienti diminuiscono. e te credo!

  4. ok per la ramazza mavogliamo risolvere il problema ambulanti ormai stazionano da anni ,i vigili non vigilano i risultati si vedono.

  5. Ma perchè non guardiamo a chi porta guadagno…permettere che migliaia di bancarelle invadano la città, trasformandola in un suk ed impedendo ,in molti casi ,il transito !

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