Home AMBIENTE Altre colate di cemento su via Flaminia? No grazie

Altre colate di cemento su via Flaminia? No grazie

foto.JPGNo, non ci stanno i cittadini del XX Municipio. Quella riqualificazione della stazione Due Ponti che in realtà cela una colata di cemento di circa 10mila mq non la mandano giù. Hai voglia a dirgli che dalla nuova sala d’aspetto e biglietteria ne trarrà beneficio quel grappolo di passeggeri che la usa tutti i giorni che poi potrà fare la spesa in un’area commerciale da 1600 mq.

“Non sappiamo che farcene di un supermercato da 1300 metri quadri e di otto negozi da 40 mq l’uno in una zona non abitata dove le poche strutture commerciali esistenti stanno tutte chiudendo” è il leit motiv di sottofondo.
E che dire poi che sul tetto della stazione, di soli 300 mq, sorgeranno altri tre piani più mansarda, il tutto ad uso uffici e per un totale di altri 8mila mq, con un unico accesso da via Vitorchiano che più stretta di così non si può?

Non è stato un compito facile per il dirigente del Comune di Roma illustrare il progetto rilasciato dal Campidoglio che, prima di giungere all’approvazione dell’assemblea capitolina, doveva passare al vaglio della collettività locale per poi approdare a quello del Consiglio del XX Municipio di lunedì 14 maggio.

E non gli è stato facile nemmeno rispondere alle domande incalzanti dei cittadini ed alle obiezioni puntuali e documentate degli esponenti dei comitati. Tutte doverosamente video-registrate in modo che ne sia possibile la tracciatura. Quanto verranno poi prese in considerazione è tutto da vedere.

E’ in questo clima che si è tenuto infatti, martedì 8 maggio, ai sensi del regolamento di partecipazione dei cittadini alla trasformazione urbana, il tanto atteso incontro pubblico organizzato nella sede municipale di via Flaminia 872 per presentare alla collettività il programma di intervento urbanistico che prevede la riqualificazione della stazione Due Ponti unitamente alla costruzione di una struttura di circa 10mila metri quadri destinata a negozi ed uffici in nome della “sinergia fra interessi privati e pubblici”.

Al costruttore spetterà anche versare nelle casse comunali 3 milioni di euro di oneri concessori. Per farne cosa? “Deciderà il XX Municipio come impiegare questo denaro” è stata la risposta. E a chi chiedeva se il meraviglioso mausoleo di Marco Nonio Macrino, chiuso al pubblico, avrebbe beneficiato della presenza di questo insediamento che dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dalla “tomba del gladiatore” la risposta è stata vaga, diciamo pure assente.

Perché la presentazione è stata incentrata tutta sulla riqualificazione della stazione Due Ponti, operazione definita “un esempio storico di intervento” che non diventerà però un nodo di scambio, visto la vicinanza di quello di Saxa Rubra. Che per riqualificarla le si costruisca intorno uno scatolone di cemento è stato annunciato en passant, solo nelle ultime slide.

Ma gli agguerriti presenti erano lì apposta, proprio per contestare lo scatolone del quale nessuno sente la necessità su Via Flaminia Nuova, all’altezza di via Vitorchiano, proprio all’incrocio-imbuto con via Flaminia dove ogni giorno si formano code di centinaia di metri. Come dar loro torto, visto che il progetto, tranne qualche decina di metri di marciapiede, non prevede assolutamente nulla a favore della viabilità?
Prevede invece un soprapasso che unirà l’insediamento edilizio proprio di fronte, realizzato dallo stesso costruttore interessato a questo progetto, alla stazione Due Ponti. “Un’altra bruttura estetica che andrà ad aggiungersi, scavalcandole, alle orribili barriere anti-rumore che tanto hanno deturpato via Flaminia” è stato il coro dei presenti.

Insomma, è stato un NO collettivo quello che è stato espresso da semplici cittadini, da rappresentanti politici come Vincenzo Pira, coordinatore del PD XX Municipio, e da rappresentanti di associazioni come Rodolfo Bosi, esponente di spicco di VAS, Verdi Ambiente e Società che, dati e citazioni alla mano, hanno smontato punto per punto il progetto dimostrando l’assenza della pubblica utilità e le numerose pecche procedurali e legali con le quali si è giunti alla sua formulazione.

Anche Gianni Giacomini, presidente del XX Municipio, presente all’incontro con gli assessori Giuseppe Mocci, Marco Perina e Stefano Erbaggi, ha dichiarato che “di questo progetto non tutto ci sta bene. Faremo in Giunta le nostre osservazioni, Il Consiglio farà le sue nella seduta di lunedì 14 maggio, e poi le formalizzeremo”.

E dopo il NO della collettività ora la palla passa dunque al Consiglio del XX Municipio per un parere che, ai fini del progetto, non sarà però vincolante. Lo sarà in ogni caso per l’opinione pubblica: l’aspettativa è che gli eletti dai cittadini tengano in stretta considerazione gli umori e le considerazioni dei loro elettori.
Appuntamento a lunedì 14 maggio.

Claudio Cafasso

Tutti i dettagli sul progetto nei nostri precedenti articoli: clicca qui 

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42 COMMENTI

  1. Via Flaminia, Corsetto: “Basta regali ai soliti palazzinar​i. Municipio XX voti contro

    “Va bene il progetto del rinnovo della Stazione Due Ponti, da anni
    abbandonata ad un inquietante degrado, ma occhio a non nascondere sotto la
    cortina della riqualificazione una speculazione edilizia a favore di un
    noto palazzinaro romano”Lo dichiara in una nota Riccardo Corsetto,
    portavoce residenti via Flaminia.
    “Confido nelle parole del sindaco Alemanno – prosegue Corsetto – che
    proprio ieri, in un incontro con Confesercenti, ha giurato che metterà fine
    al proliferare di cemento.”
    “Tra l’altro l’accordo di programma col quale si vogliono autorizzare
    questi 10mila metri quadrati di edilizia è minato da alcuni vizi procedurali che
    che stiamo valutando con alcuni tecnici della commissione urbanistica
    dell’ordine degli ingegneri di Roma.
    “Prima che partano le denunce – si legge in conclusione – è bene capire
    cosa si sta facendo. Mi auguro intanto che il 14 il municipio voti
    all’unanimità contro questo progetto che così com’è lascia parecchi dubbi,
    e sembra ad occhio l’anticamera di truffaldini cambi di destinazione d’uso.”

  2. A leggere bene il proggetto per 350 metri quadri di ristrutturazione della stazione ci saranno circa 10.000 mw di uffici e negozi.

    Chiamiamola con il suo vero nome: SPECULAZIONE EDILIZIA

  3. ATTENZIONE!!!
    I lavori di costruzione della nuova stazione, compreso l’innalzamento delle banchine a livello delle porte dei vagoni, sono terminati rendendo finalmente agevole l’accesso ai treni. Sono stati già realizzati il nuovo sottopasso tra i binari,le relative scale di accesso, le pensiline, gli ascensori di servizio, gli impianti elettrici e piccoli locali di servizio. Il tutto è stato già rifinito con marmi alle pareti e rivestimenti dei parapetti in granito nero. Mancano solo minori opere di rifinitura finale. Quindi per quanto interessa ai cittadini utilizzatori del treno l’opera di Riqualificazione della Stazione Due Ponti è pressochè terminata.
    I CITTADINI NON HANNO BISOGNO DI ALTRO.

  4. Vergogna e rabbia.

    Una stazione ancora più grande, del tutto inutile alla collettività, servirebbe solo al palazzone che il “solito” costruttore locale vorrebbe costruirvi sopra.

    Addirittura 5 piani per 10000 mq (diecimila!) di uffici (che ben presto qualcuno trasformerà in miniappartamenti, forse), un mostro di cemento per migliaia di persone e di auto proprio all’incrocio, pensate, tra la Via Flaminia e Viale di Tor di Quinto, le uniche direttrici viarie che collegano Roma Nord con il GRA, due porte di accesso e uscita della città già prossime al collasso totale. Il traffico creato dalla presenza del mostro di cemento sarà di migliaia di veicoli in più, in manovra, proprio in quel punto nevralgico.

    Ma la cosa più eclatante è che per poter realizzare tale scempio il suddetto costruttore vorrebbe ottenere dal Sindaco non solo di derogare dalle prescrizioni del Piano Regolatore,ma addirittura di usufruire di una cubatura aggiuntiva enorme, proveniente da una concessione edilizia rilasciata per un lotto situato in tutt’altra parte della città nel lontano 2003, e quindi scaduta da più di 7 anni!

    Tale cubatura si vorrebbe spostare -senza alcuna logica- nel fazzoletto di terreno posto tra la stazione Due Ponti, la Via Flaminia e Via Vitorchiano, in fascia protetta, perché a pochissimi metri dalla sponda del Tevere e in zona tutelata dal punto di vista paesaggistico e di altissmo valore archeologico.

    I residenti del XX municipio si sono espressi sin da subito in modo compatto e risoluto contro l’ipotesi che il loro territorio venga violentato per far arricchire il singolo (sempre il solito) palazzinaro.

    Chissà cosa farà Alemanno: c’è chi confida nell’onestà politica ed intellettuale del sindaco e della sua maggioranza, ma la questione è talmente eclatante che un’eventuale, inaspettata, approvazione di questo accordo di programma da parte del comune scatenenerebbe reazioni la cui portata sarà prevedibilmente consistente.

    Un plauso a chiunque in questo momento, a forze congiunte, si è schierato contro questo suicidio urbanistico:

    Rodolfo Bosi
    VIGNACLARABLOG
    Riccardo Corsetto
    Vincenzo Pira
    ed il presidente Gianni Giacomini

    grazie a nome di tutta la comunità di cittadini di Roma nord.

  5. Vedremo lunedì 4 maggio come si esprimerà il Consiglio Municipale e che tipo di richieste si faranno al Consiglio e alla giunta di Roma Capitale. Il potere dei costruttori che mirano solo al lucro è ancora troppo forte per far prevalere i beni comuni e i diritti di tutti i cittadini. Occhi aperti e pressione continua a chi deve decidere.

  6. Fermo restando che sono perfettamente d’accordo con chi protesta contro questo progetto, che, come detto da altri, è solo speculazione edilizia, vorrei far notare a tutti che questa è un’altra brutta e pesante eredità lasciata dalle vecchie amministrazioni. Quindi il giusto livore bisognerebbe rivolgerlo contro chi ha dato quell’autorizzazione edilizia nel 2003. Ora il Campidoglio si ritrova la patata bollente e deve decidere cosa fare : da una parte deve decidere per il bene dei cittadini e di conseguenza andare contro chi specula e vuole la colata di cemento, dall’altra però potrebbe pagarne le conseguenze, come è accaduto proprio ieri a Bari, dove per il caso di Punta Perotti, la Corte di Strasburgo ci ha condannati a pagare 49 milioni di euro ai costruttori : i vecchi amministratori sbagliano,ma a pagare, in tutti i casi , SIAMO SEMPRE E SOLO NOI.

  7. …Vedremo Lunedi come si esprimerà il Consiglio, ma, se prevarranno le logiche dei “palazzinari” o del “….il nostro voto è ininfluente, tanto lo faranno lo stesso…” (qualcuno già l’ha detto), noi cittadini pretendiamo che siano resi pubblici i nomi dei consiglieri che si schiereranno pro o contro… così, tanto per regolarci alle prossime elezioni……

  8. Caro Nico, mi scusi, ma una lettura attenta dei fatti le avrebbe consentito di esprimere un giudizio meno affrettato e quindi meno disinformante. E’ vero che la prima autorizzazione risale al 2003 ma non essendo mai stata esercitata è decaduta a norma di legge nel 2006. Il Campidoglio non si sta ritrovando nessuna “patata bollente” fra le mani perchè è stato lui stesso nel 2009 a far “risorgere” stranamente quella concessione edilizia scaduta da tre anni. E chi c’è al Campidoglio dal 2008 ?
    Affinchè le cose le siano più che chiare (così anche lei potrà indirizzare il suo livore verso l’obiettivo giusto ..) la invito a leggere quanto ha scritto tempo fa il signor Rodolfo Bosi, che è sempre una miniera di informazioni preziose e documentatissime. Legga con attenzione quello che dice Bosi nel suo intervento del 12 aprile sotto questo articolo e poi si chieda se è ancora il caso di parlare di eredità delle giunte precedenti o di un gentile cadeau di quella attuale….
    https://www.vignaclarablog.it/2012041018562/via-flaminia-un-centro-commerciale-per-marco-nonio-macrino/

  9. Caro Daniele, io ho premesso che sono perfettamente d’accordo con chi protesta, quindi sfonda una porta aperta. Quello che volevo rimarcare è che il progetto risale a tanto tempo fà, voglio dire che l’errore è stato fatto allora, allora come dice Decio Meridio vedremo se lunedì 14 l’attuale amministrazione riuscirà a rimediare o persevererà nell’errore fatto da altri…

  10. gentile Nico,

    nel piano regolatore previgente del 1965 l’area aveva una destinazione L2, piccola industria e artigiano. E’ in base a quella destinazione che la proprietà avanza, nel 2003, la legittima richiesta di concessione edilizia. Sbaglia di grosso quindi se tenta di far credere che questa sia una pesante eredità dell’amministrazione di centro sinistra.

    L’unico atto di quell’amministrazione fu l’approvazione del nuovo piano, 2008, che trasforma l’area da L2 in città da ristrutturare attraverso la formulazione di un programma integrato per attività. Cosa cambia? da un lato viene garantita una maggiore flessibilità per le funzioni da attribuire alle volumetrie, dall’altro viene dimezzato l’indice di edificabilità da 1,28 mq/mq del piano in vigore nel 2003 allo 0,6 mq/mq con il piano approvato nel 2008.

    L’operazione, tutta in capo all’amministrazione Alemanno tende, attraverso lo strumento dell’accordo di programma a concedere i metri cubi del vecchio piano, la destinazione del nuovo piano e a scaricare diritti edificatori in compensazione (monte arsiccio) in questo piccolo lotto, anzichè negli appositi ambiti di riserva identificati dallo strumento urbanistico. Per dirla con una battuta, siamo ai saldi di fine stagione!! C’è da aggiungere che oltre ai dubbi sulla legittimità della proroga concessa nel 2009, risulta inconsistente l’interesse pubblico alla base della proposta. Realizzare un locale di 317 mq (il 2,5 % della trasformazione!!!) in una fermata intermedia della Roma Viterbo è di discutibile utilità e certamente non rappresenta una priorità per il territorio.

    Mi dispiace sconvolgerla ma questo progetto da un lato mette in imbarazzo il PDL municipale che in commissione non riesce a prendere posizione, dall’altro vede il PD dare battaglia per contrastare una proposta sciagurata e dannosa per il territorio. Questo lo dico per ristabilire la correttezza delle informazioni ed evitare faziose distorsioni.

    Buone cose

    Marco Tolli
    Consigliere PD e Vice Presidente Commissione urbanistica

  11. Egregio consigliere Tolli, uno che conosco bene e che visse duemilla anni fa disse “chi è senza peccato,scagli la prima pietra”, lei giustamente fa l’oppositore, ma non mi venga a dire che quando ha governato la città la sua parte politica non ci sono state colate di cemento… Mi allineo come già detto a Decio Meridio ed aspetto lunedì… Poi se ne trarranno le conclusioni.

  12. Sig. Tolli in qualità di Vice Presidente della Commissione Urbanistica può illuminarci su quelle grandi costruzioni di fronte al nascente (forse) centro commerciale? Chi ha concesso le autorizzazioni a costruire dove un tempo c’erano gli essiccatoi del mulino? Enormi palazzi serviti da un’unica strada neppure tanto grande al prezzo di 600.000 Euro per 100 mq? Fu Alemanno che autorizzò la realizzazione di questa mega complesso a ridosso della Flaminia?
    Grazie e tanti saluti.

  13. Il sig. Edoardo Orsi ringrazia (erroneamente suppongo) anche il Presidente Giacomini!!!! Per che cosa? Perche’ in queste ore sta ‘obbligando’ i suoi consiglieri a votare favorevolmente alla delibera nel consiglio di lunedì prossimo?

  14. E daje, buttiamola in caciara così si confondono le acque e non si capisce più niente! Quando non si sa che dire si tira fuori questa Tecnica molto vecchia : amici studiatene un’altra magari senza fare il coretto così diventa più credibile.
    Ma dico io errori della sinistra secondo voi giustificano quelli della destra ? Questa e’ la vostra logica ? Mamma mia che acume !! Ma non e’ più facile pensare che a Roma chi comanda veramente sono i costruttori che danno ordini anche alla politica ?
    E adesso non rispondetemi col coro per favore, magari uno alla volta dicendo cose diverse! Ciao

  15. Non ho alcun problema a dire che la delibera relativa alla costruzione della nuova sede in virtù del cambio di destinazione d’uso (da albergo a residenziale) del complesso papillo è stata voluta dal XX municipio (che votò a favore) e dal comune di roma che approvò l’accordo di programma.

    Non ho mai condiviso la scelta che, è bene ricordare, era comunque legata ad un interesse pubblico rilevante rappresentato dalla costruzione della sede e la trasformazione del complesso di Via Caprilli in servizi educativi. Gli interessi pubblici dell’accordo di programma non sono stati poi realizzati dal soggetto attuatore per via dell’adeguamento delle nostre normative a quelle europee sugli appalti. La sede del Municipio è quindi diventata un’opera pubblica da mettere a gara utilizzando le risorse versate dal costruttore di Via Flaminia. Se in questi anni non sono partiti i lavori bisogna chiedere conto al presidente del Municipio e all’attuale Sindaco.

    Detto questo, non comprendo veramente il tentativo di accendere una polemica che rischia soltanto di dare un alibi a chi oggi ha dei dubbi sul voto che dovrà esprimere lunedì.

    Marco Tolli

  16. Qui non si possono avere idee diverse che subito arriva qualcuno/a che ti ascrive qualcosa… Vabbè, caro sig. Roberto, nessuna caciara… ci illumini lei…dato che c’è sempre chi fa lezione agli altri…

  17. Non siamo amici manco per niente! Coro e coretto? Ma che stai a dì? Gli errori sono errori punto e basta! Finitela voi con questa solfa del sindaco, del presidente del municipio, del governatore della regione, dei consiglieri, del nano, del bunga bunga! BASTA con questa storia dei buoni (a sinistra) e dei cattivi (a destra): i palazzinari si sono arricchiti prima come ora e quindi contestate e opponetevi alle opere sbagliate senza dimenticare il passato!

  18. Sono d’accordo con Roberto, possibile mai che una volta che ci si ritrova d’accordo in modo bi-partisan c’è sempre qualcuno che alza il ditino e puntualizza…….che noia signori!!!

  19. Va bene….ho deciso di fare il bravo ragazzo. Mettiamo da parte le polemiche e i luoghi comuni e pure il ditino che puntualizza…e andiamo a vedere con google-map cosa si vede, all’incrocio della Flaminia con Viale Tor di Quinto. Ci siamo?
    Altro che zona protetta di altissimo valore paesaggistico! Non c’è neppure un centimetro quadrato di terreno libero; addirittura è stato realizzato un circolo sportivo sull’area golenale. Si salva solo la collina di tufo con le grotte (ma se avessero potutto ci avrebbero piazzato un bel palazzo). E allora mi domando: ma davanti ad un simile scempio portato avanti da decenni da tutte le forze politiche come si può gridare allo scandalo? Va bene, salviamo l’ultimo fazzoletto di terreno libero (100 m per 50!!!!!!!!!!!)………..e poi? Ci ridaranno le aree protette, diminuirà il traffico, l’aria sarà più rsperabile?
    Sig. Tolli che cosa si sta facendo tra la Romana Macinazioni e via di Valle del Vescovo?

  20. Facciamola facile:
    1: Questo accordo di programma è una speculazione da denuncia.

    2: Chi propose/accolse tale speculazione è, a questo punto, irrilevante. Perche:

    3: Perché siamo perfettamente in tempo per impedirla. Quindi:

    4: Chi si farà fautore dell’approvazione sia in consiglio municipale che comunale oltre a puzzare di “interesse privato in ambito pubblico” si renderà responsabile di una violenza politica sui cittadini del tutto ingiustificata.

    Mi auguro che la maggioranza del XX municipio e del Consiglio comunale dimostrino onestà politica e morale stroncando questo scempio.

  21. Basta!!! Abbiamo bisogno di strade e di mezzi di collegamento e non cc e negozi che immettono altre macchine in vie ormai supertrafficatissime che non reggono piu’ la viabilita’!

  22. Se i politicanti prestassero la stessa attenzione e sensibilita’ che hanno verso i costruttori questo nostro paese sarebbe un fiore all’occhiello nel panorama europeo.
    Invece Noto ancora comportamenti ipocriti ,di circostanza adattati all’uditorio delle pubbliche assemblee , quasi a passare un’altro giorno , poi un altro e poi ancora un’altro .
    La domanda logica e’ dove pensate di arrivare ?
    Questa pubblica assemblea cosiddetta partecipata e’ paragonabile al residuo dei granelli di sabbia lasciati dopo la lavorazione del cemento che rischia di essere trasportato qua e la’ dal vento per poi essere calpestati .
    Cari politicanti se pensate di avere ancora qualcosa da dare questo e’ il momento di dimostrarlo con i fatti .
    Avendo fiducia nel buon senso spero che voi abbiate recepito i contenuti importanti che i cittadini vi hanno esposto ,aiutandoVI a comprendere meglio il loro punto di vista , soprattutto rimarcando quel rispetto delle REGOLE UGUALI PER TUTTI che in questo municipio troppo spesso vengono infrante e sembra quasi uno STATO nello STATO.
    DAMOSE DA FA SE FA ANCORA IN TEMPO.

  23. Secondo me nessuno abita in quello spicchio di Flaminia, ma vi preoccupate solo del traffico per arrivare alle vostrecase. Visto che sono proprietario di un appartamento del complesso di fronte alla stazione, pretendo dal comune i servizi che voi tutti godete nei pressi delle vostre abitazioni. Ricordatevi che anche dove abitate voi un tempo era campagna….romana…la ruota gira.
    Il cavalcavia pedonale previsto s’ha da fare per la sicurezza di noi che abitiamo in quelle case. Provate voi a scendere alla stazione di sera e fare a piedi il tragitto attuale fino al complesso immobiliare.

  24. Basta con sperpero di denaro pubblico .
    Non avendo nulla di personale verso la sua persona pretendo piu’ attenzione da parte di chi progetta e amministra i soldi pubblici , per meglio comprendere le rendo piu’ esplicito il mio pensiero.
    Il luogo dove sono gli appartamenti interessati era EX AREA INDUSTRIALE EX MULINO.
    – Chi ha concesso di costruire le attuali case residenziali ?
    – Chi ha autorizzato quello scempio delle barrire antirumore?
    – Chi ha pagato le barriere antirumore?
    – Chi ha comprato le case in quel luogo non sapeva di comprare PREGI e difetti?
    Se venisse realizzato il cavalcavia sarebbe il Terzo su una distanza di circa 500mt .
    Condivido con Lei che il percorso dalla stazione alle vostre abitazioni sia reso sicuro , attraverso la realizzazione di marciapiedi e illuminazione adeguata , se poi si costruisse un parcheggio attiguo alla stazione contribirebbe a soddisfare quei bisogni vissuti tutti giorni dalle persone che si recano nelle infrastrutture pubbliche e private adiacenti.
    Chi Le parla lo fa con Rispetto ma Le devo ricordare che in una delle campage romane esiste un Quartiere Valle Muricana abitato da circa 10.000 abitanti e in espansione privo di spazi ricreativi ( non esiste una sola panchina in 3 KM).
    Lei potra percorrere questo quartiere e pensare di essere a Kabul per le condizioni delle strade.
    Le posso garantire che non esiste un opera secondaria realizzata come da piani regolatori (scuola pubblica , strutture socio sanitarie ).
    Un’unica arteria di collegamento che penalizza i residenti e la vivibilita’ di P.Porta.
    Servizio autobus a singhiozzi con orari uguali a trent’anni fa .
    Solo il buonsenso e l’equilibrio nutrito con altruismo puo controbilanciare e migliorare la citta’ in cui VIVIAMO avendo come filo conduttore REGOLE CONDIVISE.

  25. @Erminio
    Forse unendo il terzo cavalcavia agli altri due esistenti vogliono creare un nuovo spazio e costruirci una serie di palazzine o di centri commerciali.
    Scherzo ovviamente.

  26. Questa storia ha dell’incredibile !!!!!
    Invito i cittadini del XX municipio e di Roma Nord interessati alla sviluppo e bonifica di queste aree a farsi promotori di un incontro immediato a larga partecipazione cittadina al fine di una tutela collettiva di ampio raggio, necessaria ed indispensabile per la circolazione ed il transito sul tratto stradale più critico di tutto il quadrante Nord non solo della città ma dell’intera regione.
    Nel tratto della Flaminia dal GRA a Corso Francia/Tor di Quinto compreso passano ogni giorno centinaia di migliaia di persone in macchina , in moto e sui mezzi pubblici urbani ed extraurbani e di Gran Turismo.
    E’ già congestione allo stato puro e non solo da oggi per parecchie ore della giornata in entrambi i sensi di marcia per quasi tutti i giorni dell’anno. Qualunque altro intervento di ogni genere e specie intorno a questo tratto di strada va valutato, analizzato e studiato attentamente nei minimi particolari, e poi va meticolosamente progettato ed infine provato e sperimentato.
    Lo facciano i cittadini interessati , perchè altrimenti, statene certi, non lo fa e non lo farà nessuno !!!!

    In aprile avevo già scritto sui gravi pericoli collegati con la realizzazione di questo progetto soprattutto per la viabilità, dove non si prevede nulla.
    Ora che poi sono svaniti anche gli interventi di potenziamento e rinnovamento della via Flaminia previsti per le Olimpiadi del 2020, è certo che su quel tratto di strada non si farà più nulla.

    E poi scusatemi, c’è poco da ringraziare il Municipio , sono loro i primi che devono tutelare il territorio che amministrano, e men che meno c’è da ringraziare il Presidente che sulla viabilità e sul traffico è ben nota la sua caparbietà al non intervento perchè non di sua competenza (!!!!!!)

    Alessandro D’Armini

  27. Arnoux anch’io abito in quel complesso e do bene che di sera la stazione è chiusa. Con il cavalcavia pedonale chi dovrà lavorare nel palazzone di uffici che vogliono costruire (altro che centro commerciale) parcheggieranno tutti nella via dove abito, visto che forse nessuno li sa, ma anche i parcheggi, oltre al verde, verranno monetizzati, perché non bastano.

    Arnoux se abitassi lì sapresti che i veri problemi sono altri. Come le suto che sfrecciano a 100km all’ora nella vietta parallela alla Flaminia. Secondo me i tuoi commenti sono pilotati, firmati col tuo vero nome la prossima volta.

    NO al monopolio del solito costruttore
    NO allo scempio del territorio
    NO ai politici corrotti

  28. Informazione dovuta in particolare a Strix, Arnoux61 ed Erminio D’Agostino che l’hanno richiesta.
    Già a partire dalla metà dell’800 del massiccio tufaceo dei cosiddetti “Saxa Rubra” (sassi rossi) che domina la via Flaminia è stato gradualmente distrutto da imponenti attività estrattive proprio il settore situato all’altezza del Km. 8,5.
    Nel 1947 il fronte meridionale della cosiddetta “cava nera” aveva raggiunto la villa rromana di epoca repubblicana del Monte delle Grotte, distruggendola per circa un terzo, mentre la celebre Tomba dei Nasoni, ancora integra agli inizi dell’800, è stata danneggiata dalle attività di cava fino al crollo, alla fine di quel secolo, di tutta la parte frontale: distrutta la rupe che lo accoglieva, nell’area della cava abbandonata il monumento è stato circondato e sovrastato da edifici industriali.
    L’area della cosiddetta “cava nera”, che il P.R.G. del 1962 aveva ricompreso nella sottozona G/4 “Grottarossa” (“case con orto o giardino”), con successivo Decreto Interministeriale del 27.10.1970 è stata destinata a sottozona L/2 (“aree per piccole industrie, per artigianato industriale e per magazzini”): a sottozona L/2 sono state destinate anche le aree limitrofe alla “cava nera” poste ad est e ad ovest del Km. 8,500 della via Flaminia Nuova.
    Nel frattempo le aree poste ad ovest della via Flaminia Nuova sono state ricomprese all’interno del vincolo paesaggistico imposto con D. M. del 26.3.1968 ai sensi della legge n. 1497/1939 a tutela dei cosiddetti “Saxa Rubra”: contestualmente alla legge regionale n. 29 del 6.10.1997 è stato istituito il Parco regionale di Veio secondo una perimetrazione provvisoria che della lottizzazione convenzionata “Grottarossa” fa salve le aree edificabili, lasciando in zona “B” solo quelle destinate a verde e servizi.
    Con deliberazione n. 261 del 2.10.1997 il Consiglio Comunale ha approvato i criteri fissati per l’attuazione delle disposizioni della legge regionale n. 20/1997, concernente “Interventi per la qualificazione e la crescita delle strutture ricettive in occasione della celebrazione del Grande Giubileo del 2000”, che ha dettato una serie di norme volte al potenziamento delle strutture ricettive, prevedendo a tal fine appositi finanziamenti: con prot. n. 53885/97 la “Società Romana Macinazione” ha presentato un progetto di insediamento ricettivo al km. 8,500 della via Flaminia.
    Con deliberazione n. 3958 del 6.11.1998 la Giunta Comunale ha approvato fra l’altro il progetto presentato dalla “Società Romana Macinazione”: la relativa scheda individuava la località in cui si trovava un fabbricato esistente di 105.513 mc., di cui sono stati richiesti 105.472 mc. a seguito di demolizione e ricostruzione.
    Secondo l’istruttoria tecnica all’epoca espletata da una apposita commissione, che ha considerato ammissibile l’intervento con il cambio di destinazione d’uso con intervento diretto, tramite demolizione e ricostruzione di un volume inferiore, per realizzare 1.000 posti letto, era auspicabile un sottopasso pedonale per attraversare la via Flaminia.
    La presenza di un albergo di tali dimensioni, a ridosso dei confini del Parco di Veio ed a cavallo tra le colline di Grottarossa e dell’Inviolatella, sarebbe potuta diventare vitale e funzionale – oltre che per tutti i futuri utenti dell’area protetta – anche per il polo sanitario ed universitario costituito dal complesso ospedaliero del S. Andrea.
    (per esigenze di spazio segue nel commento successivo)

  29. (Seguito del commento precedente)
    In data 31.12.1999 il Comune di Roma ha rilasciato la concessione n. 1200/c per la realizzazione di un albergo di mc. 105.440, di cui non sono mai iniziati i lavori, senza però che la concessione sia mai stata dichiarata decaduta.
    Il nuovo P.R.G. di Roma, adottato dal Consiglio Comunale con deliberazione n. 33 del 20.3.2003, ha destinato le aree poste ad est e ad ovest del Km. 8,500 della via Flaminia Nuova a “Tessuti prevalentemente per attività” della “Città da ristrutturare”, confermando di fatto le precedenti destinazioni a sottozona L/2 del P.R.G..
    Ma mentre era ancora acceso il dibattito sull’eccessivo dimensionamento del nuovo P.R.G., l’Assessore alle Politiche Abitative, del Patrimonio e dei Progetti Speciali in data 23.12.2002 ha emanato un bando che offriva come elemento di innovazione la possibilità di proporre all’Amministrazione Comunale la modifica di destinazione d’uso di immobili non residenziali (specie in zona L industriale) realizzati o ancora da realizzare per trasformarli in residenziali.
    La società “Villa Immobiliare 89” (del Gruppo Bonifaci S.p.A.), che era nel frattempo subentrata alla “Società Romana di Macinazione” non solo nella proprietà dell’area destinata ad albergo (di mq. 22.193), ma anche di quella (di mq. 12.695) ricadente nella lottizzazione convenzionata G/3 (ex G/4, ora A.T.O. R28), nonché nella disponibilità (per il tramite della “Case Ridenti” S.p.A. sempre del Gruppo Bonifaci S.p.A.) anche dell’area ad est della via Flaminia Nuova (di mq. 15.600 mq.), ha presentato una proposta di “Accordo di Programma per cambio di destinazione d’uso del complesso immobiliare via Flaminia Km. 8,500” secondo la quale da un lato intendeva trasformare in totalmente residenziali i 105.440 mc. già concessi per l’albergo da 1.000 posti letto e dall’altro lato realizzare ex novo 73.740 mc. di residenziale (poi arrotondati a 75.000 mc.) sul fronte opposto della Flaminia, lungo via Vitorchiano, in luogo della pari volumetria prevista anche dal nuovo P.R.G. per piccoli impianti artigianali e industriali.
    Per ottenere di costruire un intero quartiere residenziale di ben 179.180 mc. complessivi, la S.p.A. “Villa Immobiliare 89” si è dichiarata disposta a realizzare la sede del XX° Municipio su un’area di ca. 12.695 mq. antistante l’edificio inizialmente destinato ad albergo, con una volumetria di ca. 18.800 mc. che avrebbe portato a ben 197.980 mc. il peso urbanistico complessivo che si sarebbe venuto ad insediare al Km. 8,500 della via Flaminia.
    Alla fine il Gruppo Bonifici ha proposto ed ottenuto di realizzare sull’area 2 di Via Flaminia una cubatura residenziale di soli 20.000 mc. (le 4 palazzine che vorrebbe tuttora edificare a ridosso del mausoleo di Marco Nonio Macrino) e di diminuire la cubatura dell’albergo, al fine di ridurre l’altezza dell’edificio da destinare a residenze, da 105.440 mc. a 100.000 mc. e di trasferire la cubatura residua dell’area 2 di 55.000 mc. e quella di 5.440 mc. dell’albergo (per un totale quindi di 60.440) su altre aree di sua proprietà nell’ambito del Piano di lottizzazione convenzionata Acqua Acetosa Ostiense (sottozona E1 di PRG).
    Il 20 marzo 2006 il Consiglio Comunale ha approvato la delibera con cui ha autorizzato il Sindaco a sottoscrivere il relativo Accordo di Programma, di cui nel frattempo ha realizzato tutte le cubature previste per le residenze dell’Ostiense e di via Flaminia, senza che in cambio sia stata ancora realizzata dopo ben 6 anni la nuova sede del XX Municipio, spostata per ora da via Poma in un edificio di proprietà sempre di Bonifaci che si fa pagare l’affitto.

  30. Ringrazio il sig. Bosi per l’esauriente ed analitica spiegazione : ora ognuno può trarne le proprie deduzioni…. Ora , almeno per me, è chiaro a chi ascrivere le responsabilità di quest’operazione…. ma meglio non esternare, qualcuno potrebbe risentirsene…

  31. Grazie architetto Bosi.

    C’è un assurdo monopolio di certi soggetti con un ancor più assurdo supporto dell’amministrazione comunale e municipale, il tutto in un quadro di totale incogruenza procedurale ed anomalia legale.

    Credo che per la magistratura ci sarà da lavorare non poco prossimamente.

  32. Per chi ha un account twitter: reiterate un tweet col link di questo articolo @nostro sindaco, sarebbe interessante vedere che succede.

  33. @ Consigliere Tolli, ora che conosciamo la verità super partes , data dall’architetto Bosi, e che è molto diversa da ciò che ci ha propinato Lei, come la mettiamo politicamente?? senza buttarla in caciara, come la mettiamo???

  34. mi viene tanto da ridere nel pensare ad un nuovo centro commerciale dopo il fallimento di quello di via riano a ponte milvio (parlo come unica supestite !!)chissà cosa si inventeranno per renderlo attraente .ma che problema c’è facciamo investire un po’ di soldi a qualche commerciante che ci casca e poi casomai ci mettiamo un bel negozio che so’ di elettronica……

  35. gentile Nico,

    forse abbiamo problemi di comprensione. Ripeto in sintesi i due concetti già esposti e che non sono in contraddizione con quanto riportato dall’arch Bosi.

    1- la proposta di riqualificazione della stazione Due ponti è tutta in capo all’attuale maggioranza
    2- l’operazione Papillo portata avanti dall’allora assessore al patruimonio del comune e condivisa dal Municipio è stato un errore che ha causato danni irreparabili!!

    Ora, chi scrive da un lato non ha alcuna responsabilità sul passato (come del resto i miei colleghi di gruppo), dall’altro intende lavorare e VOTARE affinchè tali errori non si ripetano. Come ha potuto verificare non tutte le forze politiche la pensano allo stesso modo, basta rileggere il voto di lunedì scorso su Due Ponti.

    E, tenga in considerazione il fatto che nessuno degli attuali consiglieri del PD era in Municipio prima del 2006, mentre nei banchi di Via flaminia siedono ancora consiglieri del PDL che votarono a suo tempo l’accordo di programma sulla sede e oggi esprimono parere per Due ponti. Quindi, se ha ancora altre critiche da fare, sia gentile, cambi bersaglio.

    Cordialmente

    MARCO TOLLI

  36. ma quale paura vi fa un centro commerciale medio/piccolo?
    l’importante chiedere in cambio parcheggi, stazione moderna ,
    illuminazione, servizi per anziani e bambini. Essendo il tutto nella stazione,
    molto pubblico arriverebbe con il trenino della Roma Nord.
    Chi ha paura di tutto ha soprattutto paura di vedere invaso il
    proprio orticello e rema contro per principio e non pensa mai
    al bene della collettività !
    Piero

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