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Valle Muricana – Tolli (PD): l’asilo si può fare e ve lo dimostro

Nella giornata di ieri, lunedì 10 ottobre,  si è riunita la commissione urbanistica del XX Municipio per fare chiarezza sulle perplessità di natura urbanistica sorte nell’ultimo consiglio municipale (leggi qui) in merito alla conversione ad asilo nido del centro polivalente di via Sulbiate, in zona Valle Muricana, completato più di due anni fa e mai aperto. Da Marco Tolli, consigliere PD del XX Municipio, riceviamo e pubblichiamo alcune considerazioni in merito.

“Nel corso della riunione di commissione – scrive Marco Tolli – è stata mia cura illustrare e consegnare agli atti di commissione alcuni articoli delle norme tecniche del PRG vigente, che non solo rendono possibile, ma addirittura incoraggiano la riconversione del patrimonio edilizio esistente in strutture educative, in quanto, là dove si registra una profonda carenza, sono considerate opere a cui dare alta priorità.”

“Infatti il quarto comma dell’art 8 delle NTA recita: Negli interventi indiretti, come definiti dall’art. 12, comma 3,localizzati all’esterno della Città storica e della Città consolidata, è fatto obbligo di realizzare almeno un asilo nido di 12 posti ogni 400 abitanti e ogni 150 addetti previsti, fatti salvi i limiti dimensionali stabiliti da norme sovraordinate.
Nell’ambito di interventi di recupero del patrimonio edilizio esistente, o di cambi di destinazione d’uso, possono essere realizzati asili nido con le seguenti deroghe ai criteri generali di qualità: assenza di aree libere di pertinenza, sempreché, in alternativa, siano facilmente accessibili spazi liberi pubblici o di uso pubblico; altezze minime di m. 2,70, ridotti a m. 2,40 per i servizi, anche nelle strutture localizzate a piano-terra. Le strutture non possono comunque essere insediate nei piani superiori al primo, salvo deroghe temporanee in attesa della realizzazione di nuovi asili nido.”

“Va ricordato – continua il consigliere PD – semmai dovessero nascere ulteriori dubbi, che anche la legge regionale di recente approvazione meglio conosciuta come Piano Casa ci consegna, con l’art. 1 bis, ulteriori chiarimenti. Nello specifico la legge afferma che una diversa utilizzazione, sempre ai fini pubblici, degli spazi destinati a verde pubblico e servizi non costituisce una variante sostanziale al piano attuativo.
Le uniche difficoltà, sciolto il nodo urbanistico, sono quindi legate all’analisi degli interventi edilizi da applicare in un quadro – va ricordato – di emergenza come quello di Valle Muricana e contemplato dalle NTA del piano”.

“Affrontare la sfida di convertire la struttura di Via Subiate significa dare una risposta immediata ad un territorio nel quale vivono 10.000 abitanti senza alcun servizio pubblico. Inoltre questa scelta ridurrebbe notevolmente i costi e i tempi di realizzazione di scuole e asili nella zona. I piani attuativi di zona “O” della Sacrofanese individuano le aree per la realizzazione di strutture educative. Aree che ancora oggi risultano private e che una volta che saranno iscritte al patrimonio comunale, dovranno essere oggetto di specifico finanziamento nel piano degli investimenti di Roma Capitale.
Chi oggi sostiene una applicazione rigida degli indirizzi del piano particolareggiato deve anche dire con chiarezza che serviranno milioni di euro e anni per portare opere pubbliche e infrastrutture in questi quartieri.”

“Chi scrive – incalza Tolli – sa bene che la struttura di Via Subiate, se convertita, non potrà ospitare tutti i bambini di Valle Muricana. Ci mancherebbe!! Vorrei però ricordare ai colleghi di maggioranza, gli stessi che nella seduta di commissione hanno evidenziato questa perplessità, che il nostro compito ha senso se tentiamo di costruire condizioni progressive di benessere attraverso le risorse che abbiamo a disposizione. Gli asili sono una priorità municipale e cittadina: una amministrazione illuminata farebbe subito un censimento di tutto il patrimonio pubblico esistente per individuare la strutture utili ad accorciare le liste di attesa”.

“Noi abbiamo lanciato una proposta coerente con lo spirito costruttivo del PD, alla maggioranza il compito di valorizzare questo contributo o, in alternativa, cercare i soldi per costruire nuove strutture. Respingere la proposta – conclude Tolli – e lasciare il quadro inalterato significa solo venir meno alla funzione di governo, certificando dopo tre anni e mezzo il fallimento di una esperienza amministrativa.”

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