Home AMBIENTE Saxa Rubra: “Hotel Flaminia” ancora aperto: aumentano gli ospiti nell’insediamento abusivo

Saxa Rubra: “Hotel Flaminia” ancora aperto: aumentano gli ospiti nell’insediamento abusivo

Nel nostro articolo “Benvenuti all’Hotel Flaminia” del 19 luglio (leggi qui) abbiamo per primi denunciato la presenza di un insediamento abusivo sotto uno dei cavalcavia di Via Flaminia, in zona saxa Rubra, nei pressi dell’inizio di via di Grottarossa ed a pochi passi dalla sede del XX Municipio. A distanza di due mesi siamo tornati a vedere cosa, dopo la nostra segnalazione, è cambiato.

A giudicare dalle foto forse sono cambiate le sopraccoperte e gli asciugamani perché tutto il resto ci sembra invariato: stesso sporcizia, stessi rifiuti e il medesimo stato di abbandono.

Un gran numero di letti, tavoli di fortuna e mucchi di spazzatura e sporcizia mischiati a vecchi copertoni: una situazione indegna.

Indegna non tanto per chi ci vive, costretto dalla miseria e dall’assenza di mezzi adeguati a ricorrere a questa sistemazione, quanto per il paese che li “ospita”

Tra poco arriverà l’inverno e all’Hotel Flaminia, categoria meno cinque stelle, la situazione non sarà delle più felici : forse trovare una soluzione decente per queste persone potrebbe essere un bel regalo di Natale.

Francesco Gargaglia

riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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4 COMMENTI

  1. Giacomini 20 settembre 2011 “….al momento il progetto più importante che stiamo stiamo seguendo è quello dello sgombero del campo nomadi del Baiardo….” …… Della serie USCIRE DALLA PORTA E…..RIENTRARE DALLA FINESTRA.

  2. Agli abitanti dell’ HOTEL FLAMINIA, perché i volontari, che andranno a scopare le piazzole della Cassia Bis, non insegnano che esiste la raccolta differenziata della immondizia? Sotto i ponti si possono anche sopportare per umana e cristiana solidarietà ma, almeno un po’ di decenza! Visto che non sono voluti andare nei campi di accoglienza attrezzati dal Comune di Roma, con luce acqua e gas. e di questi campi di prima accoglienza il Comune offe una vasta offerta. Oltre i relitti umani si deve sopportare anche la loro sporcizia? No! E’ impossibile, in un Paese civile come l’Italia:questo è troppo!

  3. Purtroppo caro Omar, alcune circostanze della vita potrebbero trasformare in un “relitto umano”, come tu vegognosamente definisci persone in carne ed ossa della stessa tua sostanza, anche coloro che mai immaginerebbero uno stato di tale degrado . Che si chiama sopravvivenza. Ci sono realta’ di guerra, poverta’ e disagio il cui risultato e’ proprio quello che tu condanni. Finche ‘ ci saran persone come te, che non riusciranno a vedere le cose nella globalita’ e dalla giusta prospettiva, condendole, scusa se mi permetto, con un pizzico di spirito do compassione ( nell’accezione più’ profonda di patire con), tutto questo non fara’ che aumentarein maniera esponenziale l’odio e la rabbia . Sentimenti che ci terranno lontani da cio’ che invece , con un nuovo atteggiamento, si puo’ risolvere creando pace ,consenso e benessere. Un benessere che non necessariamente deve essere inteso in modo egoistico ed individualista come ormai questo sistema sociale ci ha abituati a fare. Rifletti prima di scrivere. Immaginati costretto nella stessa stuazione da una guerra, privato dei tuoi diritti di essere umano…

  4. Mi cospargo la testa di cenere per avere indotto, involontariamente, qualcuno in errore. Gentile mox, non sai che esiste il sarcasmo? Me ne sono accorto, visto che non sei riuscito a “leggerlo” nelle mie parole. Sei scusato e non mi offendo per le tue parole, ho capito che non avevi capito! Però ti bastava un piccolo indizio: Esistono nel Comune di Roma un numero considerevole di campi attrezzati con luce acqua e gas? Rileggi bene quello che ho scritto, ti prego. Il mio nome ti dice niente? Allora, sarei un rinnegato! Ho baciato i lebbrosi, ho attraversato il deserto, a piedi e sul dromedario, ho affrontato il mare, ho dormito sulla sabbia del mare e sulla nuda terra e mi sono buttato addosso litri di disinfettante per ammazzare i pidocchi. Su, fratello ora dammi, offrimi la coperta della tua solidarietà, almeno un copriletto leggero. Te ne sarò grato e ti inviterò a mangiare, con le mani, il mio cuscus, dentro il tukul lungo il Tevere. Ciao, Omar

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