Home ATTUALITÀ Campidoglio – Subito una nuova Giunta con Rossella Sensi assessore

Campidoglio – Subito una nuova Giunta con Rossella Sensi assessore

“Lunedì o martedì presenterò la nuova Giunta”. Lo annuncia il sindaco Alemanno anticipando che non farà ricorso al Consiglio di Stato. Sulla sentenza del TAR che azzera l’attuale Giunta per un problema di mancato rispetto delle quote rosa (leggi qui), il sindaco dichiara di prenderne atto ma di ritenere che la composizione del governo capitolino “fosse giusta, non ottimale come più volte ripetuto, ma non sbagliata a tal punto da ritenerla illegittima.”

” Lo statuto comunale – continua il sindaco – indica che il principio dell’equilibrio tra sessi in giunta va rispettato secondo le possibilità: noi abbiamo una donna in giunta perchè in consiglio comunale ci sono 3 donne su 60. Quindi la presenza di una sola donna in giunta non è maschilismo, perchè abbiamo 101 donne dirigenti comunali, quasi il 35% del totale e il 62% di donne nei ruoli organizzativi.”

Poi il colpo di scena, dimostrando così che,  a prescindere dalla scarsa presenza femminile in consiglio, qualche assessore donna già prima poteva comunque essere nominata dall’esterno.
“Lunedì o martedì presenterò la nuova Giunta – annuncia il sindaco – in cui bisognerà fare spazio al nuovo assessore Rosella Sensi.”

Rossella Sensi assessore

E così trovano conferma tutte le voci circolate nelle ultime ore. Lasciata la guida dell’ as Roma, Rosselli Sensi andrà a guidare un’altra Roma.

Ma attenzione, “La delega del nuovo assessore – spiega Alemanno – avrà carattere trasversale e non sostituirà alcun assessorato attuale. Il suo ruolo sarà tecnico e la Sensi si occuperà di grandi eventi, della promozione di Roma Olimpica e della Capitale nel mondo” mettendo così a tacere le voci che volevano la Sensi al posto del vice sindaco Cutrufo.

Alcune agenzie di stampa riportano che a Rosselli Sensi verrà data anche la delega allo sport, il che parrebbe coerente con il suo passato.  Resta da vedere cosa ne pensa Alessandro Cochi, consigliere delegato alle politiche sportive,  che su questa delega e sull’impegno profuso nell’esercitarla, soprattutto in ottica Olimpiadi 2020, stava costruendo il suo futuro politico.

Nel frattempo, Rossella Sensi, orgogliosa di cotanto riconoscimento, ha rilasciato alla stampa una dichiarazione: “Voglio ringraziare il sindaco Alemanno per la fiducia, ho voluto raccogliere il testimone di mio padre per la città di Roma, da parte della mia famiglia c’è sempre stato un grande amore per questa città, legato alla società calcistica ma anche al desiderio di farla conoscere nel mondo”.

Il “caso” Cutrufo

E sul “caso” Cutrufo, a margine di un vertice nella sede del Popolo delle Libertà alla presenza dei coordinatori del PdL Denis Verdini e Ignazio La Russa, del ministro Gianfranco Rotondi, del sindaco Alemanno e dello stesso vicesindaco Mauro Cutrufo, Gianfranco Rotondi ha dichiarato:”dopo la sentenza del Tar, la ricomposizione politica della giunta comunale di Roma è tutta nella responsabilità del sindaco. Le decisioni saranno prese da lui. Detto questo, sommessamente ricordo soltanto che i romani hanno votato Gianni Alemanno e Mauro Cutrufo, sindaco e vicesindaco, come ticket. Perciò chiedere le dimissioni di Cutrufo sarebbe un po’ come chiedere le dimissioni di Alemanno”. E con questo il caso sembrerebbe essere chiuso.

Dai Municipi un lontano avvertimento

Tutto nasce dunque da un mancato rispetto di quote rosa, meglio definibile da un mancato rispetto della componente femminile della società. E dire che già mesi fa 18 dei 19 Municipi romani avevano avvertito il sindaco dell’errore commesso.

Lo ricorda Giuseppe Calendino, consigliere PdL del XX Municipio, che a VignaClaraBlog.it dichiara : “Apprendo con rassegnazione della sentenza del Tar, con la quale è stata azzerata la Giunta Capitolina. La rassegnazione nasce dal fatto che si è trattato di un errore evitabile e preventivabile. Ricordo che 18 Municipi su 19, nei mesi scorsi, chiedevano al sindaco un riequilibrio della composizione della giunta. Purtroppo tali indicazioni sono rimaste inascoltate. Anche il Municipio XX ha dimostrato lungimiranza, approvando già il 31 gennaio, un Mozione presentata dal sottoscritto, con la quale si è chiesto al sindaco di riequilibrare la presenza di donne nella giunta comunale rispettando l’art. 5 dello statuto di Roma Capitale.”

“Credo che il Sindaco saprà risolvere la questione, recependo le indicazioni del Tar ,senza grosse ripercussioni politiche. Tuttavia spero che in futuro, non si ripetano gli stessi errori. Le indicazioni che pervengono dai Municipi – conclude giustamente Calendino – sia su questioni istituzionali che su questioni territoriali, dovrebbero essere analizzate e recepite con maggiore attenzione”.

Sentenza figlia di un’impostazione degenere

“La sentenza del Tar – è il Consigliere capitolino PDL Ludovico Todini a parlare – è il frutto di una impostazione degenere che la politica ha voluto dare, inserendo in atti e provvedimenti in genere, la questione della rappresentanza di genere. Con questo sistema, se i tribunali sentenziano sulla base di principi sanciti dalla fonte che norma, sul piano sociale e culturale può accadere che ci si interroghi se, una donna che ricopre un incarico qualsiasi, lo ricopra perché frutto della quota o perché brava e capace”.

“Il concetto delle quote rosa, visione veterofemminista, non solo alimenta una inspiegabile differenza di genere non perfettamente in linea con la Costituzione, ma non incoraggia il merito, l’impegno, le qualità, le virtù, le doti. Si relega tutto ad una percentuale. Le donne importanti della mia vita – conclude Todini – avversando l’impostazione delle quote rosa, non avendole mai rivendicate e non avendone mai avuto bisogno solo perché valorose, mi hanno trasmesso un insegnamento di ben più alti valori “.

L’articolo 5 dello Statuto

Ed a proposito di percentuali, cosa dice questo tanto citato articolo 5 dello statuto della Capitale? “Nel nominare i componenti della Giunta Comunale, i responsabili degli uffici e dei servizi nonché nell’attribuire e definire gli incarichi dirigenziali e quelli di collaborazione esterna, il Sindaco assicura una presenza equilibrata di uomini e di donne, motivando le scelte operate con specifico riferimento al principio di pari opportunità”.

Indicazioni di principio quindi, senza una precisa percentuale da rispettare.
L’ingresso di Rossella Sensi che andrà ad affiancare, se confermata, Sveva Belviso sarà sufficiente a mettere il riparo l’Alemanno ter da un nuovo ricorso?

Claudio Cafasso

Visita la nostra pagina di Facebook

4 COMMENTI

  1. Rossella Sensi Assessore? Ma se non ha saputo gestire le aziende di famiglia, non riuscendo ad evitare il tracollo, come può saper amministrare la Città di Roma?

  2. Forse fino a martedì il sindaco potrebbe convincersi che per uscire dalle sabbie mobili in cui lo costringe una maggioranza basata su vecchie logiche spartitorie, che lo portano al terzo rimpasto, deve nominare una Giunta rinnovata. Una Giunta con un’equilibrata presenza di donne, come gli impone lo Statuto del Comune, che non è un pezzo di carta e riporta principi costituzionali inderogabili. Se si affidasse al criterio del merito di donne competenti ne troverebbe, e tante.
    Altrimenti le ricorrenti già pensano ad un nuovo ricorso.

  3. Alemanno per giustificarsi dice una cosa strana… “noi abbiamo una donna in giunta perchè in consiglio comunale ci sono 3 donne su 60″… A parte il fatto che sembra un molto poco opportuno “mal comune mezzo gaudio” ma poi, che c’entra? I consiglieri sono stati eletti dai cittadini, mentre la giunta è nominata dal sindaco. Non c’è nessuna relazione. Gli Assessori non si devono “pescare” in Consiglio. Chiunque può essere nominato tale. Proprio non sa nulla di come funziona l’amministrazione pubblica?
    E poi, quelle 101 dirigenti donna (anche questo, cosa c’entra con la Giunta?), è proprio sicuro di averle nominate lui? Non è che ce le ha già trovate al Comune? Qui ad es. si parla delle nomine di Alemanno e di dirigenti donne non ce ne è neanche una: http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/10_maggio_19/campidoglio-lista-50-dirigenti-1703043996599.shtml
    Le parole di questo consigliere Todini poi, che sembra vivere in un altro mondo, non sono neanche commentabili. Un consigliere del PdL che si mette di parlare di meritocrazia in politica e del ruolo delle donne sta cercando di prendersi gioco di noi… e non se lo può proprio permettere.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome