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Inviolatella Borghese: il primo sentiero del futuro parco urbano

Un itinerario urbano, facile, breve ma affascinante, nel verde del Parco di Veio ai piedi di Vigna Clara. Lo spunto per parlarne viene dalla nona giornata dell’Inviolatella Borghese che ha riscosso un indiscutibile successo di pubblico (leggi qui) mettendo però in evidenza un aspetto singolare che riguarda soprattutto i residenti nelle zone circostanti: la maggior parte delle persone che il 15 maggio ha partecipato alla manifestazione ignorava del tutto la presenza di un “parco urbano” di proprietà comunale.

La mancanza di informazioni nasce dalle situazioni di ambiguità che spesso contraddistinguono le aree verdi destinate alla fruizione pubblica: la presenza di cartelli che indicano un divieto di accesso o le numerose barriere presenti (cancelli, catene e sbarre) scoraggiano e intimoriscono i cittadini nella loro affannata ricerca di parchi e giardini.

I cinquanta ettari dell’Inviolatella Borghese sorgono invece su terreno comunale la cui destinazione naturale, una volta messa in sicurezza l’area, sarà il “Parco Urbano”: proprio all’Inviolatella recentemente è stato realizzato il primo sentiero che, con l’aiuto di una sequenza fotografica, VignaClaraBlog.it vuole descrivere per farlo conoscere.

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Il sentiero ha inizio al margine sinistro del grande prato che si trova a circa 200 metri dall’ingresso di Via dell’Inviolatella Borghese; il tracciato si snoda in piano e attraversa un tratto di bosco con alberi di alto fusto (prevalentemente alberi di Giuda, pioppi, robinie, salici, olmi e querce) e numerosi cespugli di rovo.

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Percorsi circa trecento metri, sulla destra in alto, si può osservare un “banco fluoritico” che emerge dalla vegetazione; la fluorite è un minerale molto diffuso che si presenta con cristalli di vario colore utilizzati per la fusione dei metalli.

Il banco dell’Inviolatella ha una ampiezza di alcune decine di metri ed è superiormente ricoperto da uno strato di tufo e da una folta vegetazione di sughere.

Proseguendo si arriva in una spianata dove recentemente sono state piantati, a cura del Comune di Roma e dell’Ente Parco di Veio, centinaia di alberelli (prevalentemente querce).

Al termine della spianata, in prossimità di una grande e antica sughera, il sentiero devia sulla destra e attraverso un passaggio ricavato tra le ginestre porta alla zona panoramica.

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Questa area confina con i terreni dell’Istituto Sperimentale di Cerealicoltura e con alcune proprietà private; da questo punto è possibile osservare la vastità della ex-tenuta che si estende fino alla Via Flaminia.

In lontananza, oltre gli alti palazzi, nelle giornate di cielo sereno, è possibile vedere i contorni dei Colli Albani che degradano verso il litorale.

Lasciata la quota più alta si dirige verso sud e dopo aver attraversato la piana, in prossimità di un segnale di colore arancio, si imbocca il sentiero ricavato tra i rovi e le ginestre.

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Si tratta di un breve tratto in discesa utilizzato un tempo dai cinghiali e dagli istrici che numerosi frequentano l’Inviolatella; al termine del sentierino ci si ritrova al punto di partenza.

Volendo si può, dopo il primo tratto pianeggiante, effettuare una variante: anziché seguire il sentiero di destra si volta a sinistra e si sale lungo una breve scarpata fino a ritrovarsi al di sotto di un cavalcavia recentemente ripulito e bonificato dai rifiuti; il cavalcavia (sopra scorre la Via Cassia) mette in comunicazione con i terreni compresi tra l’Istituto Marymount e un piccolo vivaio.

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Tutto il tracciato descritto, facile da seguire, è segnalato e prendendosela comoda non richiede più di un’ora: quando l’area verrà posta in sicurezza (ci auguriamo quanto prima) sarà una ideale alternativa per chi non intende sobbarcarsi, nella ricerca di verde e tranquillità, un lungo trasferimento in auto.

Francesco Gargaglia

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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6 COMMENTI

  1. quando il parco sarà reso realmente pubblico ovvero come Villa Ada o Villa Borghese? qui si procede a passo di Lumaca.
    Qualcuno sa qualcosa?

  2. Bello come sempre l’articolo, e le fotografie, di Francesco Gargaglia.
    Per rispondere alla domanda di rg, mi fa piacere di comunicare alcune notizie positive.
    Il Servizio Giardini del Comune di Roma sta progettando la messa in sicurezza dell’area a destra di Via dell’Inviolatella Borghese- confiscata alla criminalità organizzata – da realizzare entro l’anno, per la fruibilità da parte dei cittadini.
    L’Ente Parco di Veio ha chiesto in comodato al Comune il casale a destra dell’inizio di Via dell’Inviolatella Borghese per destinarlo a punto informativo del Parco. Il contratto di comodato è alla firma dell’Assessore Visconti.
    Il Comitato Cittadini per il XX Municipio ha chiesto all’Ente Parco che anche le Associazioni che storicamente si sono occupate del Parco stesso possano fruire del casale con tempi e modalità da definire.
    Per parte sua, il predetto Comitato ha in corso un’iniziativa che prevede la presentazione, entro l’autunno, al Parco di Veio e al Comune di Roma di un progetto per la messa in sicurezza dell’area a sinistra di Via dell’Inviolatella, cui si riferisce l’articolo, per la sua fruibilità da parte di tutti i cittadini.
    Come si vede, dopo tante lungaggini, a seguito della mobilitazione dei cittadini e dei loro Comitati, si può finalmente sperare nella fruibilità delle aree pubbliche per dotare i popolosi quartieri di Vigna Clara, Collina Fleming, San Godenzo, Tomba di Nerone e Grottarossa di spazi verdi degni di questo nome.

  3. I tempi sono lunghi, ma noi del Comitato Cittadino per il XX Municipio resistiamo e dopo aver conquistato anni fa 50 ettari di proprietà pubblica non ci fermeremo finchè non li vedremo aperti al pubblico, con attività compatibili con le splendide caratteristiche naturalistiche e paesistiche di questo tratto di campagna romana collocato tra popolosi quartieri. e finchè la proprietà comunale non sarà inserita all’interno di un parco campagna di 300 ettari che, come per il parco della Caffarella, rispetti i confini dell’antica tenuta agricola dell’Inviolatella Borghese.

  4. Si che ci si può andare; il fatto che il parco non sia in sicurezza non vuol dire che ci siano pericoli oggettivi (magari invece di qualche gradino c’è una scarpatina…non ci sono cestini per i rifiuti o la segnaletica…..tutto quà); i parchi si fanno dove c’è interesse da parte della popolazione residente perciò facciamo vedere ai nostri Amministratori che la cosa ci interessa, eccome!

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