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Ponte Milvio – Le telecamere uso spaventapasseri

Esattamente un anno fa fu annunciata con grande enfasi l’installazione delle otto videocamere a Ponte Milvio che, nelle intenzioni, avrebbero dovuto monitorare e prevenire in real-time gli effetti della movida e della microcriminalità a Ponte Milvio consentendo anche alle forze dell’ordine di agire su base pronto intervento. Sembravano la panacea di tutti i mali fino a quando non si scopre, un anno dopo, che sono servite solo da spaventapasseri non essendo state ancora collegate alla Sala Controllo della Polizia Municipale.

Era infatti il 10 febbraio 2010 quando il Presidente del XX Municipio, Gianni Giacomini, annunciò in diretta, nel corso della trasmissione “buongiorno regione” del TGR Lazio, l’avvenuta installazione delle otto videocamere, tutte di ultimissima generazione, posizionate in modo da consentire alla sala controllo della Polizia Municipale di visualizzare a 360 gradi tutti gli angoli della Piazza in presa diretta, istante dopo istante (leggi qui).
Sotto sorveglianza, inoltre, l’inizio delle strade che vi accedono, l’arcata della Torretta Valadier ed il primo tratto del Ponte, dove di sera si aggirano gli spacciatori e dove i vandali si dilettano a danneggiarlo con scritte ed incisioni.

Il progetto

Il progetto del grande fratello orwelliano del XX Municipio parrebbe essere costato circa 200mila euro. Si tratta di un finanziamento della Regione Lazio servito anche all’installazione di un analogo sistema di videosorveglianza a Prima Porta, in Piazza Saxa Rubra, ed alla realizzazione del ‘Quadrilatero Roma XX’, un organismo con sede in via Flaminia 872, presso il XX Municipio, voluto fortemente dal presidente Giacomini e da egli stesso coordinato (clicca qui).

Fu l’allora presidente della commissione municipale Traffico, Mobilità e Vigilanza Urbana, Antonio Scipione, a rendere noti i dettagli con una nota a finanziamento approvato (leggi qui).

I cittadini: saremo più tranquilli

Le telecamere di Ponte Milvio e di Prima Porta, alle quali si aggiunse poi quella di via Gradoli, dovevano dunque rappresentare il punto di forza della politica sulla sicurezza sul territorio del XX Municipio.

Nonostante le perplessità espresse e documentate (clicca qui) da Carlo Maria Mosco, presidente del Comitato per Via Gradoli, furono comunque salutate dai cittadini con un sospiro di sollievo: da oggi, si dissero, minuto dopo minuto c’è chi controlla, staremo dunque tutti più tranquilli.

Ma lo siamo stati?

A metterlo in dubbio qualche mese fa il regista Claudio Scamarca che, con una lettera aperta al Sindaco Alemanno, invitava il primo cittadino “a farsi una passeggiata a Ponte Milvio”.
Seguiva poi una cruda descrizione di una serata qualunque con fatti ed episodi che, se fossero stati attivi gli occhi delle telecamere, forse non sarebbero accaduti. Fatti ed episodi non smentiti – a conferma dell’inattività delle telecamere – nella risposta del Sindaco (leggi qui lo scambio di lettere).

La conferma, infine, arriva qualche giorno fa. Intervistato ad ampio raggio, il nuovo comandante del XX Gruppo di Polizia Municipale, Giuseppe Bracci, l’8 febbraio conferma a VignaClaraBlog.it che le telecamere di Ponte Milvio e di Prima Porta non sono ancora collegate alla Sala Controllo (clicca qui). “Lo saranno nei prossimi giorni” ma ad oggi, 17 febbraio, il competente Dipartimento del Comune di Roma, che ha in carico il problema, non ha ancora provveduto.

Sole solette

Da 12 mesi dunque le telecamere di Ponte Milvio e di Prima Porta sono  con gli occhi puntati su siti a rischio ma lo sono in modalità stand-alone. Pare però che registrino ciò che accade, quindi, all’occorrenza, possono fornire a posteriori, accedendo ai dati della centralina locale,  un’eventuale prova di un atto criminoso. Ma per quanto riguarda il monitoraggio in real-time, ai fini prevenzione e pronto intervento, non essendo collegate, ad oggi non sono di alcuna utilità. Sole solette, sembrano degli spaventapasseri.

Fabrizio Azzali

© riproduzione riservata – proprietà EdiWebRoma

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4 COMMENTI

  1. In via generale, circa l’efficacia delle telecamere, lo studio ricognitivo pubblicato su questo blog e citato nel testo dell’articolo, credo faccia chiarezza.

    Nel particolare e con riguardo a Via Gradoli, gli abitanti continuano a sobbarcarsi delle spese per il rifacimento degli impianti elettrici e meccanici del cancello, danneggiati innumerevoli volte dall’installazione delle telecamere.

    I colpevoli non sono mai stati identificati, né sono mai state acquisite le immagini espressamente richieste in alcune denunce.

    Forse perché non sono mai state riprese?

    Forse più che “sóle sólette”, nel senso di abbandonata a se stesse, qui si tratta di vere “sòle”, come si dice a Roma.

  2. Anche in Via Gradoli le tanto decantate telecamere non funzionano, conseguentemente c’è chi sfascia (ed è successo più volte) il cancello principale e quello pedonale e non viene ovviamente individuato. Vignaclara blog può cortesemente informare i suoi lettori del costo finale delle telecamere installate a ponte milvio, largo sperlonga, via gradoli ecc.? In XX circoscrizione può essere aperta un’inchiesta sull’installazione delle telecamere oppure, come al solito, deve finire tutto sotto silenzio “all’italiana”? Spero che qualcuno, dopo aver letto questo articolo, si sensibilizzi a riguardo e passi all’azione, grazie

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