Home ARTE E CULTURA Roma Film Fest: pellicole di qualità punteggiano la terza giornata

Roma Film Fest: pellicole di qualità punteggiano la terza giornata

Tre pellicole di ottimo livello e l’assenza di vere star sul tappeto rosso hanno caratterizzato la terza giornata della V Edizione del Festival del Film di Roma. Da prendere seriamente in considerazione per la vittoria nella competizione sono il film italiano La Scuola è Finita, con Valeria Golino, e Dog Sweat, la pellicola girata clandestinamente a Teheran, mentre si lascia apprezzare lo spietato Animal Kingdom, firmato dal giovane talento David Michôd e qui presentato fuori concorso nella Selezione Ufficiale.

La nostra terza giornata alla V Edizione del Festival del Film di Roma la trascorriamo interamente alla Sala Cinema Lotto di Via Norvegia dove sono in programma tre film della Selezione Ufficiale (due in concorso ed uno fuori competizione).
Poco prima delle 15, orario fissato per l’inizio della prima proiezione, tre rappresentanti del manifesto Tutti a Casa spiegano brevemente le ragioni che hanno portato oltre trenta associazioni dell’audiovisivo italiano alla protesta e alla clamorosa occupazione del red carpet il giorno dell’inaugurazione ufficiale della rassegna romana (leggi qui il nostro resoconto). Ricevuti gli applausi del pubblico presente in sala, i tre ringraziano per l’attenzione ed invitano a consultare l’indirizzo facebook del movimento per essere aggiornati sulla situazione della lotta contro i tagli al Fondo Unico dello Spettacolo e contro la chiusura della Casa del Cinema.

Buio in sala: inizia la proiezione di La Scuola è Finita, il film firmato da Valerio Jalongo ed incluso nel concorso della Selezione Ufficiale. Siamo all’istituto “Pestalozzi” di Roma, una scuola pubblica dove alunni e professori condividono la stessa noia e il medesimo sfinimento. Davide “Alex” Donadei (interpretato da Fulvio Forti) è un ragazzo introverso e problematico che distribuisce  pasticche colorate durante la ricreazione. Per questa ragione è assai popolare tra i ragazzi ma poco amato dai docenti: fanno eccezione la professoressa di scienze Daria Quarenghi (Valeria Golino) e il professor Talarico (Vincenzo Amato) che, pur con i loro difetti e nonostante i loro problemi, cercano di occuparsi concretamente del loro alunno. Si tratta di un film riuscito e convincente, fluido nella narrazione, credibile nel dipingere un ritratto del complesso e misterioso universo giovanile e attento nel ricostruire le dinamiche delle giornate tra i banchi e per i corridoi della scuola. La pellicola si avvale di una regia sicura (Valerio Jalongo), di una sceneggiatura solida (Francesca Marciano, Daniele Luchetti, Alfredo Covelli e lo stesso Jalongo) e di un cast artistico di ottimo livello: bravi Forti, la Golino e Amato, da citare la calibrata e riuscita interpretazione di Antonella Ponziani, nei panni della madre di “Alex”. Ultimo ma non ultimo, la musica – la colonna sonora composta da Francesco Sàrcina (Le Vibrazioni), i brani originali di Paolo Buovino e quelli suonati dai gruppi musicali dei ragazzi – è una delle carte vincenti di questo ottimo lungometraggio che uscirà nelle sale il 12 novembre.

Terminata la proiezione, usciamo all’esterno aggirandoci nell’affollatissimo Villaggio del Cinema. Dopo aver buttato un occhio al red carpet, dove non si prevede, almeno per il momento, l’arrivo di star di prima grandezza, all’auditorium ci imbattiamo in un indaffaratissimo Massimo Ghini. La biglietteria è presa d’assalto da molti appassionati di cinema che cercano di accaparrarsi i tagliandi per gli eventi di oggi e dei prossimi giorni, al bar si chiacchiera amabilmente della settima arte in una giornata senza nuvole e dalla temperatura più che accettabile.

Verso le 17.30  torniamo alla Sala Cinema Lotto dove attendiamo con grande curiosità la proiezione di Dog Sweat, la pellicola di Hossein Keshavarz girata clandestinamente a Teheran ed inclusa nel concorso della Selezione Ufficiale. In essa viene rappresentata la vita di sei giovani incompresi dai loro familiari e la cui voglia di vivere, le cui aspirazioni e desideri sono schiacciati e compressi dalla rigidissima società islamista: una femminista è coinvolta in una relazione con un uomo sposato, una pop singer regista clandestinamente la sua canzone, due amanti cercano un posto dove poter stare in intimità, un gay affronta un matrimonio combinato dalla madre, un ragazzo distrutto dal dolore si ritrova faccia a faccia con i fondamentalisti. Il film ci ha convinto e ci è piaciuto moltissimo: esso ci mostra uno spaccato inedito e sorprendente della capitale iraniana, ci fa vedere dei ragazzi che hanno le stesse caratteristiche dei giovani di tutto il mondo, punta i riflettori sulla rigidità e la chiusura di una società che annulla e comprime i loro desideri e le loro aspirazioni, costringendoli ad arrendersi, a seguire le proprie inclinazioni solo quando la porta è chiusa, a lottare per affermare la propria personalità. Tutto il cast artistico è all’altezza della situazione (in particolare, bravissime tutte le, splendide, interpreti femminili) e Keshavarz, che ha scritto, diretto e prodotto la pellicola, se la cava egregiamente dietro la macchina da presa. Speriamo trovi un distributore italiano: il film è da vedere e da prendere in considerazione per la vittoria nella competizione.

L’Auditorium e il Villaggio del Cinema sono sempre più animati, gli spettatori entrano ed escono dalle sale, mentre gli accreditati, stazionando nei pressi della sala stampa, si affrettano ad ultimare un “pezzo” o si precipitano altrove per “coprire” ancora un altro evento.

Noi torniamo alla Sala Cinema Lotto, dove alle 20 è in programma Animal Kingdom, la pellicola australiana che ha vinto un premio molto importante al Sundance Film Festival. Scritto e diretto dal giovane talento David Michôd, il film racconta la storia di un nucleo familiare spietato, che vive di rapine e di spaccio nella zona di Melbourne, terrorizzando la città ed ingaggiando una lotta sanguinaria contro la polizia. Il giovane Josh, ultimo arrivo del clan Cody, sarà l’elemento che spariglierà le carte. I punti di forza di questa pellicola sono senza dubbio i dialoghi, molto efficaci, e la psicologia dei personaggi, delineata con grande precisione ed attenzione. Ci piace molto anche il montaggio, che prevede scene lunghe e di ampio respiro e non tagli continui, come, invece, sarebbe accaduto se il film fosse stato prodotto negli USA. Michôd sa rendere con abilità la sensazione di paura che serpeggia nell’animo di tutti i componenti della famiglia Cody, sa calibrare e posizionare nei punti giusti le scene cruente, sa costruire un intreccio complesso e comprensibile per il quale nel “regno animale” sopravvivono solo i più forti a condizione che abbiano protezioni importanti. Da elogiare l’interpretazione di Guy Pearce che veste i panni del detective Nathan Leckie. Il film, incluso nella Selezione Ufficiale ma fuori concorso, da venerdì è già nelle sale italiane.

Giovanni Berti

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1 commento

  1. La scuola è finita. Il 29 ho visto questo bellissimo film al festival di Roma. Probabilmente non tutte le scuole d’Italia sono così ma molte si. E’ un disegno realistico sul degrado che c’è nei ns giorni, non solo a scuola ma nella vita. Infatti la vita si rispecchia sulle istituzioni e viceversa. Ma nel finale mi da un senso di positività, non per la scuola in generale ma per le singole persone. Nel finale si vede l’umanità di 3 personaggi con pregi e difetti che nonostante l’uragano che li sta coinvolgendo riescono cmq a sorridere. E’ un film con un finale aperto al positivo non al negativo. Bellissimo lo consiglio a tutti. Valeria Golino ha un grande impatto, è davvero bravissima in questo film, la migliore di tutti insieme al ragazzo. Le musiche delle Vibrazioni bellissime e coinvolgenti!

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