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Labaro – la chiusura della stazione è proprio indispensabile?

labaro2.jpgRiceviamo e pubblichiamo una lettera aperta al dott. Adalberto Bertucci, Amministratore Delegato Atac Spa, di Vincenzo Pira
“Gent.mo Dott. Bertucci, sono un cittadino che ogni giorno si reca alla stazione di Labaro per prendere il trenino che porta a Piazzale Flaminio. Lo faccio da 15 anni, negli ultimi dei quali vi è stato un forte aumento del numero dei viaggiatori che dovrebbe imporre un rafforzamento della linea e un miglioramento dei servizi. Invece è ogni giorno peggio.”

 Così inizia la lettera di Vincenzo Pira che fa seguito alla nota emessa questa mattina dall’Agenzia Roma Mobilità col quale si comunica la chiusura della stazione Labaro per i prossimi tre mesi per lavori di ammodernamento (leggi qui).
Lettera che così prosegue: “Ho sentito spesso negli ultimi anni, perché direttamente interessato, le promesse fatte da chi è responsabile di questo servizio. La nuova stazione a Piazzale Flaminio quando sarà pronta ? L’attuale è del tutto inadeguata; i vecchi e le persone diversamente abili non riescono a salire nei treni in quanto mancano le banchine. Le condizioni di sicurezza non rispettano minimamente i parametri necessari; il numero di passeggeri in certe ore è tale che se succede qualsiasi incedente non si riesce ad uscire e sarà del tutto inutile il ricordare che in tanti lo hanno più volte denunciato.”

“Il Comitato Cittadini & Servizi composto dalle seguenti associazioni: ADICONSUM Roma e Lazio, ADOC Roma e Lazio, Assoutenti UTP, Dimensione Trasporti, Federconsumatori Roma e Lazio avevano firmato con l’azienda che gestiva il servizio una intesa per superare alcune criticità:
1) le informazione all’utenza nei casi di irregolarità del servizio;
2) i tempi di attesa;
3) il comfort e la vivibilità nei treni e nelle stazioni;
4) la quantità e la qualità delle prestazioni professionali.
Sono passati più di tre anni e ben poco è stato fatto. I treni nuovi promessi non si vedono. Comunicazioni di servizio inesistenti in quasi tutte le stazioni. I cittadini hanno più volte fatto richieste per aumentare il numero di corse negli orari di maggior affluenza. Invece, come ogni estate sono già decine, ogni giorno, le corse cancellate. C’è gente che continua a lavorare anche a luglio ed agosto. E il numero di turisti che usano tale servizio è fortemente aumentato. I treni sono del tutto inadeguati : sporchi, c’è sempre qualche porta che non si apre senza climatizzatori in estate diventano forni ambulanti.”

“Ora un fogliettino appeso in una parete ci informa che per due mesi e mezzo la stazione di Labaro sarà chiusa. Era proprio indispensabile ? Non si poteva concludere in due loti la ristrutturazione delle stazione? I cittadini di Labaro dovranno pagare con ulteriori disagi in una condizione già molto difficile in partenza. Il comune si appresta ad aumentare il costo del biglietto e degli abbonamenti ma il servizio è pessimo.  Aspettiamo da lei, e dalle associazioni dei consumatori che si erano prese l’impegno di monitorare il servizio, risposte dovute a chi paga il servizio e reclama diritti di cittadinanza. Stanco di essere suddito silenzioso.”

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1 commento

  1. Una cittadina, dipendente Rai a Saxa Rubra ha presentato il seguente esposto alla Procura della Repubblica di Roma :

    Procura della Repubblica presso il Tribunale Ordinario di Roma
    Dipartimento Mobilità e Trasporti – U.O. Promozione dei Sistemi di Trasporto Innovativo e TPL di Linea – c.a. Ing. Gianfranco Taccari Via Capitan Bavastro, 94 00154 Roma
    ATAC S.p.A Via Volturno 65, 00185Roma
    La sottoscritta P. F. , residente in Roma, intende denunciare intollerabili disservizi cagionati dalla società ATAC S.p.A. ai pendolari della linea ferroviaria Roma – Civitacastellana – Viterbo ed in particolare del tratto urbano tra le stazioni di Piazzale Flaminio e Montebello.
    Trattasi della linea ferroviaria che collega la città di Roma con il capoluogo della Tuscia e che svolge anche un servizio di trasporto urbano nel tratto compreso fra Piazzale Flaminio e la stazione di Montebello, passando per le stazioni di Euclide, Acqua Acetosa, Campi Sportivi, Monte Antenne, Tor di Quinto, Due Ponti, Grottarossa, Saxa Rubra, Centro Rai, Labaro, La Celsa, Prima Porta, La Giustiniana. E’ un tratto urbano di particolare rilevanza in quanto consente di congiungere zone periferiche e residenziali della città con zone più centrali ove, trovandosi numerosi uffici, si svolge la vita lavorativa di molti cittadini della capitale e delle zone limitrofe; pertanto è una linea con elevata utenza quotidiana.
    Come noto, e come può leggersi sul sito http://www.atac.roma.it/index.asp?p=52, l’azienda del trasporto pubblico di Roma ATAC S.p.A. deriva dalla fusione di Atac, Metro e Trambus e gestisce tutte le modalità di trasporto pubblico della città di Roma. L’obiettivo dichiarato di questo nuovo assetto dovrebbe essere integrare, efficientare e migliorare l’offerta e la qualità dei trasporti pubblici della Capitale.
    In realtà su tale tratto si verificano quotidianamente numerosi disservizi che arrecano rilevanti danni ai passeggeri, ovvero soppressione di corse con una media di circa 20 – 30 settimanali, ritardi nell’arrivo e nella partenza dei treni. Le corse, che dovrebbero essere garantite ogni 15 – 20 minuti, vengono sistematicamente soppresse anche nelle c.d. “ore di punta” in cui le persone si recano al lavoro o rientrano nelle proprie case. Da ciò deriva che frequentemente si arriva nel luogo di lavoro ben oltre l’orario di ingresso previsto contrattualmente con conseguente necessità di utilizzare permessi o altre forme di giustificativi che incidono sensibilmente sull’ammontare dello stipendio mensile.
    O ancora – quando ritardi e soppressioni si verificano la sera – si è costretti ad attendere molto tempo (anche più di un’ora) per riuscire a prendere un treno e far rientro a casa. A tal proposito si evidenzia che alcune stazioni si trovano in luoghi defilati, scarsamente illuminati, alcuni anche fortemente degradati; spesso le persone rimangono sole e soprattutto le donne sono esposte a potenziali rischi (cfr. foto della stazione presso il Centro Rai, in allegato). Si ricorda il noto e recente fatto di cronaca accaduto alla sig.ra Patrizia Reggiani proprio presso la stazione di Tor di Quinto, attraversata dalla linea urbana di cui trattasi. Ulteriore conseguenza della soppressione delle corse è l’affollamento dei rimanenti treni che effettuano le corse; le banchine si sovrappopolano di persone che attendono corse soppresse e che poi si accalcano per riuscire a prendere i treni disponibili, di talché i viaggi diventano insostenibili. Né vi è personale nelle stazioni a cui chiedere informazioni o spiegazioni per ritardi e assenza di servizio. Eppure gli utenti acquistano abbonamenti e biglietti per l’utilizzo di questi mezzi e in caso di mancanza degli stessi sono soggetti a specifiche multe!
    Ad oggi sono numerosi gli esposti, le denunce, le richieste di intervento presentati agli Uffici preposti, ma rimasti o senza riscontro alcuno o senza un’effettiva ed efficace azione risolutiva del grave problema che oramai si reitera da numerosi anni.
    A titolo esemplificativo si allegano alla presente alcuni degli esposti e delle denunce presentati sin dal 2005 e si sintetizzano di seguito alcuni dei più recenti reclami.
    In data 20 aprile 2010 – con mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico – Mobilità Comune di Roma – si segnalava che in par data il treno da Montebello a Flaminio era stato atteso per quasi un’ora, dalle 18.55 alle 19.40, in un luogo isolato e di sera. Questa mail sembra sia stata inoltrata alla Direzione Sviluppo e Controllo dei Sistemi di Trasporto Pubblico del Dipartimento Mobilità e Trasporti e all’Assessorato Politiche della Mobilità e poi all’Unità Organizzativa Promozione dei Sistemi di Trasporto Innovativo e Tpl di linea, ma senza riscontro e seguito alcuno.
    In data 17 maggio 2010 – con mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico – Mobilità Comune di Roma – si rendeva noto che erano state soppresse ben quattro corse tutte nella fascia oraria mattutina più importante ai fini del raggiungimento in tempo del luogo di lavoro (8.38, 8.48, 8.58, 9.08). Questa mail sembra sia stata inoltrata alla Direzione Sviluppo e Controllo dei Sistemi di Trasporto Pubblico e all’Assessorato Politiche della Mobilità (con nota repertorio n. 4355) e poi all’ATAC in qualità di gestore del servizio ferroviario sulla linea Roma – Civitacastellana – Viterbo, ma senza riscontro e seguito alcuno.
    In data 29 maggio 2010 venivano soppresse ben tredici corse: alle 11.45, alle 12.52, alle 13.00, alle 13.54, alle 14.04, alle 14.50, alle 15.16, alle 16.02, alle 16.26, alle 17.06, alle 17.40, alle 18.16, alle 19.46. Come può notarsi molte delle corse soppresse sono proprio quelle indispensabili a numerosissimi lavoratori per far rientro a casa dopo il lavoro.
    Da ultimo alla data del 31 maggio 2010 – con mail all’Ufficio Relazioni con il Pubblico – Mobilità Comune di Roma – si rendeva noto che nella mattina erano state soppresse circa una decina di corse e che pur telefonando alle stazioni di interesse non si era riuscito ad avere informazioni essendoci semplicemente dischi registrati; la mail sembra sia stata trasmessa all’U.O. Promozione dei Sistemi di Trasporto Innovativo e Tpl di linea del Dipartimento Mobilità e Trasporti, ma è rimasta anche questa priva di seguito.

    Ai numerosi reclami hanno fatto seguito giustificazioni, a volte improbabili, degli autisti dei mezzi pubblici, dei capitreno e dell’Ufficio clienti, senza tralasciare le esplicite ammissioni da parte degli autisti di forme di agitazioni, proteste e scioperi a singhiozzo attuate in violazione delle disposizioni normative in vigore.
    A titolo esemplificativo si cita una delle risposte dell’Ufficio Clienti dell’allora Me.tro S.p.A. (oggi in ATAC S.p.A.) nella quale si deduce che la causa del “disguido” è la carenza di capitreno, ma che tuttavia “il problema delle corse serali saltate della Roma-Viterbo è in via di risoluzione” ” nell’arco di tre settimane il problema sarà totalmente risolto”. Ma così non è stato.
    E poi ancora il medesimo Ufficio rappresentava che “stiamo vivendo su questa ferrovia (ndr Roma-Viterbo) grossi disagi che influiscono profondamente sul servizio offerto. Uno dei motivi principali è imputabile all’esodo anticipato del quale gran parte del personale viaggiante ha usufruito…Detti prepensionamenti, non attesi, hanno determinato inevitabili carenze di personale. Le dovute sostituzioni, attraverso concorsi interni, risentono di tempi burocratici e tecnici per la formazione, il tirocinio e l’affiancamento”.
    Come può notarsi trattasi comunque di interna corporis della società che non possono e non devono ricadere sugli utenti che pagano i loro abbonamenti e hanno diritto a poter rispettare l’orario di ingresso nei propri uffici e tornare a casa la sera in tempi adeguati senza attendere ore, inermi e a volte in stazioni desolate.
    In merito al ruolo e alle responsabilità di ATAC appare utile rammentare quanto contemplato nel “Contratto di Servizio 2005 -2011” sottoscritto fra il Comune di Roma e ATAC S.p.A. e nella deliberazione della Giunta Comunale n. 477 del 14 settembre 2005 di approvazione del predetto Contratto.
    Segnatamente il Contratto di Servizio recita:
    – all’art. 11, comma 1 “Pianificazione e Progettazione dei Servizi”, “ATAC S.p.A., in forza della Deliberazione del Consiglio Comunale di Roma n. 127/04, pianifica, programma e regola il servizio di trasporto pubblico locale nel rispetto degli obiettivi e delle linee guida stabilite dall’Amministrazione e degli standard qualitativi del sevizio previsti nella Carta dei Servizi”;
    – all’art. 15, commi 1- 3 “Rapporti con l’utenza”, “ATAC S.p.A. è unico responsabile di tutte le attività di informazione e assistenza all’utenza (..)”, “ATAC S.p.A. dovrà curare l’informazione sui servizi presso i capolinea, le fermate e le stazioni della metropolitana….”, “ATAC S.p.A. è altresì responsabile dei rapporti con l’utenza tramite il sito internet dell’azienda, il numero verde, la radio digitale, il sistema video, gli sportelli aziendali e la gestione delle risposte agli utenti….”;
    –all’art. 17, commi 1 – 4 “Informazioni e comunicazioni”, “ATAC S.p.A. cura la comunicazione all’utenza sui servizi di trasporto pubblico attraverso una struttura dedica che opera attraverso il proprio sito internet, la radio digitale, il sistema video a bordo dei mezzi di superficie e delle metropolitane (limitatamente ai mezzi di nuova acquisizione), il numero verde, uno sportello dedicato, un numero di fax e quanto altro utile ed opportuno per una corretta ed estesa comunicazione”, “ATAC S.p.A. assicura i tempi di risposta ai reclami degli utenti…”, “Le informazioni fornite da ATAC S.p.A. tramite il numero verde, la radio digitale, il sistema video e sito internet devono riguardare almeno: il sistema tariffario, gli orari di servizio delle linee di trasporto pubblico di competenza del Comune di Roma, inclusi gli orari di partenza dai capolinea e di passaggio alle fermate per le linee ad orario e gli orari dei servizi ferroviari regionali che servono il Comune di Roma, nonché tutte le variazioni ai servizi determinate da modifiche temporanee, manifestazioni, cambiamenti ecc.”; relativamente alle interruzioni temporanee ATAC “ne curerà la tempestiva comunicazione all’utenza tramite comunicati stampa, la radio digitale, sistema video e il sito internet”.
    Nulla di quanto sopra previsto è di fatto rispettato.
    La deliberazione n. 477 del 14 settembre 2005 di approvazione del Contratto di Servizio tra il Comune di Roma e ATAC S.p.A. per la gestione dei servizi di trasporto pubblico locale per il periodo 2005-2011, dispone che:
    –”il Comune di Roma riconosce ad ATAC S.p.A. un corrispettivo annuo pari ad Euro 40.000.000,00 oltre IVA per lo svolgimento delle attività”. Medesimo impegno economico è contemplato all’art. 20 del Contratto di Servizio che prevede altresì l’impegno del Comune ad incrementare con decorrenza 1 gennaio 2009 il corrispettivo predetto dell’importo di Euro 10.000.000,00 oltre IVA;
    –”il Comune di Roma si impegna altresì ad integrare a favore di ATAC S.p.A. gli eventuali mancati ricavi determinati dalle agevolazioni concesse a particolari categorie di utenti in base ad un importo determinato annualmente a consuntivo”. Medesimo impegno è contemplato all’art. 20 del Contratto di Servizio;
    –”che il Contratto di Servizio oggetto della presente deliberazione prevede altresì l’applicazione di una penalità per il mancato raggiungimento degli standard di qualità erogata dal servizio svolto da ATAC S.p.A…..”
    Ebbene, il Comune di Roma trasferisce un rilevante ammontare economico ad ATAC al fine di garantire un efficiente servizio di trasporto a favore della collettività, ma di fatto tale servizio non viene reso o comunque non reso nelle forme adeguate.
    Tra i pendolari vi sono anche particolari categorie di utenti per i quali sono previsti interventi integrativi da parte del Comune ad ATAC, ma che subiscono le medesime inefficienze del servizio.
    Sono previste penali per il mancato raggiungimento degli standard di qualità che dovrebbero essere applicate ad ATAC.

    A quanto sopra descritto si aggiunge la sporcizia e la vetusta di molti treni, ancora ad oggi privi anche di impianti di aria condizionata, che sarebbe un sollievo contro il costante sovraffollamento nei vagoni.
    Rammentiamo, ove occorresse, che trattasi di un pubblico servizio la cui interruzione integra gli estremi del reato di cui all’art. 340 del codice penale “Chiunque, fuori dei casi preveduti da particolari disposizioni di legge, cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità, è punito con la reclusione fino a un anno. I capi, promotori od organizzatori sono puniti con la reclusione da uno a cinque anni”.
    Recentemente la VI sezione penale della Corte di Cassazione – nella sentenza n. 26077 depositata il 9 giugno 2004 – ha ribadito e chiarito che ai fini della sussistenza del citato reato “è sufficiente, ai fini del delitto, che l’entità del turbamento della regolarità dell’ufficio o l’interruzione del medesimo, pur senza aver cagionato in concreto l’effetto di una cessazione reale dell’attività o uno scompiglio durevole del funzionamento, siano stati idonei ad alterare il tempestivo, ordinato ed efficiente sviluppo del servizio, anche in termini di limitata durata temporale e di coinvolgimento di uno solo settore” (ex plurimis, anche Cass. sezione VI, 3 maggio 1999)
    Difatti, la giurisprudenza di legittimità è concorde nel ritenere che per la configurabilità del delitto di cui all’art. 340 c.p. la durata dell’interruzione come l’entità del turbamento del servizio sono indifferenti e irrilevanti in quanto l’interesse tutelato dalla norma incriminatrice riceverebbe nocumento dalla estensione dell’alterazione, oltre che all’ufficio o al servizio nel suo complesso, anche alla singola funzione o prestazione (Cass. Sezione VI sentenza n. 6654 del 9 luglio 1997).
    Rileva infatti che l’interruzione sia stata lesive del regolare funzionamento del servizio della P.A. ed abbia cagionato disagi agli utenti del servizio per l’alterata prestazione di esso.
    Nel caso di specie non trattasi di semplici o “fisiologici ritardi”, ma di reiterati, sistematici, conosciuti ed evitabili episodi di disservizi di durata apprezzabile che cagionano serie e rilevanti problematiche agli utenti che ripongono un legittimo affidamento sulla puntualità degli orari.
    Per quanto sopra esposto si richiede che sia fatta chiarezza sui disservizi cagionati dalla società ATAC S.p.A. al fine di verificare la configurabilità del reato di interruzione di pubblico servizio e/o di qualsivoglia altra ipotesi di reato che dovesse ravvisarsi nei fatti esposti, con conseguente punizione dei responsabili e risarcimento dei danni cagionati agli utenti

    Roma________________f.to

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