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Tempi duri per i writers: manca solo l’ok del Sindaco Alemanno

barbari.jpgTempi duri finalmente per i writers. Basta con le scritte vandaliche sui muri, sui palazzi e sui monumenti della città, Ponte Milvio docet. Roma dichiara guerra ai graffitari, manca solo il via da parte del Sindaco Alemanno e poi chi imbratta sarà costretto a ripulire quanto ha sporcato. Siamo ad una svolta nella battaglia a difesa del decoro urbano?

L’iniziativa parte dalla Commissione Sicurezza del Campidoglio presieduta da Fabrizio Santori che ha approvato un progetto che propone, come punizione alternativa alla condanna, che siano gli stessi writers a ripulire laddove hanno sporcato. «Il progetto è stato approvato pochi giorni fa dalla Commissione sicurezza – spiega Fabrizio Santori – e potrebbe diventare operativo anche a partire da gennaio se il sindaco è d’accordo. Si tratta di un’iniziativa innovativa in Italia perché prevede il recupero sociale di questi ragazzi che come condanna alternativa possono riparare al danno arrecato ripulendo quanto da loro stessi sporcato, senza alcun costo per l’amministrazione comunale». La proposta prevede inoltre quanto già adottato nel comune di Milano, la creazione di un archivio delle ‘tag’ per consentire di risalire ai responsabili e la costituzione di parte civile del Comune di Roma in ogni processo contro i writers.

Ora la parola passa al sindaco Alemanno dal quale la città si attende una risposta positiva ed immediata. Come non ricordare infatti che fu proprio il Sindaco a dichiarare ad Agosto 2008, pochi mesi dopo la sua elezione, “La tolleranza zero sulle regole sarà la stella polare di questa amministrazione. Quello della tolleranza zero è un principio che può creare dei problemi ma Roma deve indubbiamente diventare la capitale italiana delle regole. Sull’eccesso di graffiti e su come punire gli autori abbiamo allo studio, con il Ministro degli Interni Maroni, un pacchetto di misure alternative, ad esempio chi verrà preso a sporcare i muri dovrà non solo cancellare la sua scritta ma anche altri dieci ” (leggi qui) reiterando poi un anno dopo, lo scorso agosto 2009, le stesse intenzioni annunciando un giro di vite sulla sicurezza e sul decoro urbano (leggi qui).

Roma è immensa ed immenso è il suo patrimonio artistico, culturale, storico-architettonico nel quale nel piccolo (si fa per dire) territorio di Roma Nord Ponte Milvio spicca per la sua importanza.  Un Ponte Milvio bistrattato dall’incuria e dal vandalismo giunto perfino a deturpare le pareti interne della scala d’accesso alla Torretta Valadier. Un vandalismo becero consumato da barbari e cavallette che sciamano col pennarello nero nella tasca dei jeans o con due euro già pronti per acquistarne uno dagli ambulanti abusivi che stazionano sul ponte senza che nessuno fermi né gli uni né gli altri.
Stupidi cantori dell’amore graffiato che non temono nemmeno alla luce del giorno di usare vernice e pennello per scrivere sui sanpietrini del Ponte un enorme cuore con un enorme ti amo ed un lungo melenso messaggio “che nemmeno Cyrano De Bergerac si sarebbe sognato di scrivere alla sua Rossana” (leggi qui)

La parola è al sindaco Alemanno. E’ ora di passare dalle parole ai fatti, come disse qualcuno.  (red.)

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7 COMMENTI

  1. Se l’ordinanza colpisce solo i writers e non anche, ma forse sabbe meglio dire soprattutto, i tantissimi manifesti di propaganda politica che vengono affissi abusivamente deturpando profondamente le mura della nostra città, anche per conto dello stesso Sindaco Alemanno, per il quale la tolleranza zero sulle regole vige solo nei confronti degli altri.
    Sono d’accordo sul fatto che lo scrivere sui muri e sui monumenti sia un’attività deprecabile, ma i nostri rappresentanti politici più che di perseguirli si dovrebbero preoccupare dell’esempio che danno ai writers.

  2. Vabbè pero’ iniziamo da qualcosa, intanto preserviamo monumenti ed edifici da questi vandali che chiamano writers, poi ci si occupera’ anche dello scempio dei manifesti che deturpano gli stessi luoghi ad ogni tornata elettorale.

  3. I manifesti abusivi aumentano in campagna elettorale, ma certo non è che negli altri periodi non ci siano, anzi.
    Sull’iniziare da qualcosa, qualche anno fa alla Marcia della Pace Perugia Assisi un gruppo di scout camminava dietro uno striscione: “Se comincio da me, qualcosa cambierà”; ecco il punto è proprio questo: si comincia sempre dagli altri, mai da se stessi e questo è uno dei motivi per cui non cambia mai niente.
    Se il provvedimento avesse detto: iniziamo dai manifesti abusivi, domani penseremo ai writers mi sarei convinto che in breve tempo avremmo risolto ientrambi i problemi; invece l’ordinanza dice oggi pensiamo ai writers, domani ai writers, dopodomani… pure.
    Sono pronto a scommettere che fra dieci anni i muri delle nostre città saranno ancora deturpati dai manifesti con i faccioni sorridenti dei nostri politicanti da strapazzo.

  4. Cerchiamo però di essere un po’ obiettivi. Qui si parla di reprimere in qualche modo, con sanzioni “all’americana” che personalmente approvo, gesti volgari e vandalistici che deturpano i nostri monumenti e per i quali fino a oggi è prevista solo una sanzione amministrativa cioè una multa.
    L’aspetto affissioni abusive, che per essere corretti e coerenti non riguarda solo i politici basta guardare in giro per le nostre strade, è già considerato da apposite leggi. Basterebbe farle rispettare, tutto qui. Quindi per me fa bene il sindaco Alemanno se da il suo ok a questa iniziativa anche perchè non farebbe altro che dare corpo alle sue parole di 18 mesi fa, ha aspettato pure troppo.
    Saluti. Caterina.

  5. Sul muro del mio palazzo , astutamente sull’intonaco e non sul marmo trattato in modo da lavare rapidmaente la scritta, la scorsa setitmana una mano misteriosa ha tracciato in rosso a caratteri cubitali una bestemmia “Dio…..radagio” (i puntini nascondono una parola che intuirete). Un’offesa ignorante e becera.

    Quanto ai manifesti abusivi, oltre all’abusivismo c’è un altro porblema che si trascina da anni l’evasione fiscale diffusa dei manifesti regolari. Dati del Campidoglio: le affisioni fruttano alle casse del Comune di Roma entrate pari a 1/3 quelle dle COmune di Milano. Tutti conosciamo la diversa estensione teritoriale di Milano, pari se non sbaglio proprio al solo nostro XX Municipio.
    Lunedì il sindaco Alemanno intervenendo al slaone dell’editoria ha ribadito l’impegno del Comune a smatellare l’abusivismo della cartellonisitica e iniseme a costringere a pagare per tutte le affissioni regolari. Inoltre, ha illustrato la proposta di inserire nello stesso impianto pubblictario anche telecamere per garantire al sicurezza in quel tratto di strada.

    Saluti

    Emanuela

  6. Il fatto che già esistano apposite leggi in materia di affissione abusiva è un’aggravante: visto che i rappresentanti istituzionali violano bellamente tali leggi, con quale autorevolezza possono legiferare nei confronti dei writers?
    A parità di reato, se a commetterlo è un rappresentante delle istituzioni è cosa ben più grave che un normale cittadino: chi rappresenta le istituzioni per essere credibile nella sua opera di far rispettare le leggi deve essere assolutamente obbediente ad esse.
    Il problema è che noi li votiamo lo stesso anche se insozzano le nostre città (magari con manifesti con i quali ci promettono che tuteleranno il decoro cittadino e che combatteranno il degrado) o peggio; è vero che se volessimo votare per un qualunque politico che non affigga abusivamente i propri manifesti, ci resterebbe solo la scelta di barrare la scheda perché non se ne salva uno; ma proprio questo si potrebbe evitare di dire “bravo Alemanno che dichiara guerra ai graffitari” e dire invece “Alemanno pensi prima alla piaga dei manifesti abusivi, cui ha tanto contribuito, e poi ai graffitari”; ovvero, parafrasando il Vangelo, “Alemanno pensi prima alla trave nel suo occhio e poi alla pagliuzza in quello dei graffitari”.
    Sia ben chiaro: ho fatto il nome di Alemanno perché è il Sindaco in carica e perché suo è il provvedimento anti-writers, ma le stesse considerazioni sarebbero valse per chiunque altro; anche se i manifesti abusivi destrorsi o centrodestrorsi sono di gran lunga la maggioranza, è forte il sospetto che tale differenza numerica sia dovuta ad una differenza di mezzi e non di principi morali..
    Per quanto riguarda l’evasione fiscale dei manifesti regolari, l’unica cosa da dire è che se io entro in un negozio e prendo una qualunque cosa senza pagarla non posso dire di averla acquistata regolarmente, ovvero è un errore definire regolari i manifesti solo perché affissi negli spazi destinati a tale uso: se non pagano sono, a essere buoni, abusivi anch’essi.

  7. non capisco perché deviare il discorso sui manifesti abusivi.
    non c’è la volontà politica di perseguire tale reato perché c’è la CORRUZIONE.
    ci sono agenzie che tappezzano la città si fanno pagare x questo. lo scandalo è emerso pure a “le iene”, non c’è molto altro da dire a proposito.

    invece nel caso specifico, si tratta di salvare il nostro monumento simbolo. se nessuno si organizza per buttare al fiume i cretini dalle braghe a mezzo ginocchio e i loro fornitori di pennarelli indiani, prima o poi lo faccio io.
    ah, mi sono un pò inacidito. scusate

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