Home AMBIENTE Inviolatella: se davvero vuole realizzare il ‘villaggio degli ercolini’ il Comune trovi...

Inviolatella: se davvero vuole realizzare il ‘villaggio degli ercolini’ il Comune trovi un’altra area

Aggiornamento del 15 Novembre 2009: Leggi tutto qui. L’Inviolatella Borghese resta inviolata: Alemanno revoca la concessione alla Fondazione Raphael Onlus. .

comunicato“Se davvero si vuole realizzare a Roma il Progetto ‘Villaggio degli Ercolini’ il Comune assegni un terreno edificabile o con cubature esistenti”. Lo dichiarano il Comitato Cittadino per il XX Municipio ed il Comitato Promotore per il Parco di Veio con un comunicato nel quale, ricordando che il Sindaco di Roma ha assegnato oltre tredici ettari dell’Inviolatella Borghese alla Fondazione Raphael per la realizzazione del Progetto “Villaggio degli Ercolini”, dedicato al recupero e alla formazione professionale di ragazzi disagiati (Ordinanza n. 13 del 5.3.2009), si precisa che ” Il Comitato cittadino per il XX Municipio ed il Comitato Promotore per il Parco di Veio, mentre apprezzano gli scopi perseguiti dalla Fondazione Raphael, rilevano però che i terreni indicati non sono a nessun titolo edificabili e in quanto tali sono stati inseriti nel perimetro del Parco regionale di Veio. Essi sono soggetti a vincolo paesaggistico e paesistico e alle norme di salvaguardia della legge regionale n. 29/’97. Pertanto, proprio per sostenere il progetto e renderlo effettivamente attuabile, i Comitati, con una lettera indirizzata oltre che al Sindaco anche agli Assessori del Comune al Patrimonio e progetti speciali e all’Ambiente, nonché al’Ente Parco di Veio, hanno chiesto che non si proceda all’ulteriore formalizzazione dell’assegnazione del bene oggetto dell’Ordinanza del Sindaco di Roma, ma bensì alla revoca della stessa.”

Per prendere visione della lettera è sufficiente cliccare qui. Ma il comunicato prosegue dicendo che ” Se il Comune ha a cuore la sorte delle ragazze e dei ragazzi disagiati, individui altra proprietà pubblica, edificabile o con cubature esistenti, da assegnare per i meritori scopi sociali della Fondazione Raphael e, se ha a cuore le sorti della città e la salute dei romani, collabori con l’Ente Parco di Veio per un Progetto di ‘Parco campagna’ che valorizzi le attività agropastorali presenti e tuteli, lasciandola a disposizione dei cittadini, lo splendido tratto di campagna romana ancora esistente all’Inviolatella, a Roma Nord.”

Secondo i due Comitati risulta infatti evidente, (anche a seguito dell’accesso agli atti che gli stessi hanno effettuato in data 21 maggio), che non può ritenersi idonea per il “Villaggio degli Ercolini” un’area inedificabile sulla quale insiste solo un piccolo fabbricato, né si è verificata alcuna variazione nello stato di fatto e di diritto che possa consentire la dismissione da parte del Dipartimento X-Servizio Giardini del Comune, alla stessa consegnata in quanto destinata a parco pubblico.

“Va ricordato che furono proprio i Comitati ad individuare l’area confiscata alla banda della Magliana in base alla Legge 109/1996 ed a sollecitarne ed ottenere il trasferimento al Patrimonio indisponibile del Comune – afferma il comunicato – e l’area andò così ad integrare le parti dell’ex Tenuta agricola dell’Inviolatella Borghese che il Comune, dopo anni di pressione dei Comitati, delle Associazioni ambientaliste e dei singoli cittadini, (furono raccolte 8000 firme), aveva sottratto all’edificazione e ottenuto in proprietà a seguito di una transazione con i proprietari, per destinarle a Parco pubblico”.

“E’ quanto rievocato e riconosciuto nella lettera del 23 maggio 2003 – ricordano i due Comitati – con la quale il Prefetto Del Mese comunicava di essere favorevole all’assegnazione al Comune dei terreni sequestrati alla banda della Magliana (All Import & Export), per l’ampliamento del Parco dell’Inviolatella Borghese, secondo una richiesta formulata dal Comitato Promotore del Parco di Veio e fatta propria dall’Assessorato alle Politiche Ambientali ed Agricole il 2 aprile 2003.”  (Red.)

Visita la nostra pagina di Facebook

2 COMMENTI

  1. Credo che sia importante tenere gli occhi aperti su questa vicenda… ci ricordiamo come finì con il complesso telecom e poste italiane a via Oriolo romano?

  2. Si dobbiamo stare con gli occhi aperti e unire le forze su una questione complessa e che si scontra con notevoli interessi contrastanti con quelli diffusi di noi cittadini . In quel caso (eravamo negli anni 70 ), secondo me finì abbastanza bene, perchè le pressioni dei Comitati (allora era lo storico Comitato Ponte Milvio-Vigna Clara), delle Associazioni ambientaliste (in prima fila Italia Nostra), di illustri urbanisti (tra i quali Leonardo Benevolo) e dei cittadini, riuscirono a far cancellare tutte le cubature (era un milione di metri cubi, che comprendeva anche villette a schiera per i dirigenti dell’allora ASSTT), lasciando in sito solo gli impianti tecnologici. Negli anni successivi,, alla chetichella, dai soli impianti si passò ai servizi della Telecom e e quindi lo scempio, comunque relativo fu ampliato. ). Il problema in questa zona è l’abusivismo e i pretesi o pseudo condoni.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome