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Ponte Milvio – nel nuovo mercato affari in calo fino al 60 per cento

Mugugni, preoccupazione e malumore continuano a serpeggiare fra i banchi del nuovo mercato di Ponte Milvio. I commercianti  sono insoddisfatti  e lamentano un calo delle vendite fino al 60 per cento degli affari.

nuovo-mercato-ponte-milvio.jpgLo avevamo documentato nel nostro servizio del 3 Luglio ma a rilanciare il grido di allarme degli  operatori del mercato è Il Tempo di oggi nel quale il calo di affari per la mega struttura con centro commerciale annesso, che ha aperto i battenti lo scorso mese di maggio in via Riano ed i cui operatori oggi denunciano una crisi senza precedenti, viene definito una “caporetto”.
Nell’articolo de Il Tempo si legge che qualche giorno fa i commercianti hanno manifestato per strada la loro rabbia puntando il dito contro il progetto definitivo della struttura che è risultato diverso da quello iniziale in cui, assicurano, era previsto un solo piano per il mercato, uno con i box auto e un parcheggio ad hoc.
Proprio la mancanza di un parcheggio gratuito sarebbe tra le cause scatenanti della crisi.

Il parcheggio infatti c’è ma costa 2 euro l’ora che non vengono pagate se si effettua una spesa di 30 euro. Spesa minima che però per i venditori al dettaglio, di questi tempi, è una follia. Il titolare di una pescheria spiega di aver protestato con il Comune e con i costruttori della struttura perché il parcheggio è troppo costoso “mentre all’inizio del progetto c’era stato garantito che sarebbe stato gratuito così come era giusto che fosse”.
Il parcheggio a pagamento – è questo il coro unanime di voci tra i dettaglianti – ha causato lo spostamento dei consumatori in altri mercati con la conseguenza che almeno la metà degli operatori ha abbassato la saracinesca per due-tre settimane di agosto, quando l’anno scorso, che il mercato si trovava ancora nella vecchia sede di Tor Di Quinto, erano quasi tutti aperti. Di questo passo, continuano dunque i commercianti, “molti di noi saranno costretti a cessare la loro attività”.
A peggiorare la situazione c’è l’aumento della spesa per la nuova sede. Il condominio trimestrale costa infatti circa 350 euro, oltre ai duemila euro che devono versare annualmente al Comune di Roma gli operatori. Ora la speranza per i dettaglianti è quella di essere ascoltati. “Pena la crisi per tutti noi”, incalza il titolare di un banco di frutta e verdura.
Eppure la nuova struttura ha aperto dopo quattro anni di lavori, con tutte le premesse per diventare il nuovo prototipo di mercato rionale della Capitale. Settantaquattro banchi storici, quaranta negozi e un megastore di mille metri quadrati dedicati all’elettronica e una ludoteca: salutato dalle associazioni di categoria e dalle istituzioni come l’esempio del nuovo mercato che fungesse anche da agorà, punto di incontro per la gente del quartiere, ora rischia di tradire tutte le attese.

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4 COMMENTI

  1. MEZZI PUBBLICI E BICICLETTE
    Un altro fattore che a mio parere ha fatto diminuire l’afflusso al mercato è la mancanza di collegamenti con i mezzi pubblici. A quanto mi risulta non esiste una fermata dell’autobus agevole per i clienti del mercato e molti anziani o persone comunque prive di mezzi propri, pertanto, rinunciano ad andarci.
    Evidentemente, assolutamente in controtendenza, si è previlegiato il trasporto privato: mancano anche completamente spazi e rastrelliere per le biciclette.

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