Home AMBIENTE Parcheggio del Pincio – un ferragosto di fuoco a Piazza del Popolo

Parcheggio del Pincio – un ferragosto di fuoco a Piazza del Popolo

parcheggio-pincio.jpgProprio nel giorno di Ferragosto, Italia Nostra riprende la battaglia per la salvezza del Pincio contro gli sventratori. Il Presidente, Carlo Ripa di Meana, accompagnato dalla moglie Marina, da sempre fervente ambientalista, ha sfilato per Piazza del Popolo, sotto al Pincio, esponendo cartelli di protesta e di condanna, ed ha poi tenuto una conferenza stampa (di Sandro Bari)

La battaglia che sembrava vinta dopo la consegna al Sindaco della relazione da parte della Commissione dei Cinque Saggi, appare di nuovo incerta per la decisa presa di posizione di organi di stampa, manovrati dai costruttori, in favore dell’esecuzione del parcheggio. Naturalmente non entriamo nel merito della questione, sulla quale molti saranno già edotti: continuiamo a batterci contro la speculazione, la mercificazione e la protervia di certo potere economico che già sono costate la perdita delle elezioni a chi le ha permesse da decenni. Un articolone ferragostano (le operazioni peggiori si effettuano sempre quando la gente è in ferie) recita “Roma ha bisogno di grandi opere”, e sprona il Sindaco a non dar retta a questa gentaglia che “dà più importanza ad un albero che a un uomo” e a far rispettare gli impegni presi dal suo predecessore altrimenti ci saranno danni e penali, e niente progresso…

Beh, rispondiamo tutti a costoro che Roma non ha più bisogno di grandi opere, ma di opere sagge, e che specialmente nella sua parte storica ha bisogno di una sola cosa: di essere lasciata in pace.
Partecipando alla conferenza stampa, ho presentato il seguente comunicato nel quale ce n’è anche per il XX Municipio con l’ennesimo attacco al Foro Italico (come da articolo di VignaClaraBlog del 15 Agosto).

5.jpgNon sembra vero, ma forse avrebbe dovuto essere scontato: dopo le tranquillizzanti notizie sul blocco dello sventramento del Pincio, un sussulto di bestia ferita si leva dal giornale della Capitale, quello (una volta) “conservatore”. Forse un ordine padronale per un estremo tentativo di coinvolgere l’opinione pubblica – cambiando sistema – verso la “necessità” di realizzare quel parcheggio, bene assoluto solo per chi lo costruisce e per gli “annessi e connessi” che hanno trovato modo di inserirsi nel grosso affare.Estremo tentativo, quindi, cambiando le carte: facciamolo passare per un’opera meritoria “di destra” contro tutti quelli che in questi ultimi quindici anni hanno affossato ogni opera pubblica romana in nome della conservazione.
Strano, ma non era il contrario? Ma non erano di sinistra quelli che hanno imposto scelte urbanistiche senza criterio al solo grido “Roma deve incassare denaro” (ass. Minelli), e non erano di destra coloro che si sono opposti in Consiglio Comunale fino all’ultimo contro tali aberrazioni? Strano, perché così risulta dalle votazioni…

Ora, secondo il giornale, l’oscurantismo in campo ambientale di ex e postcomunisti,Verdi, ecologisti (proprio quelli che mai si sono opposti, per ideologia, ai disegni di Veltroni) dovrebbe essere spazzato via dal decisionismo del vittorioso Alemanno, che ha la maggioranza per ordinare, esigere, imporre. Si contesta cioè la disponibilità al dialogo, promessa e finora mantenuta, forse per ricordare al Sindaco che è stato eletto, sì, dai cittadini, ma che il potere a Roma ce l’hanno altri. Altri, che possiedono giornali, imprese, cantieri, appalti…

A chi fa comodo questa improvvisa presa di posizione in favore dei parcheggi, degli scavi, dei lavori in corso? Questo monito di quanto costa la penale se salta il progetto parcheggio? Questa reprimenda neppure tanto blanda al Primo Cittadino che si fa scrupolo di costituire e addirittura consultare una Commissione di Saggi su un problema così serio ?

6.jpgOra si irride anche a tale commissione e alla sua relazione. E, all’assalto, si mandano avanti i bambini, come fanno i guerriglieri vigliacchi. Si fanno esporre articolisti impreparati, che si contorcono in contraddizioni su argomenti capziosi, si avvolgono in teorie ritrite e dimostrate reiteratamente false. Agli ordini del padrone, secondo la “linea editoriale”. Senza vergogna. Ma non è finita. Altro “avvertimento” ad Alemanno arriva dalla Cina. Il CONI manda avanti Angelo Binagli, presidente della Federazione Italiana Tennis: “Roma potrebbe perdere gli Internazionali perché il Comune ha bloccato il progetto del nuovo Centrale. La giunta Alemanno ha intenzione di rimodulare uno stadio meno impattante. Ma non c’è più molto tempo, bisogna rompere gli indugi”. Capito, concittadini? Per colpa di Italia Nostra che si oppone allo scempio architettonico e ambientale del Foro Italico, corriamo il rischio gravissimo di perdere gli incassi stratosferici che ci porterebbe l’indotto degli Internazionali di Tennis. Attento, Sindaco, a quello che fai, stai rischiando parecchio a metterti contro il potere avallato dalle precedenti gestioni.

Ci si aspetterebbe dalla stampa un appoggio alle iniziative di salvaguardia dei beni culturali, urbanistici, ambientali, naturalistici, architettonici della nostra povera Roma, mercificata e avvilita. Invece no, i giornali sono solo portavoce dei padroni: nessuno interviene su Angelo Binagli per ricordargli che basterebbe spostare il mega impianto del tennis, violentatore del Foro e di Monte Mario, di qualche centinaio di metri, per esempio nella vastissima zona, libera e disponibile, di Tor di Quinto, dove sarebbe agibile a chiunque per spazi e per parcheggi. Il fatto è che lo vogliono lì, perché così fa comodo alla CONI Servizi, altri padroni. Che adesso, gloriandosi degli ori conquistati da chi fatica per davvero, presenteranno il conto al Sindaco, ricordandogli chi ha il potere.

Alemanno è stato eletto proprio da chi era stanco di questo potere della politica comprata dai costruttori, da chi era stanco di questo svilimento della Città in nome del dio denaro. Speriamo che il Sindaco se ne ricordi e che sappia resistere a questi ultimi rantoli.
(testo, fotografie e comunicato di Sandro Bari, membro di Italia Nostra)

 

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3 COMMENTI

  1. Malvenuti, Taliban romani.
    La decisione di “sventrare” il bellissimo e storico Pincio è
    il frutto di menti bacate e la dichiarazione di irreversibile decadenza.
    Come tanti altri veri romani, amanti e fieri della storia e della cultura di Roma,
    mi domando chi di voi ha reso possibile questo stupro, permettendo di costruire
    un parcheggio! Chi sono gli “architetti” di questo scempio?
    È possibile visionare le vostre foto, signori Taliban romani?
    E` vero che Roma non ha bisogno di un parcheggio sotto la terrazza del Pincio ma di decisioni sagge, come annunciato sull’articolo “ferragosto di fuoco al Pincio”,
    ma argomenti contro quest’atto barbaro sono inutili, non potranno mai interessare
    le vostre menti malsane che s’interessano solo delle proprie tasche.
    La cosa puzza di corruzione, Taliban romani!
    Il mio consiglio: lasciate Roma, tornate nelle vostre caverne.
    Francesco Varone

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