
Dopo il definanziamento deciso dal Governo, che aveva sottratto 50 milioni di euro alla realizzazione della Metro C, la Regione Lazio fa un passo in avanti e rimette sul tavolo le risorse mancanti.
Con uno stanziamento diretto al Campidoglio, la Regione interviene per garantire la continuità dell’opera e scongiurare il rischio di uno stop ai lavori, riaprendo una partita che lo scorso ottobre avevamo raccontato come tutt’altro che chiusa.
Era il 23 ottobre scorso quando su VignaClaraBlog.it segnalavamo come il taglio operato a livello statale rischiasse di compromettere uno dei pochi progetti infrastrutturali capaci, almeno sulla carta, di incidere davvero sulla mobilità romana. In particolare sul quadrante nord della città, storicamente penalizzato da collegamenti su ferro insufficienti e da un trasporto pubblico spesso inadeguato.
La notizia di queste ore cambia il quadro: nell’ambito della manovra di bilancio regionale, la Regione Lazio ha deciso di destinare 50 milioni di euro alla Metro C, assegnandoli al Campidoglio per coprire il vuoto lasciato dal definanziamento governativo. Una scelta politica e istituzionale che punta a evitare rallentamenti nei cantieri e a garantire la prosecuzione delle attività già programmate.
Lo stanziamento regionale arriva in una fase delicata per la linea C, segnata da aperture attese da anni, costi cresciuti nel tempo e un confronto continuo tra istituzioni sul futuro tracciato e sulle risorse necessarie per completarlo. Il rischio, senza una copertura finanziaria certa, era quello di un nuovo stallo, con conseguenze dirette sui tempi e sulla credibilità complessiva dell’opera.
Va detto con chiarezza: i 50 milioni messi dalla Regione non risolvono tutti i problemi della Metro C, né colmano l’enorme fabbisogno finanziario legato alle tratte future. Ma rappresentano una risposta concreta a una decisione statale che aveva sollevato critiche e preoccupazioni, soprattutto nei territori che vedono nella linea C una possibile alternativa al traffico privato e alla cronica congestione delle strade.
Lo stanziamento regionale non cancella le incognite che da anni accompagnano la Metro C, né risolve il nodo politico di un’opera prima finanziata e poi definanziata a livello statale. Ma segna un punto fermo: senza questi 50 milioni il rischio di un rallentamento concreto era reale. Resta ora da capire se l’intervento della Regione sarà un episodio isolato o l’inizio di una strategia condivisa capace di garantire alla linea – e ai territori coinvolti – una prospettiva finalmente stabile.
Perché per i quartieri di Roma Nord, da anni in attesa di un collegamento su ferro credibile con il resto della città, la Metro C continua a essere molto più di un progetto: è una promessa rimasta sospesa.
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E il completamento dell’anello ferroviario chi lo pagherà? …piccolo OT: ma siamo sicuri che serva il ponte sullo stretto di Messina?
Mossa politica per dare credibilità alla Regione Lazio… Siamo alle solite
50 mln bastano per 1 km di scavi in Italia. Mi chiedo siamo sicuri che nn servano solo per continuare a tenere in piedi il buffet di metropolitana per roma ? Perché i prezzi lievitano così tanto quando si fa un lavoro pubblico fino a portare al soffocamento delle opere e tempi biblici? A roma nord siamo stanchi,nel 2026 senza metro da Flaminio a Giustiniana neanche nel Burundi
Scusatemi tutti: continuo nel mio O.T.: visti i recenti “soliti” fatti in Emilia Romagna, non sarebbe meglio anziché il ponte sullo stretto fare opere per prevenirli (e non solo sulla E.R)?