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Tevere, ecco la “rive guache” da Ponte Milvio al Ponte della Musica

rive gauche
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Quando al termine dei lavori sono stati aperti al pubblico i “Parchi di affaccio” sul Tevere, siamo stati tra i primi a visitarli apprezzando il lavoro fatto dall’Amministrazione capitolina che ha restituito dignità al fiume di Roma e che ha consentito ai romani di tornare a frequentare le sue banchine.

Oggi però andando sulla riva sinistra, quella che da Ponte Milvio al Ponte della Musica delimita il quartiere Flaminio, ci siamo chiesti come si concilia il bel lavoro fatto sulla sponda destra con la situazione dell’altra sponda, a dir poco critica.

Ma andiamo con ordine. Sulla sponda sinistra per mesi sono andati avanti i lavori per riportare alla luce le banchine sommerse dal fango e dai detriti; oggi gli interventi sembrano terminati. Nessun segno di un cantiere, anzi le reti metalliche che impedivano l’accesso sono state tolte (ma gettate tra la vegetazione) sostituite da una bassa ringhiera. L’accesso è comunque consentito da uno stretto passaggio.

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Se è vero che le banchine sono state ripulite è altrettanto vero che l’intervento eseguito, in parte, è già stato reso vano dalla vegetazione incombente.

Dove la corrente del fiume durante le piene ha portato via i sanpietrini è stato messo uno strato di brecciolino bianco su cui le erbacce e soprattutto le canne hanno avuto facile gioco.

Nei pressi del Circolo dell’ATAC la vegetazione ha ridotto il passaggio a non più di un metro e mezzo (a fronte di una banchina larga almeno 5 metri). E andando avanti la situazione non migliora: non solo la riva è ricoperta di rifiuti ma la banchina appena ripulita è invasa da erbacce e arbusti.

La situazione di ponte Duca D’Aosta lato sinistro invece non è affatto cambiata, degrado e sporcizia vi regnano.

Proseguendo sulla banchina si arriva al Ponte della Musica; dove prima c’era il “teatro della musica” ora c’è un bel giardino con prato all’inglese, fontanella d’acqua e ombrelloni: si tratta di un circolo per dipendenti delle Posta dal discusso uso esclusivo.

Sotto il ponte c’è invece il cosiddetto “skate-park”, regno degli amanti dello skate nel quale troviamo montagne di rifiuti che lo circondano senza per questo creare alcun imbarazzo a chi si cimenta nello sport.

Se la situazione dello skate-park è grave quella della sponda del Tevere è comatosa: dal momento che non ci sono cestini per i rifiuti tutto quello che deve essere gettato via, bottiglie, lattine, sacchetti di nailon, avanzi di cibo, viene scaricato sulla martoriata riva sulla quale scorrazzano felici i topi.

In sintesi, le condizioni della “rive gauche” capitolina si presentano quindi alquanto critiche non solo per un lavoro i cui benefici sembrano essere già messi in discussione ma anche per la condizione di grave degrado che interessa sia Ponte Duca d’Aosta (sotto l’arcata da anni c’è un accampamento abusivo) che il Ponte della Musica.

Una condizione che mal si concilia con il lavoro fatto per realizzare i “parchi d’affaccio” e che pone qualche dubbio su quella che dovrebbe essere la visione d’insieme per interventi di questa natura.

Tra 5 anni si potrà fare il bagno nel Tevere dice il Sindaco Gualtieri: può darsi, ma una cosa è certa. Se ti bagni oggi sotto il Ponte della Musica rischi di uscire fuori con la pelle a brandelli.

Francesco Gargaglia

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2 COMMENTI

  1. Anche il tratto di pista ciclabile tra Ponte Milvio e Pondella Musica non versa in buone condizioni nonostante il parco d’affaccio da poco terminato: sul lato destro in alcuni punti di vedono cumuli di rifiuti e in un punto poco prima del Ponte della Musica c’è un insediamento abusivo con tanto di discarica. In nessuna città europea si terrebbe una passeggiata come quella in simili condizioni. La situazione poi dello skate park è uno scandalo, da sempre è un immondezzaio nell’indifferenza di tutti. Siamo una città mediorientale, non europea.

  2. Salve un paio di settimane fa sono passato con la bici da Ponte Milvio fino al skate park , passando sotto i cavi di acciaio trasportando la bicicletta in maniera molto scomoda.
    Si potrebbe fare meglio! ma molto meglio

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