
Il tratto di fiume compreso tra Ponte Flaminio e Ponte Milvio è uno dei più belli dell’intero corso cittadino del Tevere: le acque verdissime sono placide e il panorama straordinario. Panorama oggi fruibile grazie al Parco d’Affaccio inaugurato martedì 10 giugno.
Denominato “Oasi Naturale di Ponte Milvio” il parco era il più atteso dalla cittadinanza proprio per la sua posizione a ridosso di una delle piazze più conosciute di Roma. E chi l’ha già visitato è concorde nel dire che è il più bello dei quattro già realizzati (Lungotevere delle Navi, Acqua Acetosa, Ostia Antica e ora Ponte Milvio) e che quindi è il più bel parco d’affaccio che Ponte Milvio poteva meritarsi.
Si è trattato di un’opera impegnativa non tanto per la realizzazione delle strutture essenziali quanto per la rimozione della massa imponente di rifiuti che da decenni si accumulavano sul greto; questa striscia di terreno è stata per anni una discarica abusiva e luogo dove sorgevano in continuazione insediamenti abusivi.
Osservare invece, oggi, le arcate di Ponte Flaminio senza più masse di detriti e sporcizia è qualcosa che ha dell’incredibile.
Come accedere
Da Ponte Milvio, si può scendere sulla banchina del fiume tramite tre accessi e camminare lungo un ampio sentiero che dalla Torretta Valadier porta al Ponte Flaminio; lungo il sentiero, oltre all’area archeologica, ci sono tre aree di sosta con panchine e in ognuna è stata posizionata una tabella con l’indicazione della flora e della fauna presenti nel parco.
Il terreno è stato ripulito non solo dai rifiuti ma anche da una vegetazione disordinata e oggi l’area è occupata soprattutto da alberi di alto fusto: pioppi, salici e olmi.
L’accesso principale al parco, che avviene passando sotto il primo arco di Ponte Milvio, offre una visione straordinariamente piacevole con le banchine ripulite, le panchine in legno, la piccola area archeologica e le aiuole fiorite.
L’Oasi Naturale Ponte Milvio, al pari degli altri “parchi di affaccio” è una opera ben fatta e importante che restituisce dignità al fiume di Roma; finalmente romani e turisti potranno passeggiare lungo le acque smeraldo del Tevere godendo nelle serate estive della frescura del fiume.
Un neo
Se il parco è decisamente bello dobbiamo però sottolineare una pecca nel progetto: l’assenza di un punto di accesso al fiume con approdo per la pratica del canottaggio.
Mentre eravamo intenti a fotografare le bellezze naturali dell’area abbiamo visto un canoista, con il suo kayak in spalla, intrufolarsi tra la folta vegetazione e scendere lungo la ripida sponda per raggiungere il fiume poco più in basso.
Per una spesa irrisoria sarebbe stato facile allestire un accesso al fiume con piattaforma così da agevolare la messa in acqua delle imbarcazioni, favorendo in questo modo chi non è iscritto ad un circolo remiero.
Francesco Gargaglia
Inaugurato il parco d’affaccio “Oasi Naturalistica” a Ponte Milvio
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Di nuovo: speriamo che duri… (ne riparleremo tra un anno o due)
Il Parco d’affaccio è molti bello ma da Ponte Milvio in poi la banchina è in uno stato pietoso. In passato ci passeggiavo spesso in estate ed era in condizioni decisamente migliori. Quello che manca in questa città, soprattutto in questi ultimi anni è la manutenzione ordinaria (pulizia, sfalcio) quindi sono pessimista per quel che succederà una volta terminati i due anni previsti dal contratto per la manutenzione del parco.
Interessanti soprattutto i reperti ritrovati sul posto. Però, come dice anche Mauro, perché non pulire costantemente la banchina del lungotevere anche dall’altro lato di Ponte Milvio (verso il ponte della Musica), nonché ai lati della pista ciclabile soprastante piena di rifiuti e plastica da sempre. Inoltre una delle arcate del ponte presenta da anni (credo da una delle piene), rifiuti e tronchi ammassati. Bisogna avere l’occhio lungo e la visione d’insieme per fare i lavori a regola d’arte. Non ridurre tutto a una zona sola. È un inizio, ma non dobbiamo sempre dire “meglio che niente”!
Grazie per la bella notizia e l’articolo.
Sento una certa frustrazione nell’osservare che esaltiamo come un’impresa straordinaria un’attività che in una città civile dovrebbe far parte di ordinaria amministrazione. Mantenere in buone condizioni la banchina del fiume nel centro città, in un’area di grande rilevanza storica ed architettonica dovrebbe essere scontato. Oltre un anno di lavori per rimuovere i rifiuti accumulatisi da anni (sic!), sistemare qualche muretto e mettere gli arredi urbani …
Non è una critica all’autore dell’articolo ma una triste constatazione di quanto poco questa città fa per i propri cittadini.
Da Oxford Languages
oasi
/ò·a·ṣi/
sostantivo femminile
1. Area limitata, situata all’interno di un deserto in corrispondenza di una certa disponibilità d’acqua, dove si può formare vegetazione e quindi un ambiente favorevole all’insediamento umano.
2. fig. – Quanto offre sollievo o ristoro dall’assiduo ripetersi di fatti sgradevoli od opprimenti nello spazio o nel tempo.
Da Vocabolario Treccani
òaṡi s. f. [dal lat. tardo oăsis, gr. ὄασις, voce di origine egiziana]
fig. a. Luogo, ambiente, condizione, momento e sim. che offrono caratteristiche assai più gradevoli di quelle del contesto in cui si trovano o si verificano
Oasi. In verità sono sufficienti le definizioni che ne da l’Oxford Languages o il Vocabolario Treccani, facilmente reperibili in internet, per sottolineare il semplice (ma molto significativo) e condivisibile commento di Olga.
Oasi. Scelta del termine non casuale. Molto appropriata (mi meraviglio, quasi, che l’abbiano adottata….ma forse non ne sono consapevoli……).
Come se questa lungimirante Amministrazione ci dicesse: “non fare un metro in più….perchè ti ritrovi subito a Roma…”.
E poi anche, “Parchi di affaccio”….nientepopòdimeno…..
Da AI Overview
“…zona verde progettata per offrire agli utenti un’ampia vista su un ambiente circostante, solitamente un fiume o un corso d’acqua, un sito archeologico, o un paesaggio naturale. Questi parchi sono progettati per essere punti di osservazione strategici…”.
Accontentiamoci dunque – per qualche mese – di questo nuovo “terrazzino” sul Tevere, sicuramente ennesima occasione di photo-opportunity del Sindaco e della Sabrina Alfonsi, con fascia tricolore e giallorossa e tutto il seguito del Municipo XV e del Presidente della Regione (addirittura!!!).
Tutti organizzati con molta avvedutezza, con strutture fisse e semi-fisse (quindi rigide) in legno.
Pensate voi cosa sarà alla prima piena del fiume…….
Ma, ancor meglio, immaginate quale sarà la manutenzione, una delle più celebri specialità romane. Avete presente il “sotto” attrezzato del Ponte della Musica?
Ogni dieci anni, un anno per la bonifica dei detriti e dei rifiuti
E continuiamo a buttare soldi pubblici…..tanto sono pubblici……
Lo ripeto spesso: qual’è (se esiste) la visione che questi Amministratori hanno della città…..intendo unitaria e non a spot elettoralistici, per di più proiettata sul futuro e non statica sul tornaconto di pubblicità quotidiana.
Ma, forse, tutto andrà diversamente. Sono io, con i miei maligni pregiudizi, a male interpretare le meravigliose gesta di questa illuminata Amministrazione.
Paolo Salonia
Portavoce Comitato Abitare Ponte Milvio