
Il 21 marzo è stato inaugurato sul Lungotevere delle Navi il primo dei cinque “Parchi di affaccio”, parchi che cambieranno definitivamente lo stato delle banchine del Tevere, da Ponte Flaminio a Ponte Matteotti.
In attesa dei due che prossimamente saranno aperti a Ponte Milvio, siamo andati a vedere come si presenta questo parco d’affaccio su un tratto di fiume per anni lasciato nell’incuria più totale.
Qui in passato era stata creata dal WWF un’oasi protetta che nonostante il suo specifico interesse naturalistico era stata poi abbandonata nonostante la presenza di numerose essenze arboree e una diversificata fauna.
Dopo anni in cui le rive e i sotto-ponti erano diventate rifugio di senza-tetto, oggi finalmente quest’area, bonificata e attrezzata, torna ad essere un parco per i cittadini.
Già affacciandosi dal parapetto del lungotevere prospicente Palazzo Marina, sede dello Stato Maggiore della Marina Militare, ci si rende conto del grande lavoro di trasformazione; quello che era il sentiero in terra battuta che da Ponte Risorgimento portava a Ponte Matteotti oggi è una larga passerella in legno posizionata su una vera e propria palafitta. In questo modo chi, dalle due scalette di accesso entra nel parco, può camminare comodamente lungo un percorso sopraelevato che permette di osservare comodamente il corso del fiume.
Lungo la passerella poi è stata alzata una protezione realizzata con corde in fibra naturale che assicurano sicurezza a grandi e piccini.
Camminando su questa lunga palafitta (che termina a Ponte Matteotti nei pressi dello Scalo De Pinedo) si incontrano, oltre a numerose panche, anche delle larghe piazzole che permettono di sostare e osservare con tutta calma il paesaggio.
La vegetazione, costituita da lecci, pioppi, salici, alloro e anche palme nane è leggermente meno fitta di un tempo ma sulle sponde non sono stati tagliati alberi; in compenso sono state portate via tonnellate di rifiuti e detriti tanto che tutta l’area ha completamente cambiato aspetto.
Si tratta a tutti gli effetti di una bella realizzazione su cui non c’è nulla da obiettare; ovviamente parliamo di un “parco di affaccio” e non più di un “oasi” come era nel passato ma siamo sicuri che sarebbe comunque piaciuta anche al grandissimo Fulco Pratesi che molto amava questo fiume.
A proposito di Pratesi (morto il 1° marzo 2025 e fondatore e Presidente Onorario del WWF Italia), bene sarebbe utilizzare i suoi splendidi disegni ed acquerelli per allestire delle tabelle illustrative, tabelle che al momento non ci sono.
L’unico “neo” di questa bella realizzazione, che merita un 10 incondizionato, sono i numerosissimi bus turistici che parcheggiati sul Lungotevere delle Navi rendono invisibile il parco e i suoi due accessi.
Francesco Gargaglia
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ma milioni spesi per fare una pedana in legno con cordicelle ? panchine in legno di faccio? quanto durerà ? sulla sponda del Tevere. Non nascondo la grande delusione. Roma merita cose fatte bene e durature. non è un ponte fatto dai boyscout . andava fanno bene con materiali solidi e resistenti , eterno come Roma.