
Ogni dodici mesi, da migliaia di anni, sul finire dell’autunno gli alberi “caducifoglie” per il freddo o la riduzione delle ore di luce (è il caso del faggio) perdono le foglie dopo che queste, per il ridotto apporto di acqua, cominciano ad ingiallire. La pianta così entra in stato vegetativo.
Questo fenomeno oggi viene chiamato “foliage” e nonostante ci sia sempre stato, da un po’ di tempo suscita interesse ed è diventato anche un fenomeno turistico. Si va negli angoli più impensabili per vedere il “foliage” e nel nostro Paese ci sono una infinità di luoghi dove osservarlo.
Quest’anno le temperature molto al di sopra delle medie stagionali stanno ritardando il fenomeno e allora bisogna salire un po’ in quota per osservarlo: salire ad esempio al Passo di Forca d’Acero dove l’autunno si manifesta in tutto il suo splendore.
Il passo di Forca d’Acero a 1538 metri di quota è lungo il confine tra Abruzzo e Lazio e mette in collegamento il territorio di Opi in provincia dell’Aquila con quello di S.Donato Val di Comino, in provincia di Frosinone.
Il valico, assai conosciuto e frequentato, ospita una grandissima faggeta e durante l’autunno tutte le montagne intorno assumono uno splendido colore che va dal giallo-arancio al cremisi e al violetto. La presenza di querce, aceri e faggi trasforma la località in un caleidoscopio.
Per raggiungere Forca d’Acero, ad un paio d’ore da Roma, noi vi consigliamo questo itinerario che permette anche di visitare una parte del grandissimo Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, uno dei parchi più belli in assoluto d’Italia.
Da Roma si prende la A24 direzione Pescara e si esce al casello di Aielli proprio all’inizio della conca del Fucino; seguendo le indicazioni stradali si passa per Pescina (la città natale di Ignazio Silone) e per Gioia dei Marsi entrando quindi nel territorio del parco.
Continuando lungo la strada regionale si arriva a Pescasseroli bella e tranquilla cittadina che ricorda molto una stazione sciistica del Nord Italia; dopo una sosta a Pescasseroli si prosegue in direzione della Camosciara e in prossimità di un bivio si svolta a destra direzione S.Donato Val di Comino-Sora.
In circa 30 minuti, attraverso uno spettacolo magnifico e un turbinio di foglie secche si raggiunge il passo; se andate in una giornata festiva troverete molta gente e molte macchine; d’altra parte lo spettacolo del “foliage” all’interno del fitto bosco è straordinario.
Meglio parcheggiare qualche centinaio di metri prima e camminare a piedi all’interno del bosco che con i suoi colori autunnali vi lascerà a bocca aperta.
Se non si vuole tornare indietro si può proseguire scendendo lungo la strada che con numerosi tornanti vi porterà poi alla superstrada e all’autostrada Roma –Napoli. Un lungo giro ma senza dubbio molto affascinante dal momento che luoghi come questi li frequentiamo solitamente l’estate o quando c’è la neve.
Un’unica avvertenza: se è una bella giornata di sole fate attenzione ai numerosi motociclisti che pensando di trovarsi anziché su di una strada di montagna su di un circuito di gara, corrono in gruppo a velocità molto sostenuta tagliando le curve. Un comportamento inspiegabile.
Francesco Gargaglia
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