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Biodigestori a Roma Nord, prosegue lo scontro politico su via Braccianese e Cesano

Torquati sollecita Arpa e Asl sulle emissioni e richiama il decreto nazionale che liberalizza gli impianti. Erbaggi (FdI) chiede a Gualtieri di verificare le autorizzazioni e i sistemi di abbattimento.

rendering Biodigestore Cesano
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Non si placa la polemica sugli impianti di digestione anaerobica destinati al quadrante nord della Capitale. Al centro del confronto ci sono l’impianto di produzione di biometano in corso di realizzazione su via Braccianese Claudia e il biodigestore AMA programmato a Cesano, con lo scambio di accuse tra il Municipio XV e Fratelli d’Italia che prosegue ormai da giorni.

La posizione del Municipio XV

Il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, definisce “quanto mai paradossali” le dichiarazioni del coordinatore di Fratelli d’Italia del Municipio XV, Dario Antoniozzi, arrivate a commento della richiesta municipale di un aggiornamento sulle attività di monitoraggio delle emissioni odorigene attribuite presumibilmente all’impianto privato di via Braccianese Claudia.

Torquati rivendica il richiamo al quadro normativo nazionale: “Le forze politiche di opposizione che mettono in croce su questa vicenda gli enti locali che governano i territori sono le stesse che a livello nazionale hanno approvato un decreto legislativo, il n. 190 del 25 novembre 2024, entrato in vigore il 30 dicembre, che rafforza la liberalizzazione di tali impianti”. Il decreto, ricorda il presidente citandolo testualmente, “assicura la massima diffusione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili mediante la razionalizzazione, il riordino e la semplificazione delle procedure”, obbliga regioni ed enti locali ad adeguarsi entro 180 giorni e invita le regioni ad assumere “regole particolari per l’ulteriore semplificazione dei regimi amministrativi”.

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Sul merito delle richieste dell’opposizione, Torquati concorda sul principio ma ne rovescia l’indirizzo: la trasparenza e le soluzioni concrete invocate, sostiene, sono una “responsabilità che andrebbe adottata da tutte le parti politiche, nel rispetto della cittadinanza e delle legittime preoccupazioni dei residenti, che non meritano si faccia confusione su vicende così delicate solo per propaganda politica”.

Quanto ai controlli, il Municipio ha sollecitato Arpa Lazio e Asl sulle emissioni odorigene segnalate. La risposta, spiega Torquati, è arrivata da Città Metropolitana, che ha comunicato di avere a sua volta chiesto alle due strutture regionali, lo scorso 10 agosto, un parere tecnico a supporto dell’istruttoria: pareri che a oggi non sono ancora pervenuti. “Continueremo quindi a richiedere ad Arpa e Asl un intervento per le misurazioni della qualità dell’aria, ma anche delle postazioni fisse per il futuro”, conclude il presidente.

La richiesta di Fratelli d’Italia in Campidoglio

Sul fronte opposto, il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia Stefano Erbaggi ha indirizzato al sindaco Roberto Gualtieri una nota e una mozione, definendo “ormai gravissima la situazione a Roma Nord”.

Il nodo, per Erbaggi, è la compresenza di due impianti nello stesso quadrante: dopo l’autorizzazione dell’impianto di biometano da digestione anaerobica in via Braccianese Claudia, al chilometro 5,100, è stata programmata la realizzazione del biodigestore AMA di Cesano. Una prospettiva, sostiene il consigliere, che si determina “nell’assoluta assenza di studi relativi agli effetti cumulativi di tale circostanza sopravvenuta sulla viabilità, sull’ambiente e sulla popolazione residente”.

Un quadro che Erbaggi giudica aggravato dalle criticità già emerse nel procedimento autorizzativo dell’impianto di via Braccianese “sotto il profilo urbanistico, viabilistico e ambientale”, oltre che dalla vicinanza alle aree residenziali. Di qui la richiesta al sindaco di intervenire “senza indugi” presso gli enti competenti per verificare “l’opportunità della revoca dei provvedimenti autorizzatori all’impianto e, nelle more, il rispetto delle condizioni autorizzative, l’effettiva funzionalità dei sistemi di abbattimento delle emissioni e la permanenza delle condizioni di interesse pubblico alla base dell’autorizzazione”.

“La situazione in questo quadrante di Roma Nord è sfuggita da tempo alla gestione del sindaco e della sua amministrazione, che ad oggi ha deciso di non ascoltare neppure i cittadini”, aggiunge il consigliere.

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