
Intitolato a Giuseppina Cattani il piccolo parco per bambini di via Valdagno, a Collina Fleming. Alla cerimonia ha preso parte il presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, con assessori e consiglieri municipali.
“Siamo davvero orgogliosi – ha dichiarato Torquati – di poterla ricordare in uno dei nostri quartieri per il suo impegno scientifico, per le battaglie in favore dei più deboli e per l’emancipazione delle donne; valori in cui ci ritroviamo pienamente e che guidano il nostro lavoro quotidiano sul territorio”.
All’evento erano presenti anche alcuni esponenti del Comitato di quartiere Vigna Clara – presieduto da Cristina Tabarrini – che ha adottato questo spazio pubblico e che confida nella collaborazione di tutti i residenti per mantenerlo pulito, decoroso e soprattutto accogliente.
Chi era Giuseppina Cattani
Figura poco conosciuta al grande pubblico ma di grande rilievo nella storia della medicina italiana, Giuseppina Cattani fu una delle prime donne a laurearsi in Medicina nel Regno d’Italia, in un’epoca in cui l’accesso femminile agli studi universitari era ancora eccezionale e spesso ostacolato da forti pregiudizi culturali.
Dopo la laurea all’Università di Bologna, si dedicò alla ricerca scientifica lavorando accanto al celebre patologo Guido Tizzoni. I suoi studi si concentrarono soprattutto sulle malattie infettive, tra cui colera e tetano, contribuendo alle ricerche che portarono allo sviluppo di importanti terapie e pratiche di prevenzione.
Ma la sua attività non si limitò ai laboratori. Giuseppina Cattani fu anche una donna impegnata socialmente e politicamente, sensibile alle condizioni delle classi più fragili e convinta che la medicina dovesse avere una funzione pubblica e sociale. In anni in cui alle donne venivano concessi spazi molto limitati nella vita pubblica, riuscì a costruirsi un ruolo autorevole nel mondo scientifico senza rinunciare al proprio impegno civile.
La sua vicenda personale fu però segnata anche da difficoltà e isolamento professionale, tipici della condizione femminile dell’epoca. Nonostante il valore scientifico riconosciuto dei suoi studi, la carriera accademica le fu spesso preclusa proprio perché donna.
L’intitolazione del parco del Fleming rappresenta dunque non solo un omaggio a una scienziata, ma anche il riconoscimento di una figura pionieristica che contribuì ad aprire la strada alle generazioni successive di donne nella medicina e nella ricerca scientifica.
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