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Venerdì 29 maggio trasporto pubblico a rischio

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Galvanica Bruni

Venerdì 29 maggio trasporto pubblico a rischio per lo sciopero generale di 24 ore indetto dai sindacati Cub, Sgb, Adl, Cobas e Usi.

Bus, tram, metropolitane e treni urbani resteranno fermi per gran parte della giornata, ad eccezione delle consuete fasce di garanzia: da inizio servizio fino alle 8.29 e dalle 17 alle 19.59.

Lo sciopero riguarderà l’intera rete Atac e anche le linee gestite dagli operatori Autoservizi Troiani/Sap, Autoservizi Tuscia/Bis e Atr, che assicurano oltre cento collegamenti periferici. Stop previsto anche per i bus regionali Cotral e per le ferrovie Metromare e Roma Nord.

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Le motivazioni

Lo sciopero è stato indetto

  • contro la guerra, l’economia di guerra e l’aumento delle spese militari per la pace a partire dal Medioriente e dall’Europa e gli investimenti su sanità, scuola, trasporti, welfare il cui peggioramento approfondisce le disuguaglianze e la povertà esistente;
  • contro lo sfruttamento sul lavoro, la precarietà ed il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori del settore pubblico e del settore privato.
  • Per forti aumenti dei salari e delle pensioni.
  • Per l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 euro l’ora e per la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita;
  • contro il genocidio in Palestina, la fornitura di armi ad Israele e l’assenza di un intervento concreto per dissociarsi dagli orribili crimini perpetrati dal governo di Israele in Palestina e Libano, nonché da quelli perpetrati dagli Usa in Venezuela e a Cuba
  • per il sostegno incondizionato alla missione della nuova Flotilla e la tutela dei volontari impegnati a portare aiuti al popolo palestinese. Per le sanzioni ad Israele e Usa, nonché la rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali con Israele e Usa
  • contro l’assenza di politiche sociali a cominciare dall’emergenza abitativa e la mancanza di piani di sviluppo dell’edilizia popolare, per una seria riforma degli ammortizzatori sociali
  • contro politiche repressive dei diversi decreti “Sicurezza” (come il decreto legge 23/2026 e i precedenti del 2025) per rafforzare la repressione del dissenso, le proteste e la sicurezza urbana
  • contro gli abusi della commissione di Garanzia, le delibere che restringono il diritto di sciopero e il tentativo di imbavagliare le lotte nel settore della logistica. Per l’abrogazione delle leggi 146/90 e 83/00
  • contro l’assenza di politiche industriali capaci di affrontare le transizioni in corso e di superare la fase di forte conflittualità, innescando un processo di ulteriore deindustrializzazione e sfruttamento delle classi popolari e dei lavoratori
  • contro le morti sul lavoro, per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro
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