
Le chiamano piante “mangia smog”: sono specie officinali che, secondo diversi studi, aiutano a catturare gli agenti inquinanti presenti nell’aria.
Rosmarino, lavanda, mirto, timo, corbezzolo e salvia si distinguono infatti per la loro capacità di contribuire all’assorbimento dell’anidride carbonica.
Si tratta di piante spontanee annuali, biennali o perenni, naturalmente predisposte ad adattarsi a diversi ambienti e capaci, secondo alcune ricerche, di assorbire fino a 20 chilogrammi di CO₂ per ettaro coltivato.
Hanno inoltre costi di mantenimento molto bassi: per crescere necessitano soprattutto di luce e di poca acqua, con interventi di manutenzione minimi e senza particolari consumi energetici.
Ed è proprio con rosmarino, lavanda, mirto, timo, corbezzolo e salvia che questa mattina è stata arricchita un’area del parco Papacci, a Grottarossa. Le piante, fornite dal Municipio XV, sono state messe a dimora dai volontari di Retake Tomba di Nerone, Ci Vuole un Albero e Plurale.
A rendere ancora più significativa la mattinata sono stati i bambini presenti, che hanno partecipato annaffiando le nuove piantumazioni e trasformando la cura del verde in un gioco. Per loro, gli stessi volontari hanno lasciato nel parco piccoli innaffiatoi, così da poter continuare a prendersi cura delle piante anche nei prossimi giorni.
«Un gesto semplice, ma emozionante, che educa e fa crescere bellezza e comunità», commenta l’assessore all’Ambiente del Municipio XV, Marcello Ribera.
© RIPRODUZIONE VIETATA



