
Martedì 26 maggio alle 17.30 il parco di via Valdagno, al Fleming, sarà intitolato a Giuseppina Cattani, scienziata e ricercatrice nata a Imola il 26 maggio 1859.
L’annuncio è stato dato dal presidente del Municipio XV, Daniele Torquati, che in una nota ha ricordato come il riconoscimento arrivi “per il suo impegno politico e sociale, oltre a quello medico, sempre a servizio dei più deboli e per aver condotto studi su importanti malattie infettive contribuendo a trovarne la cura”.
L’intitolazione nasce dalla risoluzione n.57 del 2022 votata dal Consiglio municipale, poi recepita da una delibera della Giunta Capitolina (la n.176 dell’8 maggio 2025) dedicata all’intitolazione di spazi e servizi pubblici a figure femminili.
Chi era Giuseppina Cattani
Figura poco conosciuta al grande pubblico ma di grande rilievo nella storia della medicina italiana, Giuseppina Cattani fu una delle prime donne a laurearsi in Medicina nel Regno d’Italia, in un’epoca in cui l’accesso femminile agli studi universitari era ancora eccezionale e spesso ostacolato da forti pregiudizi culturali.
Dopo la laurea all’Università di Bologna, si dedicò alla ricerca scientifica lavorando accanto al celebre patologo Guido Tizzoni. I suoi studi si concentrarono soprattutto sulle malattie infettive, tra cui colera e tetano, contribuendo alle ricerche che portarono allo sviluppo di importanti terapie e pratiche di prevenzione.
Ma la sua attività non si limitò ai laboratori. Giuseppina Cattani fu anche una donna impegnata socialmente e politicamente, sensibile alle condizioni delle classi più fragili e convinta che la medicina dovesse avere una funzione pubblica e sociale. In anni in cui alle donne venivano concessi spazi molto limitati nella vita pubblica, riuscì a costruirsi un ruolo autorevole nel mondo scientifico senza rinunciare al proprio impegno civile.
La sua vicenda personale fu però segnata anche da difficoltà e isolamento professionale, tipici della condizione femminile dell’epoca. Nonostante il valore scientifico riconosciuto dei suoi studi, la carriera accademica le fu spesso preclusa proprio perché donna.
L’intitolazione del parco del Fleming rappresenta dunque non solo un omaggio a una scienziata, ma anche il riconoscimento di una figura pionieristica che contribuì ad aprire la strada alle generazioni successive di donne nella medicina e nella ricerca scientifica.
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