
Era l’inizio dello scorso aprile quando la foto di un cartello stradale a Piazza Maresciallo Giardino indicante il lungotevere dedicato a Federico Fellini trasformò il maestro del cinema in un improbabile “Felini”. Una svista che non passò inosservata e che in poche ore fece il giro dei social e della stampa romana.
La prima segnalazione fu dell’attore Sebastiano Somma, che notò l’errore e lo condivise con ironia. Da lì la vicenda approdò su VignaClaraBlog.it e poi, a cascata, su gran parte dei media capitolini.
Ora però il cartello è stato corretto. Anzi, quasi corretto.
Perché nel frattempo “Felini” è sparito e Fellini si è finalmente ripreso la sua doppia “L”. Ma sul pannello è rimasta quella misteriosa sigla “LGTV” che dovrebbe indicare “lungotevere” e che continua a lasciare più di una perplessità.
A Roma infatti, sulla segnaletica storica, il lungotevere è sempre stato semmai abbreviato in “Lgt”. “LGTV”, invece, sembra comparso dal nulla. E continua a campeggiare sul cartello come se fosse la cosa più normale del mondo.
Il risultato finale, paradossalmente, è quasi più curioso del precedente.
Prima c’era un errore evidente, che infatti è stato corretto. Ora invece resta quella sigla indecifrabile che fa sembrare il cartello più il modello di un televisore che un’indicazione toponomastica.
Misteri del Campidoglio? Nuove abbreviazioni sfuggite ai più? Scarsa fantasia di qualche addetto? Difficile dirlo.
Di certo, detto alla romana, LGTV “nun se po’ proprio vedé”.
E così il cartello del lungotevere Fellini continua a vivere una sua dimensione parallela: meno clamorosa di prima, forse, ma ancora abbastanza surreale da meritarsi una seconda puntata.
© RIPRODUZIONE VIETATA



