
A Roma può succedere di tutto. Anche che uno dei più grandi registi della storia del cinema venga abbreviato male. E scritto peggio.
Succede a piazza Maresciallo Giardino, dove campeggia un cartello stradale installato dopo l’intitolazione del Lungotevere Federico Fellini, avvenuta il 30 giugno 2022 alla presenza del sindaco e delle autorità cittadine.
Un omaggio doveroso a un artista che Roma l’ha raccontata come pochi altri, rendendola eterna anche sul grande schermo. Ma proprio sotto quell’omaggio, qualcosa non torna.
A indicare la direzione compare infatti la scritta: “LGTV F. FELINI”.
“LGTV” dovrebbe stare per “lungotevere”. Ma è un’abbreviazione che non si è mai vista prima e che ricorda più un marchio o un canale televisivo che una strada della capitale.
Fin qui si potrebbe anche sorridere. Il problema vero, però, è un altro.
“FELINI”, con una sola “L”.
Il cognome di Federico Fellini si scrive con due. Sempre. Non è una variante, non è un refuso tollerabile: è semplicemente un errore.
E così il risultato è un cartello che sembra uscito da una scena felliniana: un po’ surreale, un po’ grottesco, decisamente romano, col suo “LGTV” indecifrabile e quel “Felini” che stona più del traffico nelle ore di punta.
Celebrare la memoria è importante. Farlo senza errori, forse, lo è ancora di più.
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