
Il TAR alla fine ha scelto di non scegliere. La Prefettura e la Lega Serie A hanno litigato per due giorni, si sono minacciate a colpi di ricorsi, comunicati e tavoli tecnici, poi – come spesso accade in Italia – il compromesso è arrivato all’ultimo minuto.
Il derby fra AS Roma e SS Lazio si giocherà domenica alle 12 allo Stadio Olimpico.
La finale maschile degli Internazionali al Foro Italico, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, resta invece confermata alle 17.
Tradotto: nell’arco di poche ore, fra Ponte Milvio, Foro Italico, lungotevere, Farnesina, piazza Mancini e tutta l’area nord della città, si riverseranno decine di migliaia di persone. Tifosi romanisti, laziali, appassionati di tennis, delegazioni, addetti ai lavori, turisti, scorte. E, come di consueto, un paio di migliaia, se non di più, di agenti e mezzi delle forze dell’ordine.
E in mezzo, come sempre, i residenti. Perché il punto vero, al netto del teatrino istituzionale andato in scena nelle ultime 48 ore, è tutto qui: Roma continua a dimostrare di non riuscire a gestire due grandi eventi contemporaneamente nello stesso quadrante urbano senza trasformare la città in una gigantesca zona rossa.
La giornata è stata surreale.
Il TAR del Lazio, chiamato a pronunciarsi sul ricorso urgente della Lega Serie A contro la decisione della Prefettura di spostare il derby a lunedì sera, ha di fatto rimandato la palla ai contendenti invitandoli a “trovare una soluzione condivisa”. Una non decisione, appunto.
Da una parte la Lega calcio, che pretendeva la contemporaneità delle gare decisive per la corsa Champions. Dall’altra la Prefettura, preoccupata dalla gestione dell’ordine pubblico in una domenica già segnata dalla finale degli Internazionali al Foro Italico.
Alla fine, l’accordo è arrivato: derby e altre quattro partite decisive per l’Europa tutte alle 12. Tennis confermato alle 17.
Una soluzione che evita lo slittamento a lunedì sera ma che lascia aperta una domanda enorme: davvero basta anticipare di qualche ora il calcio d’inizio per mettere in sicurezza un’intera area della città?
Perché domenica Roma Nord sarà un imbuto.
A mezzogiorno inizierà il derby. Poco dopo le 14 partirà il deflusso di decine di migliaia di tifosi e di auto e scooter dall’Olimpico. Quasi in parallelo, il pubblico del tennis inizierà a convergere verso il Foro Italico per la finale maschile degli Internazionali, prevista alle 17, alla presenza del Capo dello Stato.
Il tutto in un quadrante già strutturalmente fragile sotto il profilo della mobilità. Lungotevere congestionati, Ponte Milvio blindato, traffico paralizzato fra piazzale di Ponte Milvio, via Flaminia, piazza Mancini, corso Francia e zone limitrofe.
Con migliaia di agenti schierati e controlli destinati inevitabilmente a rallentare ulteriormente la circolazione. In merito a ciò, è stato già programmato per le 17.30 di venerdì un tavolo tecnico presso la Questura per un rafforzamento dei dispositivi di sicurezza.
Chiusi in casa
E mentre istituzioni sportive e apparati amministrativi giocano la loro partita fatta di ricorsi, competenze e mediazioni, il tutto sulla pelle della città, chi abita in questi quartieri si prepara all’ennesima domenica sospesa.
Perché ormai il copione è noto: maxi-eventi, maxi-dispositivi di sicurezza, maxi-disagi. E residenti costretti ancora una volta ad adattarsi. Chiusi in casa.
Claudio Cafasso
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Prigionieri in casa nostra, ancora una volta.
Qui tra partite, tennis, concerti.. non si vive più.
Una bella zona di pregio ridotta così.