
Oggi, sabato 4 aprile, Francesco De Gregori compie 75 anni. Un compleanno che non riguarda solo la musica, ma anche Roma, la città che più di ogni altra attraversa le sue canzoni e la sua vita quotidiana.
Perché De Gregori, da decenni residente nel quartiere Prati, non è soltanto un simbolo della canzone d’autore italiana. È anche un volto familiare del quartiere, uno di quelli che si incontrano per strada, lontano dai riflettori.
Qualche anno fa lo si è visto in via Luigi Settembrini, la strada dove vive, partecipare insieme ad altri residenti a un’iniziativa spontanea per pulire la via. Nessun annuncio, nessuna scena costruita. Solo un gesto semplice, quasi naturale, che racconta più di tante interviste il rapporto tra il cantautore e il suo quartiere.
Un episodio rimasto nella memoria di chi c’era, proprio perché coerente con il suo stile: discreto, mai sopra le righe.
Un percorso unico
Dai primi passi al Folkstudio fino ai grandi palcoscenici, Francesco De Gregori ha costruito un percorso unico nella musica italiana. Canzoni come “Rimmel”, “La donna cannone”, “Generale”, “Buonanotte fiorellino” e “Alice” sono diventate patrimonio collettivo, attraversando generazioni senza perdere forza né significato.
Nel suo cammino non sono mancati momenti simbolici anche dal vivo. Tra questi resta nella memoria il tour condiviso con Lucio Dalla con un concerto che si tenne l’8 luglio del 1978 allo Stadio Flaminio, tappa iconica del tour Banana Republic che radunò 40.000 persone.
Un concerto che segnò un’epoca e contribuì a consolidare il ruolo di De Gregori tra i grandi della canzone d’autore italiana.
il segreto del “Principe”
Il suo tratto distintivo, però, è rimasto sempre lo stesso: non spiegare mai troppo, lasciare spazio all’ascoltatore. Ed è forse anche per questo che, a distanza di decenni, le sue canzoni continuano a parlare al presente.
Secondo Italo Calvino, “un classico non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. È tanto più vero pensando ai brani di De Gregori, le cui canzoni sono entrate nel patrimonio musicale di intere generazioni, coprendo sonorità di tutti i generi, con testi raffinati e intensi, ancora oggi di grande attualità.
A 75 anni, De Gregori continua a essere un punto di riferimento. Non solo per chi lo segue da sempre, ma anche per chi oggi scopre nelle sue parole un modo diverso di raccontare la realtà, lontano dalla velocità e dalla semplificazione.
Il suo compleanno diventa così anche un’occasione per la città di riconoscersi in una voce che non ha mai cercato di rappresentarla, ma che finisce per raccontarla meglio di molte altre. E forse è proprio questo il segreto del “Principe”: essere rimasto sempre fedele a se stesso. Sul palco come nella vita quotidiana, anche in una strada di Prati, con una scopa in mano.
E mentre il tempo passa, restano le sue parole. Quelle che, come in “Viva l’Italia”, continuano a raccontare un Paese fragile, contraddittorio, ma ancora capace di riconoscersi in una canzone. (cc)
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