Home ATTUALITÀ Una targa per Ilaria Alpi nella sua Vigna Clara

Una targa per Ilaria Alpi nella sua Vigna Clara

Ilaria alpi
Ilaria Alpi, giornalista del TG3 uccisa a Mogadiscio il 20 marzo 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin.
ArsMedica

A Vigna Clara, nel quartiere dove era nata e cresciuta, il prossimo 20 marzo verrà dedicata una targa a Ilaria Alpi, la giornalista RAI assassinata il 20 marzo 1994 a Mogadiscio insieme al collega Miran Hrovatin, mentre stavano lavorando come inviati del TG3 a un’inchiesta su un presunto traffico di armi e rifiuti tossici, inchiesta che avrebbe visto, tra l’altro, la complicità dei servizi segreti italiani e di alte istituzioni italiane.

Un segno semplice ma destinato a restare nel tempo, sulla facciata della casa di via Napoleone Colajanni dove la giornalista ha vissuto tanti anni con la famiglia prima di diventare una delle inviate del telegiornale.

La cerimonia si terrà a partire dalle 11.30 nel giardino di piazza Jacini, a pochi passi dall’abitazione della giornalista. Dopo gli interventi istituzionali e il momento di commemorazione, i partecipanti si sposteranno sotto il palazzo dove sarà scoperta la targa.

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L’iniziativa è promossa dal Municipio XV assieme all’associazione Articolo 21 e vedrà la partecipazione di rappresentanti del Campidoglio, del XV, delle istituzioni, colleghi e amici della giornalista e anche di una scuola del territorio.

Ad annunciare la commemorazione sono stati il presidente e il vicepresidente del Municipio XV, Daniele Torquati e Alessandro Cozza, che così sottolineano il significato dell’iniziativa:

«In tutti questi anni non abbiamo mai dimenticato Ilaria Alpi e Miran Hrovatin, una morte tragica ancora avvolta nel mistero che porta tuttora con sé numerosi interrogativi. L’appuntamento del prossimo 20 marzo rafforza il legame profondo della giornalista con il nostro territorio, a custodia del suo ricordo e della sua integrità, affinché dopo oltre trent’anni si possa arrivare finalmente alla verità di questa triste vicenda».

Una proposta nata da queste pagine

La targa che verrà scoperta il 20 marzo arriva anche al termine di una sollecitazione civica nata proprio da VignaClaraBlog.it.

Nei mesi scorsi, infatti, da queste pagine abbiamo lanciato una proposta semplice: ricordare a Vigna Clara la figura di Ilaria Alpi con un segno permanente nel luogo in cui era cresciuta. Un gesto di memoria civile che legasse la sua storia non solo alle ricorrenze nazionali ma anche al territorio dove aveva vissuto.

Scrivevamo allora che «la sua morte rimane uno degli esempi più drammatici di cosa significhi essere donna, professionista e pagare con la vita la libertà di informare».

E aggiungevamo anche un auspicio preciso: «diamo a questa giornalista coraggiosa un segno visibile della sua memoria. Diamoglielo qui, a Vigna Clara, dove è nata e cresciuta, dove ha maturato e realizzato il suo sogno di diventare giornalista. Qui, dove il suo ricordo è ancora vivo e così deve restare. Perché Ilaria appartiene al novero di coloro che per garantire il diritto all’informazione e alla libertà hanno dato la vita, perché deve continuare a essere l’esempio più alto di come fare il giornalista sia una vocazione che non arretra di fronte al pericolo».

L’appello raccolto

Quell’appello è stato raccolto dal Municipio XV, e in particolare dal presidente Daniele Torquati e dal vicepresidente Alessandro Cozza, che hanno dimostrato la sensibilità istituzionale necessaria per trasformare quella proposta in un gesto concreto di memoria civile.

Il prossimo venerdì 20 marzo, giorno del 32mo anniversario dell’uccisione della giornalista, quella proposta diventerà realtà. Una targa sulla casa dove Ilaria Alpi è nata e cresciuta ricorderà a chi passerà in via Napoleone Colajanni il legame tra questa strada e una storia di giornalismo, coraggio e verità.

Claudio Cafasso

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1 commento

  1. Grazie per il vostro impegno. Dal 1958 abito nella strada dove abitava la famiglia Alpi. Ilaria ha frequentato la scuola elementare Mengotti che pochi anni dopo hanno frequentato i miei due figli. Nel corso degli anni ho spesso incontrato il prof. Alpi e la moglie Luciana e, dopo la morte di lui, solo la mamma che si è spenta dopo aver lottato 24 anni per avere giustizia.

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