
Di notte qualcuno ha trasformato il muro esterno della biblioteca di Labaro in una bacheca di insulti.
Sulla parete che delimita l’area della struttura pubblica sono infatti comparse diverse scritte tracciate con vernice nera: frasi contro le forze dell’ordine, slogan aggressivi e un insulto diretto al presidente del Municipio XV, Daniele Torquati.
Tra le scritte si leggono frasi come “Gli unici stranieri gli sbirri nei quartieri”, “Fuck the police” e, poco più in là, “Torquati maiale”.
Le scritte sarebbero comparse nei giorni scorsi sulla parete esterna della biblioteca e sono state notate da alcuni residenti prima di essere segnalate anche sui social. Le fotografie dei graffiti sono state infatti pubblicate dallo stesso Daniele Torquati, che ha raccontato di aver ricevuto in queste ore numerosi messaggi di solidarietà da parte dei cittadini.
«Ringrazio i tanti cittadini che in questi giorni stanno inviando messaggi di solidarietà – ha scritto –. Finora non ho detto nulla perché abbiamo cose ben più importanti di cui occuparci».
Il muro imbrattato è quello esterno della biblioteca del quartiere Labaro, uno dei punti di riferimento culturali della zona. Proprio per questo le scritte non colpiscono soltanto una figura istituzionale ma anche uno spazio pubblico che dovrebbe essere luogo di studio e di incontro.
Le frasi, tracciate con vernice nera in punti diversi della parete, appaiono anche con dimensioni e stili differenti, segno che il muro potrebbe essere stato imbrattato in momenti diversi.
Il presidente del Municipio XV ha comunque annunciato che verrà richiesta la pulizia della parete. Non tanto per gli insulti personali, ha precisato, quanto per una questione di rispetto.
«Richiederemo la pulizia del muro, non tanto per le offese nei miei confronti, ma per rispetto delle Forze dell’Ordine».
E conclude con una frase che ribalta il senso dell’attacco ricevuto: «Ringrazio gli autori del gesto per l’attenzione, soprattutto perché essere insultato insieme alle Forze dell’Ordine vuol dire essere dalla parte giusta».
Resta ora da capire quando il muro verrà ripulito e se si riuscirà a individuare chi, nella notte, ha deciso di trasformare la parete di una biblioteca pubblica – uno spazio di cultura e di comunità – in una lavagna di insulti.
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