
Dopo anni di annunci, rinvii e cantieri a singhiozzo, la Metro C compie un altro passo avanti. In Campidoglio, durante una conferenza stampa nella Protomoteca tenutasi merocledì 18 febbraio, il sindaco Roberto Gualtieri, l’assessore alla mobilità Eugenio Patanè e la commissaria straordinaria Maria Lucia Conti hanno annunciato l’avvio delle nuove cantierizzazioni per il prolungamento della linea verso il quadrante nord-ovest della città.
A partire dal 25 febbraio scatteranno infatti i cantieri della tratta T2 oltre piazza Venezia, con le stazioni Chiesa Nuova, Piazza Pia/Castel Sant’Angelo, Ottaviano e Mazzini. Un intervento complesso, sia dal punto di vista tecnico sia da quello archeologico, che interesserà alcune delle aree più delicate del centro storico.
I lavori comporteranno restringimenti delle carreggiate e modifiche locali alla viabilità, ma – assicurano dal Campidoglio – senza stravolgimenti sostanziali della circolazione. Le trasformazioni più evidenti riguarderanno via Barletta, viale Mazzini, l’area di piazza della Chiesa Nuova e i giardini di Castel Sant’Angelo, dove saranno allestiti i cantieri delle future stazioni.
Entro l’estate i cantieri verso Roma nord
Il passaggio che interessa più da vicino il quadrante nord della città è però quello della tratta T1. Secondo quanto annunciato, i cantieri delle stazioni Auditorium e Farnesina partiranno entro luglio 2026, non appena completata la verifica del progetto esecutivo.
Si tratta di un segmento lungo quasi tre chilometri, destinato a collegare il centro con l’asse del Foro Italico e della Farnesina. Proprio qui, nel parcheggio accanto a via Antonino di San Giuliano, sorgerà il cantiere della stazione Farnesina, che fungerà anche da pozzo di introduzione delle talpe meccaniche (TBM) per lo scavo delle gallerie.
L’obiettivo dichiarato dall’amministrazione è di completare l’intero prolungamento oltre Venezia entro il 2037, con la speranza di anticipare la fine dei lavori al 2036. L’intervento complessivo vale oltre tre miliardi di euro, prevede circa sette chilometri di nuove gallerie e sei stazioni aggiuntive.
A regime, la linea dovrebbe arrivare a 31 stazioni totali, con una capacità di trasporto fino a 24.000 passeggeri l’ora per senso di marcia e una riduzione stimata di 310 mila tonnellate di CO₂ all’anno.
Lo sguardo oltre Farnesina: Grottarossa e Tor di Quinto
Insieme alla stazione Farnesina sarà inoltre predisposto il futuro prolungamento verso Grottarossa (tratta C2) e la possibile diramazione verso Tor di Quinto. Un intervento ulteriore, stimato in circa 2,5 miliardi di euro, che rappresenta da anni una delle principali richieste del quadrante nord.
Non a caso, dal Municipio XV arrivano parole di soddisfazione. Il presidente Daniele Torquati ha definito l’avvio dei cantieri “un traguardo storico per Roma e per Roma nord”, ricordando come il Consiglio municipale abbia sostenuto fin dall’inizio il prolungamento della linea fino a Grottarossa, con l’obiettivo finale della stazione di La Giustiniana.
“La Metro C è un’opera vitale per Roma nord, un diritto alla mobilità sostenibile che i nostri quartieri aspettano da decenni” ha dichiarato Torquati, sottolineando come l’opera, ferma per anni, sia tornata operativa negli ultimi tempi.
“Si tratta – ha aggiunto Torquati – di un traguardo storico per il nostro territorio e per tutti coloro che in questi anni hanno difeso con forza la realizzazione della Metro C, anche quando il progetto è stato messo più volte a rischio da tentativi di definanziamento da parte del governo.”
Una promessa che dura da vent’anni
Per i quartieri di Roma nord, la Metro C non è soltanto un’infrastruttura: è una promessa che si trascina da almeno due decenni. Ora, con l’avvio dei cantieri oltre Venezia e la prospettiva concreta della tratta fino alla Farnesina, quella promessa sembra avvicinarsi un po’ di più alla realtà.
Il vero banco di prova, come sempre, non saranno gli annunci ma il ritmo dei cantieri e il rispetto dei tempi. A Roma, la storia delle metropolitane insegna che la pazienza non basta: serve anche memoria. E, soprattutto, continuità.
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Ottima notizia per Roma ma valutando i tempi avremo Farnesina nel 2036, per Grottarossa (al netto che trovino i soldi per farla e che il progetto rimanga tale) la vedo pallidissima. Tutti in coda sulla Cassia!