
Non è una percezione: il numero dei delitti in Italia è in forte incremento, almeno stando alle denunce. Sono due milioni e 380mila con un incremento tra il 2023 e il 2024 dell’1,7 per cento. Più 3,4 sul 2029, ma in netta contrazione su dieci anni fa, meno 15%. Segno che la pandemia è ormai definitivamente alle spalle ma non abbiamo raggiunto i livelli preoccupanti del pre-covid.
Sono alcuni dati sintetici pubblicati dal Sole 24ore che ha anticipato, per il capitolo dedicato alla sicurezza, il tradizionale rapporto sulla qualità della vita di fine dicembre. Peraltro, già sappiamo che il 2025 sarà meno pesante: nel primo semestre i delitti hanno fatto segnare una contrazione del 4,9 per cento sul 2024. Se il trend terrà, per quest’anno avremo un risultato migliore.
Il foglio confindustriale colloca al vertice dei reati denunciati Milano e il suo hinterland con 6.952 delitti ogni 100.000 abitanti. Alle spalle del capoluogo lombardo, Firenze con 6.507, in terza posizione Roma con 6.401 ed una variazione del più 5,29 per cento. L’incremento della città toscana è più alto, 7,40%, mentre Milano fa segnare una variazione negativa, meno due per cento.
A Roma il maggior numero di reati
Naturalmente Roma è la città con il più elevato numero assoluto di reati – ben 270mila contro i 225mila di Milano – a fronte del maggior numero di abitanti. Si tratta di dati che il Sole 24ore ha rielaborato dalle statistiche del dipartimento di Pubblica Sicurezza del Viminale. Che collocano alla sommità della classifica dei reati i furti che rappresentano il 44 per cento delle denunce ma in calo del 33% sul 2014.
In testa agli incrementi invece ci sono le violenze sessuali (più 7,5 per cento), quindi i traffici di stupefacenti (più 3,9 per cento) ed infine i delitti di strada (più 1.8%).
Nello specifico dei singoli reati la capitale è raramente sul podio con l’eccezione dei furti che la vedono seconda in Italia, dietro Milano e davanti a Firenze, con 3.676 episodi ogni centomila abitanti.
Spaccio, piaga di Roma
Ma a far volare la capitale al terzo posto dell’insicurezza nella classifica generale, sono i reati connessi al traffico di droga con la cifra record di 106 casi ogni centomila. Numeri che la collocano in prima posizione su questo fronte. Insomma, la droga è tra di noi, circola in ogni piazza e in ogni vicolo della città, la stringe in una morsa irrespirabile, rischiando alla lunga di renderla invivibile.
A preoccupare, è il numero delle rapine, 2008 nel 2024 con un incremento significativo, superiore al 22 per cento. Anche i furti con destrezza hanno in città un andamento preoccupante: più 4,8 per cento da un anno all’altro per un totale di poco più di 33mila.
L’analisi geografica del crimine così come emerge dal rapporto del Sole 24ore mostra una concentrazione crescente dei fenomeni criminali nelle grandi città che, frequentate quotidianamente anche da non residenti – pendolari da lavoro e studio e turisti – diventano teatro di azioni delittuose commesse da altri. E non è un caso che il 48% dei reati è compiuto nelle 14 aree metropolitane.
Roma non svetta per reati commessi da cittadini stranieri – per lo più sono gli irregolari a macchiarsi di crimini, in genere contro il patrimonio – così come si mantiene nella media per quelli attribuibili ai minorenni, che fanno registrare un vero e proprio boom, in tutto il paese, con oltre il 30 per cento delle denunce rispetto alla stagione pre-covid. Roma ha un forte malessere, ma non è il febbrone che in molti denunciano.
Rossana Livolsi
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