Home TEMPO LIBERO Sting all’Auditorium, ritorno alle origini con un trio essenziale

Sting all’Auditorium, ritorno alle origini con un trio essenziale

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Galvanica Bruni

Lunedì 7 luglio, Sting, icona della musica mondiale, tornerà all’Auditorium di Roma (e tornerà alle sue origini) con il suo nuovo tour “STING 3.0”, un progetto che lo riporta alle radici del suo suono, con una formazione in trio. Un concerto che promette di essere un’esperienza intima e potente, con una scaletta che ripercorre i suoi più grandi successi.

A quasi 74 anni, questo splendido gentiluomo inglese ha ancora un’irresistibile voglia di palco e sembra lontano anni-luce dalla pensione. Ed eccolo di nuovo all’Auditorium, pronto a regalare ancora magie.

Sting salirà sul palco della Cavea con due musicisti di talento: Dominic Miller, chitarrista di lunga data, e Chris Maas, noto batterista. Questa formazione essenziale permetterà a Sting di mettere in risalto la sua abilità di bassista e cantante, creando un’atmosfera musicale intensa e coinvolgente con la quale verrà proposta una selezione dei brani più amati dell’artista, sia da solista che con i Police, in una veste rinnovata e riarrangiati per la formazione in trio.

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Tra rock, jazz e impegno sociale

Nato nell’ottobre del 1951 a a Wallsend, nel nord est dell’Inghilterra, Gordon Matthew Sumner, in arte Sting, è una figura iconica nel panorama musicale mondiale. La sua carriera, che spazia dal rock dei Police al jazz e alla musica classica, è segnata da un costante desiderio di sperimentazione e da un profondo impegno sociale.

Prima di suonare professionalmente, Sting lavora come scavatore e insegnante di inglese e, per un solo anno, anche di disegno. Tiene i suoi primi concerti ovunque possa ottenere un lavoro. La sua vera storia musicale inizia nel 1977, quando fonda i Police assieme al batterista Stewart Copeland e al chitarrista Andy Summers.

La band raggiunge un successo planetario con hit come “Roxanne“, “Message in a Bottle” e “Every Breath You Take“.  Secondo la rivista Rolling Stone, i Police sono stati una delle band più influenti della New Wave, grazie alla loro capacità di fondere rock, reggae e punk.

Dopo lo scioglimento dei Police nel 1986, Sting intraprende una carriera solista di successo, esplorando generi diversi come il jazz, la musica classica e il pop. Album come “The Dream of the Blue Turtles” e “…Nothing Like the Sun” sono acclamati dalla critica e dal pubblico.

Con una carriera che dura da oltre quarant’anni, Sting sta lasciando un’impronta indelebile nella storia della musica. La sua capacità di reinventarsi e la sua integrità artistica lo hanno reso un’icona ammirata da generazioni di fan.

Impegnato in cause sociali e ambientali

L’impegno sociale di Sting è una componente fondamentale della sua identità artistica, che si manifesta in diverse forme e attraverso numerose iniziative.

Nel 1989 fonda la Rainforest Foundation, un’organizzazione internazionale dedicata alla protezione delle foreste pluviali e dei diritti delle popolazioni indigene che le abitano. Questa fondazione rappresenta uno dei suoi impegni più significativi, con progetti attivi in diverse regioni del mondo, volti a contrastare la deforestazione e a promuovere lo sviluppo sostenibile.

In tema di diritti umani e giustizia sociale Sting ha più volte espresso il suo sostegno a organizzazioni come Amnesty International, partecipando a concerti e campagne per la difesa dei diritti umani. Le sue canzoni spesso affrontano temi sociali e politici, come la povertà, l’ingiustizia e la violenza.

Nel 2023, si è esibito nel carcere di Secondigliano, partecipando al progetto “Metamorfosi” che si occupa di utilizzare il legno dei barconi dei migranti per creare strumenti musicali.

L’impegno sociale di Sting non è solo una questione di beneficenza, ma una parte integrante della sua visione del mondo. Attraverso la sua musica e le sue attività, Sting cerca di sensibilizzare il pubblico su questioni importanti e di contribuire a un mondo più giusto e sostenibile.

Amante dell’Italia

La sua vita privata è sempre stata lontana dagli scandali e la sua immagine pubblica è quella di un artista riflessivo, impegnato e fortemente amante dell’Italia.

Pur possedendo molti terreni in Inghilterra, attualmente si considera a casa a Figline Valdarno, in Toscana, dove ha comprato la villa del “Palagio” nel 1999. Nel 2002 si è poi allargato comprando i terreni confinanti dell’ex fattoria Serristori, ovvero 200 ettari tra vigne, uliveti, pascoli e boschi, diventando così proprietario di un’intera collina di oltre 300 ettari tra il Chianti e il Valdarno.

Carmen Martina Gomez

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