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    Il ragazzo del secolo di Gino Castaldo

    Gino-Castaldo
    ArsMedica

    Il ragazzo del secolo, o della rivoluzione perduta è l’esordio nella narrativa di Gino Castaldo, il più grande giornalista musicale italiano, un romanzo in cui rivivono i desideri, le speranze e i dolori di un’epoca vicina e perduta che Castaldo ha vissuto in pieno.

    Napoletano d’origine ma romano d’adozione (vive a Monte Mario ma Ponte Milvio è la sua seconda casa), giornalista a La Repubblica dalla sua fondazione, curatore dell’inserto settimanale Musica, voce di svariati programmi radiofonici, autore di numerosi libri di argomenti musicali, la storia che Castaldo racconta è la sua, ma anche quella di una generazione che ha vissuto una stagione irripetibile di cambiamenti, sogni e speranze.

    Il ragazzo del secolo

    Un uomo nasce nel 1950, alla metà esatta del Novecento, l’ultimo secolo del Millennio. Il suo nome è Luigi e ha pochi mesi quando i suoi genitori, da Napoli, dalla palazzina dove vivono tra il mare e una raffineria, decidono di trasferirsi a Roma.

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    Lì, nella capitale, lo sorprendono gli anni Sessanta, con la musica delle band che arrivano da altri paesi e che, con i loro beat pulsanti e maliziosi, sembrano parlare da un futuro ormai alla porta.

    Poi le prime grandi amicizie, il primo amore, nuovi idoli che nascono e muoiono in fretta, la diffusa e frenetica voglia di cambiamento. E di rivoluzione. Una rivoluzione che, ancora al suono di accordi rock e nuovi strumenti, con i capelli lunghi e le magliette colorate, prende finalmente vita alla fine del decennio, tra manifestazioni, viaggi in terre lontane ed esotiche, speranze.

    Promesse di una libertà assoluta e sfolgorante che dà le vertigini e che i giovani e la musica non hanno mai vissuto prima.

    Luigi cresce, si sposa, lavora a progetti di scrittura e politica, immerso in un clima di trasformazioni epocali. Ma la droga e l’improvvisa ondata di violenza degli anni Settanta mettono in crisi quei sogni e lui va incontro alle prime disillusioni e alle ombre di un tempo che non tornerà.

    Un romanzo (edito da HarperCollins) che sarà sicuramente apprezzato dai lettori della generazione dei nati tra la seconda metà degli anni Quaranta e la seconda metà degli anni Sessanta, quelli che oggi vengono chiamati boomers e che nel ‘il ragazzo del secolo’ troveranno tutte le turbolenze vissute nella loro gioventù.

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