
Mancano pochi giorni al debutto de Le Cirque du Soleil che sta alzando il suo Grand Chapiteau in viale Tor di Quinto dove, per il precedente tour, occorsero 65 tir con circa 2mila tonnellate di equipaggiamento per montare l’enorme tendone alto una ventina di metri e in grado di ospitare oltre due mila persone.
Il posto è sempre lo stesso. È sul lato destro di viale Tor di Quinto, a poco meno di 2000 metri da Ponte Milvio andando in direzione esterna, in un’area di circa 50mila metri di proprietà del Comune di Roma al civico 110.
Il debutto è sabato 1° marzo e lo spettacolo, dalla durata di 125 minuti intervallo compreso e dal titolo Alegría, sarà replicato ogni giorno fino al 13 aprile (biglietti su ticketone).
Alegría
Al centro di un regno un tempo glorioso che ha perso il suo re, Alegría racconta il conflitto di potere tra il vecchio ordine e i giovani, in lotta nel nome della speranza e del rinnovamento.
Mentre il giullare di corte cerca goffamente di salire al trono, un desiderio sempre più prorompente di sfidare lo status-quo e portare gioia nel mondo sale dalle strade.
Un classico rivisitato
Presentato per la prima volta nel 1994, Alegría è diventato uno degli spettacoli più amati di Cirque du Soleil, riproposto in una diversa prospettiva per essere d’ispirazione per il pubblico di oggi come lo sono stati all’epoca della creazione originale.
Con la sua colonna sonora, acrobazie mozzafiato, costumi surreali, scenografie da sogno e il suo giocoso humour, Alegría è un’esperienza coinvolgente, toccante, ricca di magiche emozioni che hanno fatto innamorare il mondo di Cirque du Soleil.
Ha detto Jean-Guy Legault, il regista
“Ancorato nel cuore, nella mente e nell’anima di tutti coloro che hanno lavorato alla sua creazione, ora come allora, Alegría è un omaggio a creatori e sognatori che vedono oltre le barriere, coloro che camminano controcorrente e affrontano le sfide, coloro che inciampano e si rialzano, coloro che credono in ciò che può o potrebbe essere, che pensano che il cambiamento non è un’opzione, ma una necessità.”
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