Home CRONACA Ventenne morto sulla Braccianese, a processo tre persone

    Ventenne morto sulla Braccianese, a processo tre persone

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    Galvanica Bruni

    Era il 4 ottobre del 2020 quando Francesco Urso, appena vent’anni, all’altezza dell’incrocio tra via Braccianese e via Cassia si schiantò con la sua auto contro un albero non protetto da guard-rail.

    Il tragico incidente avvenne di notte, verso le 3. Il giovane stava tornando a casa alla guida della sua Panda quando, forse complice l’asfalto umido, perse il controllo dell’auto finendo con violenza contro l’albero. Il giovane morì in ospedale due giorni dopo lo schianto per il grave trauma cranico riportato.

    Finite le indagini, a ottobre del 2024 il Pubblico Ministero titolare dell’inchiesta ha chiesto al GIP di rinviare a giudizio tre persone con l’accusa di omicidio stradale per lavori mal eseguiti. Secondo la Procura, se a protezione dell’albero ci fosse stato il guard-rail, come doveva esserci, probabilmente Francesco Urso non sarebbe morto.

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    Ed è notizia di queste ore che il GIP ha accolto la richiesta e che con tale accusa andranno sotto processo il responsabile della società appaltatrice che aveva ricevuto l’incarico dal Comune, il caposquadra della società in subappalto che aveva eseguito i lavori e il direttore dei lavori.

    Ricordiamo la vicenda. La ditta aveva ricevuto l’incarico di sostituire il vecchio guardrail con uno nuovo. La sostituzione venne sì fatta, ma con sette metri in meno. A restare scoperto, nonostante che prima fosse coperto e che per legge dovesse comunque esserlo, è proprio l’albero contro cui Francesco Urso andrà a sbattere.

    I lavori, dunque, secondo la Procura, non rispettarono la normativa, la nuova barriera di sette metri più corta della precedente che lasciava così scoperto l’albero sono costati la vita al giovane ventenne e sono ora alla base dell’accusa di omicidio stradale di cui i tre dovranno rispondere davanti al giudice.

    Carmen Martina Gomez

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