Home ARTE E CULTURA Il ponte di Livia Drusilla a Labaro

Il ponte di Livia Drusilla a Labaro

ponte romano labaro
Galvanica Bruni

I tempi della pace sono più belli perché si costruiscono ponti e non muraglie. E infatti, in tempi di pace, l’imperatore Augusto ha costruito una delle bellezze nascoste del territorio di Labaro.

È quasi dimenticato da tutti mentre invece meriterebbe maggior cura, attenzione e valorizzazione. Si trova tra la stazione di Labaro e la via Flaminia e senza dubbio è uno dei ‘gioielli nascosti’ delle periferie di Roma.

Parliamo del ponte romano sul rio Cremera dove transitavano Livia Drusilla e Ottaviano Augusto per andare alla loro villa a Prima Porta.

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Il ponte è lungo 24 metri circa e largo, originariamente, 7 metri e mezzo. Del ponte augusteo è rimasta un’arcata in travertino, mentre l’altra in laterizi risale al III secolo d.C.

Nel Medioevo il ponte permetteva ai viandanti di scavalcare il fosso della Valchetta ed era inserito nella località chiamata Le Due Case per la presenza di due edifici medievali posti ai lati della Flaminia antica, sorti su un sepolcro romano in blocchi. Il nucleo originale della borgata di Labaro.

È importante valorizzare questi monumenti, sia per ridare dignità a territori che sono ritenuti periferie della città sia per ricordare vicende locali che testimoniano la grandezza della storia passata e la speranza di un futuro che non dimentica.

Guardando l’abbandono in cui si trova il ponte di Livia viene alla mente la descrizione di Marco Polo  all’imperatore della Cina, pietra per pietra, un ponte che non ha mai visto.

“Ma qual è la pietra che sostiene il ponte?” chiede Kublai Kan.
“Il ponte non è sostenuto da questa o da quella pietra – risponde Marco- ma dalla linea dell’arco che esse formano”.

Kublai Kan rimane silenzioso, riflettendo. Poi soggiunge: ”Perchè mi parli delle pietre? E solo dell’arco che m’importa.”
E Marco Polo risponde: “Senza pietre non c’è arco”. (da “Le città invisibili” di Italo Calvino)

Vincenzo Pira

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