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    Approvato il piano sociale 2024-2026 del Municipio XV

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    Galvanica Bruni

    Martedì 25 giugno il Consiglio del Municipio Roma XV ha approvato il Documento sul Piano Sociale Municipale con l’astensione di tre consiglieri di opposizione.

    Nei loro interventi in aula, i consiglieri hanno riconosciuto l’importanza di tale strumento e il riconoscimento a chi ha coordinato il processo di elaborazione, dall’assessore alle Politiche Sociali Agnese Rollo al presidente dell’omonima commissione Alfonso Rago, dai dipendenti dell’Ufficio di Piano coordinati dal dirigente Manuela Maria Renzi all’incaricata del “Servizio programmazione e Gestione dei Servizi Sociali” Maria Anna Bovolini.

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    Gli obiettivi strategici che hanno ispirato le scelte di fondo si riassumono in tre parole chiave: programmazione, partecipazione e prossimità.

    Ma quali sono gli aspetti più rilevanti che caratterizzano gli interventi sociali nel Municipio e quali le criticità identificate da affrontare nel prossimo periodo?

    Le priorità

    Le priorità reali sono identificate nel punto 5 del documento, dove si evincono le risorse finanziarie allocate ai diversi settori e attività.

    A consuntivo le risorse finanziarie per il sociale nel municipio, negli ultimi anni, si sono attestate sui 9 milioni di euro, insufficienti a coprire i bisogni espressi dalla cittadinanza. E quindi si pone il problema di dove e come trovare risorse aggiuntive visto che da quest’anno i municipi hanno parte rilevante nel definire le entrate di bilancio.

    Tre gruppi sociali hanno la quasi totalità delle risorse finanziarie: l’assistenza alle persone con disabilità (60 %), gli anziani (25%), i minori in condizioni di vulnerabilità (10 %), altri settori (5%).

    Il servizio più importante è quello educativo per il diritto allo studio, all’autonomia e all’inclusione scolastica degli alunni e delle alunne con disabilità – OAPEC – e vede il coinvolgimento nell’implementazione di diversi enti del Terzo Settore. Ha un costo complessivo nel triennio di 18.245.621,06 euro (oltre 6 milioni l’anno). Coinvolge circa 600 persone con disabilità ogni anno con un costo individuale complessivo di circa 10 mila euro a persona.

    L’accompagnamento domiciliare di persone con disabilità e anziani non auto sufficienti è un altro dei servizi più impegnativi. Attualmente vi sono 167 persone in lista d’attesa (al 20 maggio 2024) a fronte di n. 274 attualmente in carico, tra il Servizio per l’Autonomia e l’Integrazione della persona disabile – SAISH nella forma diretta e indiretta.
    Nell’anno in corso le persone che fruiscono del servizio indiretto di assistenza sono 71, con un rimborso medio mensile €1.200 definito a seguito di valutazione delle condizioni economiche, sanitarie, abitative e relazionali. L’Assegno di Cura varia da € 500,00 ad € 800,00 mensili. Il Contributo di Cura, invece, varia da € 400,00 ad € 700,00 mensili.

    Nell’anno 2023 sono state richieste 71 nuove indagini dall’Autorità Giudiziaria che riguardano minori in condizioni di vulnerabilità. Ad oggi risultano in carico alla sotto area 518 minori con diversi provvedimenti quali affidamento al Servizio sociale, monitoraggio, indagini e valutazioni. Minorenni in carico per maltrattamento al 31.12.2023:  Maschi 211; Femmine 180.

    L’adeguata assistenza personalizzata di queste persone ha un alto costo individuale e i numeri assoluti sono una percentuale minima in relazione al totale della popolazione.

    E questo dato va considerato nel ricercare un equilibrio maggiore tra assistenza dovuta ed obbligatoria e politiche attive che investano sulla sussidiarietà sociale e sulle politiche attive.

    Altri problemi evidenziati nel Piano

    Altri problemi evidenziati nel Piano che andrebbero considerati con maggiori disponibilità nella co-progettazione delle azioni sono i seguenti:

    I tassi elevati di Vulnerabilità Sociale – IVS – registrati nei territori di La Storta, Labaro e Tomba di Nerone dove, a fronte di un benessere medio calcolato per l’intero municipio, sono state individuate sacche di disagio più elevate rispetto alle zone socialmente più favorite.  

    L’ IVS è definito dagli indici di abbandono scolastico, ovvero i residenti che non concludono il ciclo di studio secondario, andando ad aumentare le schiere di giovani che non studiano, non lavorano non si formano; dalla disoccupazione e dal rapporto tra la forza lavoro femminile e quella maschile, specchio della disparità di ruoli sociali e divari di genere.

    Da una ricerca condotta dal “Centro Studi Roma 3000” sull’analisi dei dati Istat – Rapporto annuale 2020 – è risultato che la zona di Roma-Nord presenta la più alta percentuale di disoccupazione e di disagio giovanile. Più nel dettaglio, il Municipio si contraddistingue per un’elevata presenza di NEET (Not in Education, Employment or Trainining), ossia di giovani che non risultano impegnati nello studio, nel lavoro o nella formazione professionale.

    Grande incremento delle richieste di intervento per i casi di alta conflittualità genitoriale e per contrastare il rifiuto da parte del minore delle frequentazioni con il genitore non collocatario. A tal proposito si è evidenziata come criticità, la presenza di una lunga lista d’attesa, che si cerca di gestire attraverso la valutazione delle situazioni più urgenti e prioritarie ed attivazioni di pacchetti, anche con poche ore.

    Lotta alla povertà: La cancellazione del reddito di cittadinanza e la pandemia hanno incrementato il costante impoverimento di larghe fasce sociali.

    Dei 160.630 abitanti nel Municipio XV, 32.022 (ossia il 20%) sono cittadini stranieri di cui il 56% è di genere femminile. Il tema del riconoscimento dei diritti di cittadinanza degli immigrati e il riconoscimento della nazionalità per i figli che hanno completato il primo ciclo scolastico è un tema di rilievo nazionale ma che riguarda anche il nostro municipio. I progetti di interculturalità hanno anche una forte connotazione sociale e di inclusione e devono far parte della co-progettazione di questo ambito.

    Riguardo l’inclusione lavorativa nel 2022 sono state prese in carico con interventi di sostegno circa 200 persone, mentre nell’anno 2023 i destinatari sono stati circa 174. I destinatari di tirocini lavorativi sono stati n. 11 nell’anno 2022 e n. 17 nell’anno 2023.

    Si evidenzia la difficoltà di adesione a percorsi di inclusione socio lavorativa da parte di utenti fragili, privi spesso di adeguata formazione e competenze lavorative specifiche, che sono fuori dal mercato del lavoro da molti anni, i quali spesso interrompono il percorso sul nascere o non riescono a portare avanti l’impegno preso, interrompendo volontariamente il tirocinio iniziato.

    Parità di genere, violenza sulle donne e femminicidi

    L’importanza di questo tema e la sua rilevanza politica obbliga ad affrontarlo anche dal punto di vista del sociale.

    Da valutare se l’impegno profuso è sufficiente o che cosa occorre fare per trovare le giuste sinergie che permettano prevenire le violenze e i femminicidi che purtroppo aumentano ogni giorno di più.

    Nel Municipio è attiva la Casa rifugio Differenza Donna che nel 2023 ha ospitato 12 donne con e senza minori, con le quali ha costruito percorsi di uscita dalla violenza.

    La maggior sfida dei prossimi anni

    La maggior sfida dei prossimi anni è quella di costituire un più adeguato sistema di monitoraggio e valutazione degli interventi che raccolga dati oggettivi su indicatori non solo quantitativi e di rispetto delle procedure ma anche qualitativi e di misurazione dell’impatto sociale degli interventi (cambiamenti strutturali permanenti e positivi delle condizioni sociali).

    Ovvero chiedersi se i progetti che si realizzano rispondono alla rilevanza dei problemi ritenuti prioritari; se le risorse sono utilizzate nel miglior modo (efficienza) e in che misura i risultati attesi nella programmazione previa sono stati raggiunti (efficacia).

    Nonostante i miglioramenti evidenziati negli ultimi due anni di maggiori risorse umane e finanziarie permane il problema di tali carenze. Si pone il problema del decentramento dei funzionari per completare l’organico degli uffici e come trovare finanziamenti sussidiari per le attività di politiche attive e di prevenzione.

    Anche di questo si deve occupare la progettazione operativa e l’attività politica che deve riguardare l’intera comunità per costruire comunità solidali attraverso patti condivisi di sussidiarietà e solidarietà.

    Vincenzo Pira

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