Home CRONACA L’amarcord, le risate e il piatto che piange

    L’amarcord, le risate e il piatto che piange

    torta 17 anni vcb
    Galvanica Bruni

    Scorre in fretta la serata del genetliaco numero diciassette, fra risate (tante), brindisi (pochi), chiacchiericcio da taverna (abbastanza). E piatti che piangono perché bastano un paio di morsi per spazzolare le portate.

    Si presentano quelli che la triade considera desaparecidos, e con loro un’aspirante mammina, che mangia briciole come un passerotto per rispetto della pupa d’agosto. Che magari un giorno chiederà alla madre per quale motivo quella sera non assaggiò per lo meno ‘na fetta de prosciutto.

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    Claudio e Fabrizio fanno le presentazioni, ma tutti si conoscono, basta uno sguardo per capire d’essere sulla stessa sintonia; come basta uno sguardo a quei due poveri disgraziati d’esemplari maschi della redazione, bistrattati e relegati in un angolo, per dare il “la” alle danze “mangerecce”.

    Compare una pupetta, che toglie il fiato per bellezza e fa smorzare come d’incanto le luci sulla tavolata di ricordi e lazzi, ma basta poco per rinvigorire la discussione, non appena i “servitori dei tavoli” portano l’ennesimo vassoio fatto di non so che ma che va giù verso l’esofago come una meraviglia, riecco per lo meno il “crunch” mandibolare che ricomincia a far rumore.

    Il giorno della festa si chiude con la torta, buona quanto una notte con Jennifer Aniston, e per fortuna che nessuno pensi di tirarla in faccia. Il motivo c’è, a 17 anni si è ancora minorenni e si ha paura dei due schiaffoni d’un genitore.

    Dite che oggi i genitori non educano più come una volta e lasciano fare i figli? Può essere. Ma la squadra di VignaClaraBlog.it è d’una altra generazione, è cresciuta e pasciuta quando le pizze arrivavano anche perché non si arrivava in tempo per la cena.

    Forse è questa educazione “spartana” il segreto del successo d’una testata nata mentre qualcuno sussurrava “dureranno da Natale a Santo Stefano”. Prosit.

    Massimiliano Morelli

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    2 COMMENTI

    1. Augurissimi e sempre mille complimenti da parte di un habitué!
      Pronti a fronteggiare i prossimi 170…..
      Se mi posso permettere, un abbraccio a tutta la Redazione
      Paolo Salonia

    2. Anche io, sia pur di molto meno di 17 anni, mi considero un habitué: la prima cosa che faccio il mattino è accendere il PC (…lo so sono antiquato) ed accedere a VCB. Vi ringrazio soprattutto per la pazienza che dimostrate nei miei confronti, nel mantenere un colloquio che credo difficile. Vi abbraccio anche io!

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