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    VCB verso la maggiore età

    numero 17
    Galvanica Bruni

    Oggi VCB compie diciassette anni. Dicono che diciassette sia il numero della “sfiga”, per noi è il numero della costanza.

    La continuità di lavoro, di “stare sul pezzo”, di saper raccontare anche quelle notizie che a volte vengono tralasciate da altri perché il nuovo modo di fare informazione è legato alla “news che ha fatto impazzire il web” o alla foto che ha “sconvolto la Rete”.

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    Noi siamo diversi. Soprattutto, siamo orgogliosi di essere diversi. Restiamo “old style”, lavoriamo alla vecchia maniera, cercando di raccontare i fatti per voglia di analizzare, dibattere, ragionare, non per acchiappare “like”, “mi piace”, pollici all’insù e smile.

    In diciassette anni, seppur ancora “minorenni”, abbiamo redatto 36.000 articoli, ricevuto 58.000 commenti, e contribuito alla crescita di chi vuole fare questo mestiere, visto e considerato che in quindici hanno preso il tesserino da pubblicista. Che è il primo gradino nella scala di una professione sempre più distante da quella d’un tempo, servono pazienza (tanta), sopportazione (altrettanta) e resilienza (ancor di più) per non mandare tutti e tutto al diavolo.

    Perché chi fa informazione guadagna due baiocchi e cammina sempre sul filo del rasoio. No, non guardate le prime firme della tv, gli anchorman… pensate a quanti giovanotti di belle speranze consumano le scarpe per cercar notizie. Ricordate la frase di Indro Montanelli? “Un giornalista lo assumo se ha le scarpe consumate, significa che corre di qua e di là per portare in redazione qualcosa di pubblicabile”.

    Non ostentiamo il classico e ormai stucchevole “diamo voce a chi non ha voce”, noi la voce la diamo a tutti, a prescindere di chi parli. E sul territorio – scusate la modestia – viaggiamo rispettati e rispettosi di fatti, persone, luoghi.

    Forse è per questo che qualcuno, penna arguta e cervello fino, ha paragonato VCB a una sorta di “Wikipedia di Roma nord”. È la nostra medaglia, che dovremmo appuntare sul petto e che invece teniamo delicatamente poggiata sul cuore.

    Massimiliano Morelli

    © RIPRODUZIONE RISERVATA

    3 COMMENTI

    1. Bravi. E apprezzo molto anche l’assenza di pubblicità invasiva “pop-up”, che altrove impedisce di leggere gli articoli online come si deve e porta il lettore a chiudere e passare oltre! Basta metterla al posto giusto e non passa inosservata lo stesso, ma rimane discreta ed è meglio accolta.

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