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Il derby parte col piede sbagliato

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Galvanica Bruni

Riecco il derby, con un problema in più rispetto al passato, e che scavalca perfino il momento tutt’altro che splendente di Lazio e Roma, una al settimo e l’altra al nono posto della classifica.

Qua c’è il rischio-antisemitismo, con l’ulteriore preoccupazione legata al fatto che fra le due tifoserie potrebbero esserci infiltrati che potrebbero dare il “la” a episodi di violenza.

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Anche per questo la Questura sta monitorando ormai da giorni la situazione in vista della stracittadina. E, come se non bastasse, nelle ultime ore è stato pubblicato in Rete di un video dedicato, suo malgrado, al romanista Sardar Azmoun. Una clip che recita testualmente “L’iraniano odia giudei e gay. Nella Roma non ci sono ebrei”.

Ecco, comunque andrà a finire la sfida, sarà cominciata col piede sbagliato. Anche perché è stata preceduta da piccati botta e risposta fra i due allenatori.

Da una parte quello della Lazio, pronto a dire che la sfida giocata dai suoi (vinta 1-0 contro il Fejenoord martedi sera) è stata una “guerra” al confronto di quella della Roma. “Per noi è stata una battaglia, per loro sarà una scampagnata”.

In realtà anche la Roma ieri sera ha vissuto una vera e propria sfida all’O.K. Corral sul terreno di gioco dello Slavia Praga, dove ha perso la gara (2-0) e la testa del girone di Uefa league, sia pure “solo” per la differenza reti.

Ficcante è stata, fra le altre cose la risposta di Mourinho all’omologo laziale: “Amichevole? Queste sono dichiarazioni che offendono la gente dello Slavia, non me. Io rispetto sempre i miei avversari, lo Slavia è un’ottima squadra. Quello che fa la differenza è il modo di pensare le partite: magari la differenza tra un allenatore che ha vinto 26 titoli e uno che ne ha vinti pochi è questa mentalità. Non ci sono amichevoli, ogni partita va giocata al massimo”. Sì, i presupposti per una partita alla “volemose bene” non ci sono proprio.

Leonardo Morelli

 

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