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Una bomba ecologica in via del Foro Italico

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Galvanica Bruni

I topi sono animaletti intelligenti, si fanno carico dello smaltimento, almeno in parte, dei rifiuti cittadini. Il fatto di vederli perciò così numerosi e in così buona salute, tanto da assomigliare a paffuti coniglietti, per niente impauriti e disposti a mettersi in posa per una foto, ce li ha resi simpatici.

Se vi trovate dalle parti dell’Acqua Acetosa, nei pressi di quel “tunnel dell’orrore” che passando sotto l’Olimpica porta all’ex-campo nomadi “Foro Italico”, ve ne potrete rendere conto personalmente. Non c’è però da preoccuparsi: sono abituati alla presenza dell’uomo e ai suoi rifiuti.

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Nel novembre del 2022 documentammo lo stato di gravissimo degrado in cui si trovava il tunnel e quello che rimaneva del campo nomadi sgomberato nell’agosto del 2020 dopo un grande incendio che ne distrusse oltre la metà. Allontanati tutti i residenti – operazione che avvenne non con poche polemiche per più motivi – a novembre 2021 fu dato il via dalla Regione Lazio alle operazioni di bonifica.

A distanza di due anni se ci sia stata una bonifica limitata solo alle sostanze pericolose non è dato sapersi, ma una cosa è certa: quel tunnel e quell’area continuano ad essere una vergognosa, maleodorante e gigantesca discarica.
E non è tutto, perché lì si è continuato e si continua a sversare rifiuti a dispetto dei cartelli del Comune che indicano la presenza di telecamere.

La situazione di gravissimo degrado anziché risolversi è andata quindi sempre più peggiorando.

Oggi quel terreno imbevuto di veleni, a pochi passi da quel Tevere che si vorrebbe abbellire con aree faunistiche, è interamente ricoperto da rifiuti e detriti: materassi lerci, elettrodomestici sgangherati, stracci e vecchi abiti, calcinacci, rifiuti organici e poi centinaia di pannelli di legno di ogni tipo.

Al termine dell’area, quasi sulle sponde del fiume sono state accatastate due lunghe  strisce di terra mischiata a corpi estranei dalla incerta consistenza. Metallo, plastica, forse eternit.

Definire la situazione drammatica è troppo poco. Forse è meglio parlare di tragedia. Una tragedia ambientale perché il “tunnel degli orrori” con i suoi grossi ratti e l’ex campo nomadi sono una vera e propria bomba ecologica che come tutte le grandi situazioni di degrado ambientale gravano sulla salute dei cittadini della capitale, metropoli contaminata che oggi appare senza speranza né futuro. Questa è la città che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti?

Francesco Gargaglia

 

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