Home CRONACA Farnesina, Parco Volpi rifugio di senza tetto

Farnesina, Parco Volpi rifugio di senza tetto

ex-chiosco-parco-volpi
Galvanica Bruni

Parco Volpi, un polmone d’ossigeno dove dal 1960, generazione dopo generazione, hanno giocato e sono cresciuti i bambini della zona. Si estende per 16mila metri quadri costeggiando via dei Colli della Farnesina col Ministero degli Esteri da una parte e via della Farnesina dall’altra, e vanta più di settanta pini.

Parco Volpi era ridotto male, molto male. Abbandonato dall’amministrazione comunale da metà degli anni ’90, bisogna arrivare a fine 2020 per vedere la Giunta capitolina occuparsene approvando e finanziando con 179mila euro un progetto presentato dall’associazione “Genitori della Scuola Primaria Malvano”.

Continua a leggere sotto l‘annuncio

E’ di giugno 2022 l’inaugurazione, con la riapertura del parco alla cittadinanza fra apprezzamenti, contentezza ma anche qualche giusta lamentela, come quella per il pietrisco abbondantemente sparso sui vialetti che impedisce alle ruote dei passeggini e a quelle delle bici dei bambini di raggiungere l’area giochi e soprattutto a quelle delle carrozzelle di alcuni invalidi di arrivare al centro Anziani “Farnesina”, ubicato proprio all’interno del parco.

Isolato e quindi poco frequentato, nel parco è carente ogni tipo di controllo. L’apice lo si raggiunge lo scorso 23 luglio quando, in occasione di un concerto all’Olimpico, decine e decine di auto vengono parcheggiate nel parco calpestando vialetti e aiuole. A quanto ne sappiamo, gli autori sono rimasti impuniti.

Intorno al 2020, una Srls – dietro la quale si dice esserci un imprenditore locale – aveva acquistato il vecchio chiosco, il “Mini garden bar” che fra alterne vicende e denunce, dopo anni di cattiva gestione era stato chiuso.

L’obiettivo era farlo rinascere e creare un vero punto di ristoro e aggregazione nel verde della zona. Iniziano dunque i lavori, vengono abbattuti i manufatti a contorno e poi tutto si ferma. Rimane solo lo scheletro del bar. Sono trascorsi tre anni e tutto è ancora così.

Tutto è ancora come allora, con la differenza che oggi l’area del chiosco è preda del degrado. Rifiuti, tavole divelte, stracci, lastre di eternit sull’erba. E poi topi, topi che scorrazzano entrando e uscendo dalla recinzione.

E’ questo lo scenario in cui una donna, dall’età indefinibile, ha fatto sua quella baracca fatiscente. Là, fra le sue povere cose, fra pentole nelle quali vediamo muoversi un topo e stracci a formare un giaciglio, lei vive alla meglio.

La troviamo intenta a trascinare avanzi di listoni di parquet.
“Mi servono per metterli sotto gli stracci, non posso dormire sempre con la schiena sulla terra, le ossa mi fanno male”.

Le suggeriamo di rivolgersi ai servizi sociali del Comune ma ci risponde che non vuole, che è sola al mondo e sola vuole restare. Poi se ne va, continuando a trascinare quei listoni sui quali dormirà questa notte. Sotto le stelle, ma fra i topi.

Claudio Cafasso

© RIPRODUZIONE RISERVATA

2 COMMENTI

  1. Perfetto questo articolo. Ricominciamo tutto da capo, dopo i 350mila euro spesi dal Comune per ristrutturare il Parco, tornano gli homeless e presto si impadroniranno anche dell’area giochi, anche perchè nella ristrutturazione è stato eliminata la recinzione, che poteva garantire una certa protezione.
    Anche per la questione del Bar, ho tentato inutilmente di avere notizie, anche dalla precedente Amministrazione, e di sollecitare la definizione di questa questione, perchè un bar-ristorante, ben gestito, in quella posizione, all’interno di un Parco molto gradevole e posto in una zona molto attrattiva, darebbe una grande valorizzazione al Parco, e sarebbe un utile presidio per la vigilanza del Parco.
    Per quanto riguarda il parcheggio selvaggio, la Polizia Locale mi ha risposto con una lunga lettera, che terminava così:
    Si provvederà a richiedere al competente Dipartimento Tutela Ambientale e del Verde Pubblico un urgente intervento per ripristinare la chiusura dell’accesso all’area verde.
    e li ringrazio per la loro sollecitudine, almeno hanno risposto, spero che il Municipio possa fare altrettanto e risponda a questo articolo, informandoci su cosa intende fare per salvare un Parco così prezioso.
    Comitato Ambiente e Legalità – Ponte Milvio

  2. E’ vero che è stato fatta una ripulita al parco ma si puo
    fare l’obiezione che la cura e i materiali usati non sono sicuramente quelli di una volta.
    Ad esempio:
    le menzionate pietre confrontate col brecciolino precedente fanno schifo,;
    le sculture fatte col fusto dei vecchi pini sono belle ma non servono a far giocare un bambino;
    gli scivoli le altalene le piste di pattinaggio un paio di canestri da basket un guardiano giardiniere avrebbero richiesto tutto il budget e il guadagno per chi ha fatto i lavori minore.
    Il solito lavoro fatto al risparmio che non dura più di una stagione come è malcostume delle amministrazioni dei nostri tempi a Roma.
    Per agevolare il traffico è stato fatto uno scempio della zogna davanti al.Ministero e di Monte Mario che una volta era bellissima ed oggi invece somiglia alla Ghotam city dei film di Batman.
    I bambini che ci passavano i pomeriggi a giocare e ragazzi del muretto di una volta da comodo sostituirli con mostri casalinghi dei social.
    Purtroppo sono cambiati i tempi e imperversano le chiacchiere di chi si alterna ad amministrare la città eterna ma la verità è che Roma è diventata sgarruppata sporca scarabocchiata e rattopppata.
    Una vergogna.

LASCIA UN COMMENTO

inserisci il tuo commento
inserisci il tuo nome