
Giovedì 20 luglio, la Soprintendenza Speciale di Roma organizza visite guidate gratuite alle Tombe di Fadilla e dei Nasoni, due gioielli di grande interesse storico e archeologico ubicati sulla via Flaminia Nuova, a meno di 2 chilometri da Corso Francia e dai quartieri di Vigna Clara e Fleming.
Situate all’ottavo chilometro della consolare entrambe le tombe sono scavate nel tufo e impreziosite da un’elegante decorazione con mosaici, pitture e stucchi.
Le visite, ricordiamo, sono gratuite ma con prenotazione obbligatoria cliccando qui.
Uno sguardo alle due Tombe
La Tomba dei Nasoni, ubicata in via Flaminia 961, fu scoperta nel lontanissimo 1674 ancora quasi intatta durante i lavori per l’ampliamento della Via Flaminia ma subì poi gravissimi danneggiamenti a causa delle attività estrattive condotte tra la fine dell’800 e i primi del 900.
La tomba rupestre risale al II secolo d.C. e fu scavata all’interno di un blocco di tufo dove venne realizzata una grande camera rettangolare con una nicchia sul fondo e tre nicchie per ogni lato; una iscrizione riportata all’interno ne attribuisce la proprietà a Nasonius Ambrosius.
La facciata doveva essere a forma di tempietto, ma purtroppo è andata perduta: la bellezza e il fascino del luogo rimane tuttavia inalterato grazie alla presenza delle decorazioni pittoriche sulle pareti e su frammenti delle riquadrature in stucco del soffitto.
A restituire il suo aspetto originario, oltre agli attuali resti, sono le 35 tavole che il pittore, incisore e antiquario Pietro Santi Bartoli pubblicò nel 1680, in un libro intitolato Le pitture antiche del sepolcro dei Nasonii, nella via Flaminia.
Grazie a queste illustrazioni conosciamo l’aspetto esterno della tomba dei Nasoni, oggi perduto, costituito da una facciata in forma di tempietto di ordine corinzio con membrature realizzate in mattoni ed elementi in travertino, con porta di ingresso sormontata dall’iscrizione che ci fa conoscere il nome dell’antico proprietario: Quintus Nasonius Ambrosius.
Del sepolcro resta invece tutta la parte interna, scavata a camera nel massiccio tufaceo dei Saxa Rubra.
la Tomba di Fadilla, in via dei Casali Molinario 3, è più piccola, ma ancora perfettamente decorata ed è stata scoperta nel 1923. Si tratta di un sepolcro rupestre scavato nella roccia con una piccola camera funeraria munita di nicchie con loculi per i defunti, riccamente ornata.
Il pavimento a mosaico con al centro la figura di un uccello su un ramo, le pareti affrescate con figure di genietti alati ed animali tra cui emerge la raffigurazione (nella nicchia centrale) di due pavoni che reggono con il becco una benda legata ad una corona sospesa. Il nome della defunta sepolta nella tomba compare in una piccola lapide in marmo con la dedica del marito alla moglie Fadilla.
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