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Derby, più che l’Olimpico pare il far west

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foto di repertorio
ArsBiomedica

Vigili intransigenti, visiera della scoppola abbassata e occhiali a specchio per evitare lo sguardo di automobilisti che cercano ogni pertugio per intrufolarsi e parcheggiare davanti l’Olimpico.

Nastri gialli stile scene da crimine usati per chiudere strade e passaggi, così da carcerare in casa gli abitanti di zona. Lampeggianti che illuminano la serata a piazza Mancini, luci azzurre che s’infrangono su palazzoni dove le finestre sono rigorosamente chiuse per evitare il ritorno dei cori, manco a dirlo sarebbe “disturbo della quiete domestica”, ma… con chi te la vai a prendere?

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Un ubriaco canta, balla e spacca bottiglie sotto la pensilina ma resta indisturbato, c’è da tenere a bada sessantamila tifosi, che lo sbronzo incallito faccia quel che vuole. C’è il via-vai di filippini, cingalesi, badanti romene e clochard, disinteressati al dio pallone.

Le auto sono parcheggiate ovunque, occupano marciapiedi e centro del manto stradale, ed è sempre un miracolo il fatto che chi, tutt’altro che amante del pallone e in giro con la sua utilitaria, non vada a sbattere col muro di suv, berline d’ogni tipo e motorini abbandonati qui e qua, derelitti come i monopattini a pagamento, che “sta a inizià la partita e nun me la posso perde”.

La città eterna pare il Paese del Bengodi mentre le squadre scendono in campo e, comunque andrà a finire, le colpe saranno del direttore di gara, della Var, financo del vicino di posto. Mai della propria squadra, che pure se perde dieci a zero con il Real Madrid al Santiago Bernabeu è sempre colpa dell’arbitro, mai dei propri beniamini, magari sotto tono.

Un tizio mentre fa retromarcia fa cadere tre motorini legati fra loro da una catena, quando scende dall’auto manco li guarda, “sta a inizià la partita, vado pe uno”.

La maledizione per quei posti vuoti davanti alla Farnesina, l’attesa delle squadre dell’Ama pronte a entrare in scena al fischio finale del match, se solo si ragionasse su quanti straordinari costa al contribuente una partita di pallone si comincerebbe a ragionare. Ma è più facile litigare con la cassiera del supermercato per i dieci centesimi della busta di plastica piuttosto che riflettere.

Ingresso e uscita dallo stadio sono una sorta di far west, i semafori diventano un optional mentre gli scooteristi  si sentono tutti novelli Alberto Tomba, il loro slalom è da brividi, le macchine sono i paletti dello “speciale” e il casco un optional.

In campo Lazio e Roma se le danno di santa ragione, ma di bel gioco neanche a parlarne. L’arbitro riesce a espellere un paio di giocatori pure a partita finita, roba che manco i ragazzini delle under 14  sono così ingenui da farsi prendere con le mani nella marmellata.

E il caos sul manto erboso fa “scopa” con il disordine che c’è fuori. E’ il calcio a Roma, signori. Pardon, è il caos a Roma quando c’è il calcio.

Massimiliano Morelli

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9 COMMENTI

  1. Questo giornale fa un articolo a settimana contro lo stadio,in tutto il mondo quando c’è una partita regna il caos,lo stadio si trova all’interno della città quindi rassegnatevi ma basta avercela con i tifosi ogni settimana.

    • Ricomincia? Mentre scrivo mi domando se Lei non vuole proprio questo: che in un modo o in un altro si parli di Lei.

  2. Sig. Venza questa volta Patrizio ha ragione: VI DOVETE RASSEGNARE!
    in un paese dove la polizia rimane inerte mentre viene bersagliata di bottiglie, dove i carabinieri rimangono inerti mentre 4 deficienti imbrattano tele e monumenti, dove la CGIL organizza una manifestazione “antifascista” per una scazzottata fuori di una scuola (e la magistratura ancora non ha individuato i responsabili) e rimane indifferente alle distruzione operate a Milano e Roma da parte degli Anarchici (si parla di milioni di danni), dove si parla solo di libertà e diritti (diritti dei mafiosi, carcerati, pentiti, drogati, donne, omosessuali, transessuali, lavoratori, immigrati, scafisti, rom, borseggiatori…..) e MAI DI DOVERI…….ci si deve rassegnare. Rassegnatevi ad avere un paese privo del SENSO DELLO STATO, dove si vivacchia bene e dove l’importante è mettere a tacere la coscienza.
    Caro Sig. Venza mi chiedo: quale sarebbe stata la sua reazione se anarchici o tifosi le avessero distrutto il negozio o la macchina appena comprata? Rassegnazione…..

    • Signor Kurtz, qualche tempo prima.non ricordo quando, c’era stato un episodio analogo ma a parti invertite: i “fascisti” erano stati vittime dei democratici. Non mi risulta che ci sia stata una reazione così forte, da nessuna parte… Come dice Lei, sembra quasi che ci siano solo diritti, per alcuni, e non doveri per tutti.

  3. Impressionante come sia attuale un commento che scrissi il 21 dicembre 2015.
    Prescindendo dall'”attualità politica” dell’epoca (Prefetto Gabrielli, città commissariata, Giubileo,…..), poi attraversando la Giunta Raggi fino ad approdare all’attuale Gualtieri, non si è mosso un filo d’erba, tutto è rimasto identico, nessun azzardato provvedimento.
    La desolata denuncia di allora si applica benissimo a domenica scorsa, a domenica prossima…….e a tutte le altre giornate di delirio che comunque gli abitanti di Ponte Milvio sono condannati a sopportare in ossequio ai ben altri intoccabili interessi delle Società Sportive.
    Va bene così, evidentemente.

    Scusandomi se non vado “fuori tema”, quindi senza occuparmi di anarchici, CGIL, antifascismo, ma banalmente rimanendo sul punto “Olimpico/far west” (mi sembra che di questo specificatamente si tratti), ripropongo tale e quale il commento del 21 dicembre 2015.

    “Paolo Salonia 21 Dicembre 2015 At 17:13
    Il 26 maggio 2015, a commento delle notizie sugli accadimenti post-derby, scrissi su questo stesso blog, e per l’ennesima volta, contro l’anacronistica questione delle partite di calcio disputate nel centro di una città europea, quale ritengo dovrebbe essere Roma, nel 2015 e nella consapevolezza di cosa oggi c’è veramente dietro le cosiddette “partite di calcio”, le cosiddette “tifoserie” viceversa vere e proprie bande di teppisti non so quanto manovrate dalle stesse Società Sportive.
    Società comunque ugualmente colpevoli perchè, a fronte degli affari milionari che ruotano in quel mondo, dovrebbero “fare la loro parte” significativa per garantire che tutto si svolga nel migliore dei modi, prima durante e dopo la partita.
    E lamentavo, come già altre volte, l’insostenibilità e l’inciviltà di un intero quartiere – quello di Piazzale Ponte Milvio – letteralmente messo sotto sequestro, con i cittadini residenti e lavoratori, terrorizzati e sbarrati in casa o nel loro posto di lavoro, nella più totale sospensione dello Stato e delle sue regole, presente solamente con uno spiegamento armato quanto inutile.
    Facendo, in ogni occasione, presente l’urgenza della questione allo stesso Prefetto Gabrielli e chiedendo che, in occasione delle riunioni del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza, vengano adottate misure strutturali e non episodiche.
    Oggi la situazione è persino peggiorata, grazie ai provvedimenti che sono stati assunti per Giubileo e terrorismo.
    Una estesa parte della città, ben oltre il già vasto territorio di Ponte Milvio, viene sostanzialmente chiusa e blindata per quasi tutta la giornata, più volte a settimana (perchè i diversi Campionati, Coppe et similia hanno al precedenza assoluta su tutta la restante vita cittadina) e gli ignari e poveri abitanti sono costretti a giri infiniti per raggiungere la propria abitazione o per qualsiasi altra legittima necessità.
    Naturalmente in totale assenza della seppur minima informazione delle limitazioni e delle alternative, tanto quest’ultime non ci sono mai.
    Sistematicamente si deve “cadere in bocca” all’ingorgo dovuto alla chiusura, senza mai trovare un vigile, una pattuglia, un poliziotto, un quel-che-vi-pare, posizionato molto a monte del blocco in modo tale da poter tentare di salvare la pelle prima che sia troppo tardi.
    Nè esiste una sapienza e una razionalità nel misurare gli interventi necessari.
    Per non correre rischi di alcun tipo, ti vieto tutto, blocco tutto, paralizzo un intero settore della città, con le inevitabili conseguenze che questo comporta su tutta la città stessa che, come sarebbe utile ricordare, è un “sistema”.
    In contemporanea, la scelta cade nei giorni degli scioperi dei mezzi pubblici o di qualsiasi altra diavoleria concepita sempre nell’interesse del cittadino.
    Sarebbe troppo chiedere chi stabilisce i calendari delle partite e quanto potere hanno questi signori sui nostri Amministratori?
    Sarebbe troppo chiedere una corretta informazione su tali calendari e, ancor più, sui provvedimenti di chiusura di strade, ponti e lungoteveri in modo di potersi minimamente organizzare con rinvii dei propri appuntamenti o con lo studio preventivo di percorsi alternativi?
    Sarebbe troppo chiedere un uso diverso della città che metta al centro la qualità della vita dei suoi cittadini?
    Le domande sono molte, la questione è centrale, soprattutto considerando che viviamo in una città commissariata ed amministrata da ben due prefetti.
    Evidentemente, la misura è colma e si rende necessario un processo di profondo ripensamento.
    Vignaclarablog.it ha lanciato spunti per una riflessione.
    Non lasciamola cadere come altre volte è accaduto su argomenti di vitale importanza.
    Con questo intervento vorrei, a nome del Comitato Abitare Ponte Milvio e raccogliendo l’implicito invito di VCB a riflettere collettivamente sull’argomento, “rilanciare la palla” e sollecitare un dibattito che si possa svolgere sia su questo stesso blog, sia nella Sala Consiliare con i nostri Amministratori, fino a proporlo alle istanze superiori.
    Vogliamo provare a vincere questo campionato di civiltà?”

    Cambierà qualcosa?

    Paolo Salonia
    Portavoce del Comitato Abitare Ponte Milvio”

  4. Chissà perché ogni volta che non sappiamo gestire una situazione grave parliamo di farwest? Il “far-west” è stato un periodo epico della storia americana con esploratori, viaggiatori, bellicosi nativi, mandriani, famosi sceriffi e altrettanto famosi banditi. Se nel far-west eri contro la legge finiva appeso ad un albero….da noi tutt’alpiu ti becchi un inutile DASPO……

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