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Flaminia, “Noi di Malborghetto abbandonati dalle istituzioni”

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Galvanica Bruni

“Gentile Redazione, apprendiamo ancora una volta, nostro malgrado, che anche per il 2023 61 fra famiglie e aziende presenti a Malborhetto non potranno utilizzare l’acqua nelle proprie abitazioni per il nono anno successivo. Il prossimo potremo quindi festeggiare la prima decade di disagi per i cittadini e di ordinario degrado politico-amministrativo di questa Capitale”.

E’ quanto scrive alla Redazione di VignaClaraBlog.it  una rappresentanza dei cittadini residenti a Malborghetto, località al km 19,400 della via Flaminia, ultima appendice del Municipio XV, dove archeologia, storia e natura si armonizzano in modo unico in un bel parco archeologico e dove rivive la tradizione secondo la quale Costantino, accampatosi proprio lì, abbia visto nel cielo il segno della croce il giorno prima di sbaragliare (era il 28 ottobre del 312) l’esercito del rivale Massenzio vicino a Ponte Milvio.

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Oggi però il problema è di natura diversa, è prima di tutto di civiltà e di qualità della vita. Le famiglie che risiedono a Malborghetto da nove anni infatti non possono usare l’acqua dei loro rubinetti perché contiene arsenico. E da nove anni ha preso il via il processo di sostituzione del vecchio acquedotto con un nuovo da costruire i cui lavori, così pare, avrebbero preso il via solo qualche ora prima dello scorso 31 dicembre, come si apprende dall’0rdinanza 202 del 23 dicembre 2022 del sindaco Gualtieri.

“Non veniamo da Marte e per questo siamo consapevoli che realizzare opere pubbliche richiede anche tempi e procedure non sempre di breve termine; ma se dopo  9 anni dalla chiusura di una rete idrica  nella capitale di un paese industrializzato non si è ancora riusciti ad avviare i lavori,  allora, lo stupore lascia il posto all’indignazione, soprattutto considerando che stiamo parlando di un bene primario ed essenziale come l’acqua” scrivono i residenti la cui indignazione è amplificata dal fatto che “al divieto dell’uso di acqua nelle abitazioni e aziende, si sommano altri problemi  non meno rilevanti che riguardano questa zona della capitale e la vita quotidiana di centinaia di persone”.

Scrivono che, ad angustiarli, in primis c’è “l’abbandono da oltre venti anni della strada principale interna a Malborghetto, che vede un continuo rinvio di responsabilità tra Regione (Arsial) e Comune di Roma /Municipio XV, senza che si arrivi ad una definizione delle competenze e di concrete azioni di gestione manutentiva di una strada (realizzata con fondi pubblici e da sempre aperta al pubblico transito) sostanzialmente divenuta impercorribile”.

“L’unica azione concreta che il XV Municipio ha ritenuto di poter fare – sostengono i residenti – è l’apposizione di cartellonistica stradale indicante la velocità massima di 20 km orari, al solo scopo di auto tutelarsi”.

Si tratta, dicono, di “Un modo semplicistico di affrontare i problemi della collettività, che, appunto,  ha il solo scopo di difendere l’interesse dell’amministrazione stessa (comportamento pur legittimo) in caso di danni a cose o persone, ponendo però in secondo piano l’interesse di quella collettività che l’amministrazione dovrebbe invece provare a tutelare e governare ( e questo sarebbe non solo legittimo, ma doveroso). Insomma  una sorta di ‘mondo alla rovescia’ di fronte al quale si rimane sbigottiti ed indignati, solo per usare degli eufemismi”.

Ma non è tutto. A rendere difficile la vita dei residenti di Malborghetto si sarebbero “i problemi connessi alle difficoltà dei collegamenti alla rete internet che hanno complicato la vita di molti ragazzi durante la didattica a distanza nel periodo Covid, così come le centinaia di corse soppresse  annualmente sulla  linea ferroviaria Roma Nord (la Roma-Civita Castellana-Viterbo) e dei lavori di ammodernamento  della ferrovia  prima appaltati e mai avviati”.

“Bene – concludono – questo è il quadro desolante in cui versa una parte della capitale d’Italia, lo stesso luogo in cui all’Imperatore Costantino apparve la Croce di Cristo con la scritta “ In Hoc Signo Vinces”, luogo, invece, nel quale oggi assistiamo solo ad una  penosa e progressiva sconfitta della buona amministrazione della cosa pubblica da parte degli enti locali, a una storia di abbandono istituzionale”.

Flaminia, anche nel 2023 a Malborghetto vietato usare acqua dei rubinetti

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2 COMMENTI

  1. Si stenta a credere a quanto descritto, ma se veramente questa è la situazione in cui sono costretti a vivere i cittadini di quella zona, allora è legittimo pensare che il terzo mondo alloggia anche nella città eterna. Spero solo che il 2023 possa portare buone notizie per questi cittadini ai quali non resta che affidarsi ad una nota canzone di Lucio Dalla “..l’anno che verrà.. porterà una grossa novità” .

  2. @Ghino, le assicuro che la situazione descritta nell’articolo corrisponde alla triste realtà. Basterebbe fare una breve ricerca internet sull’argomento o nell’archivio di Vignaclarablog e troverà sia la prima ordinanza di divieto all’uso di acqua del sindaco Marino che quelle successive di proroga emanate della Sindaca Raggi e dal Sindaco Gualtieri. Così come ho riscontrato vari articoli su questa vicenda delle strade poderali presenti in vari Municipi di Roma ed oggetto di un vergognoso scaricabarile tra il Comune di Roma e la Regione Lazio. Non ci sono parole!!!

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